Da: La regione 23.09.08 pag 3
Bignasca: tenuto otto mesi sulla graticola
Noseda: ristabilita la credibilità della giustizia
Zali
ha sempre respinto gli addebiti mossigli dal Ministero pubblico. "Non
ho mai inteso aiutare nessuno a commettere reato di sorta né, a maggior
ragione, ho inteso io stesso commettere reato", scriveva il giudice in
un memoriale trasmesso ai media lo scorso 1° febbraio, quando si era
ancora a livello di indagini preliminari. "Ho agito in assoluta buona
fede, avendo dato credito alla versione dei fatti datami da una mia
amica, al solo scopo di aiutarla in una situazione di bisogno",
aggiungeva Zali precisando di aver operato in quella circostanza "a
titolo assolutamente privato e del tutto gratuito". Poi la promozione
dell'accusa e infine l'abbandono del procedimento.
Ieri da noi
contattato il giudice non ha voluto rilasciare dichiarazioni
rimandando per ogni commento al suo legale. La decisione del pp
Perugini «
conclude definitivamente il procedimento ristabilendo finalmente la verità e, con essa, la credibilità della giustizia penale
», si legge nella nota diramata ieri alla stampa dall'avvocato
John Noseda.
«
Oltre ovviamente all'abbandono decretato per il mio assistito, è
assai positivo anche il fatto che il nuovo procuratore pubblico abbia
terminato l'inchiesta in tempi brevi e tempestivamente emanato la
decisione, motivandola in modo dettagliato: è infatti importante
- dice Noseda alla ‘RegioneTicino' -
che non ci siano dubbi sull'operato di un magistrato, in questo caso di un giudice d'Appello
». Zali, 47 anni, è stato designato giudice del Tribunale d'Appello nel 1992 su proposta della Lega. «
Siamo felicissimi per Zali, della cui bravura e correttezza non abbiamo mai dubitato. La vera vergogna
- sostiene il presidente leghista
Giuliano Bignasca
-
è che la Procura ha tenuto sulla graticola un giudice per otto mesi
». Otto mesi nei quali però ci sono state anche due istanze di ricusa
presentate dall'accusato, cosa che ha rallentato di fatto i tempi
dell'inchiesta.


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