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Pesanti critiche dal Parlamento per la distruzione dei documenti: ‘Decisione sproporzionata'

Da: La regione 23.1.09 pag 5

Un governo al servizio degli Usa
 Pesanti critiche dal Parlamento per la distruzione dei documenti sul caso Tinner: ‘Decisione sproporzionata'


  Berna - È stata «sproporzio­nata » la decisione del Consi­glio federale del novembre 2007 di ordinare la distruzione di tutti i documenti ( cartacei ed elettronici) relativi alla vi­cenda dei fratelli Tinner, i due sangallesi accusati di contrab­bando nucleare verso la Libia e finiti in carcere quattro anni fa. Questa la conclusione del rapporto della Delegazione delle commissioni di gestione del parlamento, pubblicato ieri.
  Il documento, divulgato no­nostante l'opposizione del go­verno, dedica spazio ai motivi addotti da quest'ultimo (" evi­tare che informazioni sensibili finissero in mani sbagliate") per giustificare il proprio at­teggiamento. Il verdetto della Delegazione è però pesante. Essa è infatti dell'avviso che la situazione non era tale da giu­stificare l'applicazione dell'ar­ticolo 185, capoverso 3, della Costituzione federale che auto­rizza a prendere provvedimen­ti «per far fronte a gravi turba­menti, esistenti o imminenti, dell'ordine pubblico e della si­curezza interna o esterna» .
  « Nell'ambito del diritto in­ternazionale, non vi era alcun motivo impellente per rinun­ciare a utilizzare piani di co­struzione ( di armi nucleari) quale corpo del reato in una procedura penale » , si legge nel rapporto. Il documento sottoli­nea che l'Esecutivo ha « prefe­rito rispondere alle esigenze de­gli Usa, sbarazzandosi di tutte le prove, compresi i piani di co­struzione di armi nucleari » . In questo modo, sposa la tesi del Ministero Pubblico della Con­federazione, sin dall'inizio convinto che la decisione sia stata presa su pressione degli Stati Uniti, desiderosi di can­cellare le prove dei loro con­tatti con i Tinner.
  Il Consiglio federale non ave­va informato la Delegazione delle commissioni di gestione del parlamento ( Dcdg) sulla sua decisione di distruggere i documenti legati alla vicenda Tinner. I parlamentari sono stati informati solo in un se­condo tempo. La Dcdg ritiene che l'ex capo del Dipartimento federale di giustizia e polizia ( Dfgp) Christoph Blocher avrebbe dovuto informarla tempestivamente, dopo il 14 novembre 2007.
  Fu soltanto nel febbraio 2008 e in seguito al suo intervento presso il Dfgp che la Delegazio­ne è stata messa al corrente. Queste informazioni non le hanno tuttavia permesso di rendersi conto che la distru­zione dei documenti che sareb­be stata compiuta il mese stes­so non si sarebbe limitata ai piani di costruzione di armi nucleari, ma a tutti i documen­ti di prova sequestrati presso i Tinner.
  In questo senso, il rapporto della Dcdg rimprovera all'ex consigliere federale Blocher di aver comunicato la vera porta­ta del dossier al governo in ri­tardo. L'ex ministro di giusti­zia e polizia ha informato il collegio in fasi successive, ri­velandogli i problemi in modo tardivo. Tuttavia, secondo il rapporto anche il governo non se la cava a buon mercato. «Oc­corre infatti constatare che ave­va accettato che il Dfgp si limi­tasse a informarlo di volta in volta e non ha mai chiesto che gli presentasse una situazione completa o una strategia glo­bale » .
  Ma il caso è già approdato alla Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo. Urs Tinner, nel novembre 2008 ha infatti depositato una querela contro la Confederazione "per aver distrutto prove a discolpa dell'accusato". ATS/C.C.
 

 

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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