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Caso Zali. La donna era stata prosciolta in Pretura. La CRP le riconosce oltre 15 mila franchi

Da: CdT 4.1.11 pag 11

Sentenza
Caso Zali, amica consigliata verrà risarcita 

La donna era stata prosciolta in Pretura. La CRP le riconosce oltre 15 mila franchi
 

Poco più di 15 mila franchi di indenni­tà, di cui 13 mila per spese legali e il resto per torto morale. Si è chiusa definitivamen­te con il parziale accoglimento di un'istan­za di risarcimento presentata dall'amica che chiese un consiglio legale al magistra­to, la vicenda riguardante un caso penale minore che aveva comunque suscitato qualche clamore a Palazzo di giustizia poi­ché nell'occhio del ciclone era finito il giu­dice Claudio Zali. Quest'ultimo era stato indagato dall'allora procuratore generale Bruno Balestra prima e poi dal procurato­re pubblico Antonio Perugini (che aveva abbandonato il procedimento nel settem­bre 2008), per appropriazione semplice per aver in pratica dato consigli ad una co­noscente, coinvolta in una vicenda pena­le dalla quale alla fine era uscita prosciol­ta. Difesa dall'avvocato Patrizia Gianelli, la donna aveva inoltrato opposizione a un decreto di accusa per appropriazione in­debita che proponeva alcune decine di ali­quote giornaliere da 30 franchi sospese condizionalmente. Tutto, come si ricorde­rà, ruotava attorno all'inventario di un bar del Luganese che la conoscente del magi­strato aveva preso in gerenza cedendolo successivamente insieme all'esercizio pub­blico. Sull'inventario, tra la donna e la pre­cedente gerente era nato un contenzioso sfociato in una denuncia.
Di fronte alla Pretura penale, la donna era
stata scagionata da ogni accusa presentan­do quindi nello scorso marzo un'indenni­tà per ingiusto procedimento che è stata parzialmente accolta dalla Camera dei ri­corsi penali (CRP).

Sotto torchio per 23 ore
Gli interrogatori davanti al Ministero pub­blico del gennaio e febbraio 2008 - si legge tra le altre cose nella sentenza, pubblicata in questi giorni - «hanno avuto una dura­ta di circa 23 ore, ciò che ha senz'altro col­pito in misura importante i di lei interessi, con notevoli ripercussioni sulla sua situa­zione personale». «Tali audizioni - nella lo­ro sostanza e nei loro effetti - sono state molto incisive ed hanno gravemente leso l'istante nei suoi diritti della personalità, ol­trepassando gli inevitabili inconvenienti derivanti da un procedimento penale». « In queste circostanze - osservano ancora i giudici della CRP - si giustifica senz'altro riconoscere un importo a titolo di torto mo­rale». Il tutto tenendo anche conto delle sofferenze psicologiche patite e del fatto che «il caso ha avuto un importante impat­to mediatico dovuto non già alla persona dell'istante, ma alla persona di un coaccu­sato (il magistrato che aveva fornito alcuni consigli ndr.)». Alla donna è stato quindi ri­conosciuto un importo di 15.218 franchi, oltre interessi, di cui 13.718 per spese lega­li e 1.500 per torto morale.
RED.

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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