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La decisione della Ccrp, presieduta dalla giudice Giovanna
Roggero-Will, riguarda le condanne inflitte nel giugno 2008 a Italo
Frignani ed Emilio Pedrotta, per le appropriazioni indebite ai danni
del giovane milionario
È un procedimento giudiziario maledetto quello sulle malversazioni ai
danni del giovane milionario di Gordola Hansruedi Tobler. Il lungo
tempo trascorso dai fatti - l'arresto del tutore del giovane, Italo
Frignani, risale all'ottobre 2001 - era stato additato da tutti già
nella scorsa primavera, davanti alla corte delle Assise criminali di
Locarno, come una grave disfunzione della giustizia ticinese. Quello
che doveva essere l'atto conclusivo della vicenda - con la condanna
dell'ex piastrellista amante del lusso e del suo funzionario di
fiducia Emilio Pedrotta - non è però destinato a rimanere tale: la
Corte di cassazione e revisione penale ha infatti annullato la sentenza
di primo grado, disponendo il rinvio dell'incarto a una nuova Corte. E,
come se non bastasse, è notizia delle scorse settimane che la
procuratrice pubblica che nel 2004 aveva ereditato il caso conducendolo
fino al dibattimento
- Monica Galliker - è prossima alla partenza dal Ministero
pubblico.
Posizioni da riconsiderare
La
Ccrp - presieduta dalla giudice Giovanna Roggero-Will - ha comunicato
di avere «parzialmente accolto » i ricorsi presentati dall'avv. Marco
Broggini - legale di Italo Frignani - e dagli avv. Giovanni Merlini
e Francesca Nicora, rappresentanti di Emilio Pedrotta. Ricorsi, con i
quali erano state contestate le condanne a 18 mesi di carcere- per
ilprimo- eaunamultada84 mila franchi, sospesa condizionalmente, per il
secondo. Concretamente, dalla sentenza emessa il 5 giugno scorso è
stato parzialmente annullato il reato di appropriazione indebita -
realizzato da Frignani, con Pedrotta quale complice - in relazione ai
trasferimenti multimilionari dalle relazioni bancarie del giovane
Hansruedi Tobler.
Per il solo Pedrotta, inoltre, la Ccrp ha stabilito l'annullamento integrale
della condanna per complicità in falsità in documenti, prosciogliendo definitivamente in tale ambito l'ex funzionario.
Conseguentemente al parziale annullamento della sentenza, la Corte di
cassazione ha ora disposto «il rinvio della causa a una nuova Corte,
affinché vengano prospettati alcuni fatti non contemplati nell'atto di
accusa». In caso di rinnovata opposizione delle difese, spiega infine
il comunicato della Ccrp, è previsto il rinvio del dibattimento per il
completamento dell'atto di accusa, «affinché la nuova
Cortepossaprocedereadunnuovo giudizio e ad una nuova pena». Più
precisamente, al centro della discussione vi dovrebbero essere le
ipotesi di reato per truffa, coazione ed estorsione, relative alla
riunione con cui - nel luglio 2001 - i vertici della filiale locarnese
di Banca Stato avevano tentato di convincere il giovane Tobler a non
sporgere denuncia penale. Uno sviluppo, quello cui fa riferimento la
Ccrp, che rischia di creare nuovi guai all'allora direttore
dell'istituto, Fabio Pedrazzini, che durante il processo del giugno
scorso era stato duramente accusato dal legale di parte civile avv.
Brenno Canevascini.
o.b.
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