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India: il bacio in pubblico non è più vietato, non si rischia più la galera.

Da: CdT 4.2.09 pag 48

Il bacio in pubblico non è più vietato


 Adesso i coniugi indiani non ri­schiano più una multa o il carce­re, con l'accusa di «atti osceni», se si baciano in mezzo alla gente

  NEW DELHI Lo ha deciso una sentenza dell' Alta Corte della capitale New Delhi, assolvendo una giovane coppia dall'accu­sa di «atti osceni», un reato per il quale il codice penale indiano prevede fino a tre mesi di reclusione.
  I due giovani, di 28 e 23 anni, si erano spo­sati da poco. Mentre aspettavano l'avvo­cato che doveva registrare il loro matrimo­nio, si sono appartati dietro una colonna della metropolitana, per scambiarsi un ba­cio. Un ispettore di polizia li ha visti e li ha arrestati, specificando nel verbale che «era­no seduti in una posizione sconveniente e si stavano baciando».
  Davanti al giudice, i due sposi hanno nega­to di essersi baciati, ma il loro avvocato ha cercato di dimostrare come il fatto non rientrasse nel reato di «atti osceni». Il le­gale ha avuto ragione. I giovani sono stati assolti e il giudice ha affermato che «è in­concepibile ai giorni nostri che l'espres­sione di amore di una giovane coppia spo­sata possa essere ritenuta un atto osceno». La sentenza non farà certo piacere a quan­ti in India ritengono un'offesa qualsiasi at­to d'affetto tra persone per strada.
  Due anni fa fu denunciato Richard Gere per un bacio a un'attrice indiana, Shilpa Shetty. La donna era balzata agli onori del­la cronaca per aver vinto il «Grande Fra­tello » inglese, dopo aver ricevuto nella tra­smissione insulti razzisti.
  Cosa accadde? Nel corso di una conferen­za stampa, svoltasi a New Delhi per il lan­cio di una campagna di prevenzione del­l' Hiv, sempre più diffuso soprattutto tra i camionisti, Gere baciò la mano della Shet­ty e poi le sue guance. La sequenza delle effusioni in pubblico finì su tutti i principa­li quotidiani del paese.
  Il presidente del fan club dell'attrice affer­mò che il gesto disonorava la cultura in­diana e chiese che il divo lasciasse imme­diatamente il Paese. Alla protesta si uni­rono anche dei politici. L'atto fu condanna­to dal principale partito di riferimento dei nazionalisti (Bti): «Una cosa del genere non fa parte della tradizione indiana».

 

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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