Da: CdT, 20.4.11 pag 15
I mali del sistema nel libro dell'avvocato Franco Gianoni dedicato al processo patito a Milano■ «Io il diavolo l'ho incontrato! L'ho incontrato a Milano sotto forma di una giustizia ingiusta che mi ha posto sotto accusa, fatta di una serie di arbitri e falsità durata quattro anni fino alla sentenza assolutoria». Quando ricorda l'esperienza che lo ha visto indagato e processato in Italia per reati rivelatisi inesistenti Franco Gianoni si infervora ancora. Quell'esperienza protrattasi dal 2000 al 2004 gli ha procurato una ferita che non si rimargina. Dal giorno in cui è uscito dall'aula del Tribunale di Milano, liberato dal l'accusa di circonvenzione di incapace ai danni di un suo facoltoso cliente, sono passati sette anni. Ma l'amarezza è sempre presente. Tanto che a 82 anni l'avvocato ex sindaco di Gnosca, gran consigliere, vicepresidente del PPD e presidente di BancaStato ha deciso di condividerla facendone un libro: «Un processo a Milano: anatomia di un procedimento penale arbitrario».
«Non l'ho scritto per vendetta nei confronti di chi anche in Ticino mi ha ingiustamente accusato (non ho pubblicato i loro nomi ma non li ho perdonati), ma per ripercorrere quanto mi è successo a Milano affinché se ne possa trarre un qualche insegnamento generale e quale invito ad una maggiore riflessione sul funzionamento delle istituzioni, sul rapporto tra politica e magistratura e sulle loro responsabilità» ha sottolineato ieri mattina Franco Gianoni durante la presentazione del libro edito da Armando Dadò che lo ha affiancato a Bellinzona con Gianfranco Soldati. La vicenda avrebbe dovuto rappresentare la quarta parte del suo «Il mio mestiere, l'avvocato», ma ne è uscita una pubblicazione autonoma dedicata ai familiari e a tutti coloro che hanno sofferto e soffrono l'ingiustizia giudiziaria. «Credo che quanto ho patito per questa triste vicenda possa avere una valenza esemplificativa dello squilibrio di potere esistente tra il cittadino e lo Stato» ha rilevato l'autore. Nell'introduzione al volume esplicita condotte motivazioni le ragioni della sua contrarietà ad alcune delle ultime novità introdotte dalla politica nel sistema giudiziario elvetico: dalla snaturazione dell'istituto dei giurati che rappresentavano il popolo nelle aule penali alla sottrazione dell'alta vigilanza sul Ministero pubblico della Confederazione al Consiglio federale. «Ho conosciuto la giustizia italiana e posso dire che siamo fortunati, ma anche da noi il sistema giudiziario non funziona in modo perfetto ed occorre dirlo. Si assiste a situazioni intollerabili e subire un'ingiustizia dalla giustizia è un dramma. Vanno denunciati nell'interesse della giustizia stessa che merita maggiore attenzione da parte di istituzioni e cittadini» ha sottolineato Franco Gianoni. Sollecitato dalle domande ha evidenziato alcuni dei mali che quasi sessant'anni di professione l'hanno portato a diagnosticare nella giustizia ticinese: la mancanza di mezzi che è causa di lentezza, l'agire di taluni avvocati, il sistema di nomina dei giudici che li porta ad entrare in carica senza la necessaria esperienza di vita e professionale, la non responsabilità dei magistrati e, in certi casi, la mania di protagonismo. DIEM

FRANCO GIANONI
L'autore: non ho scritto per desiderio di vendetta ma perché la giustizia merita più attenzione.
(Foto Demaldi)


Comments