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Non furono lesioni colpose
Ex infermiere di una clinica assolto in Pretura
Ha lavorato alla San Rocco Era accusato di aver assistito
male un paziente provocandogli
due decubiti
Non ci fu negligenza. Un ex infermiere della clinica San Rocco di
Lugano, comparso ieri in Pretura penale a Bellinzona, è stato
prosciolto dall'accusa di lesioni colpose nei confronti di un
paziente 88.enne. Fulcro della vicenda due piaghe da decubito
necrotizzanti formatesi sui talloni dell'anziano - deceduto qualche
tempo dopo per altre ragioni - durante il suo ricovero nel nosocomio.
Piaghe che secondo la sostituta procuratrice pubblica Chiara Borelli
sarebbero dovute, tra le altre cose, alla scarsa assistenza prestata
dall'uomo, un 48.enne italiano, che, nelle notti del 22, 23 e 24
novembre del 2005, non avrebbe cambiato il posizionamento del malato
nel letto. Pratica, quest'ultima, che va effettuata regolarmente - di
solito ogni due ore - e che garantisce la circolazione del sangue
nelle parti del corpo più a contatto con il materasso.
Pratica che l'infermiere, stando alla testimonianza di un suo diretto
superiore, avrebbe rifiutato di svolgere per paura che il degente gli
si rivoltasse contro. Circostanza che il 48.enne ha negato dicendo di aver sempre saputo valutare quando intervenire in casi
simili.
Sta di fatto che l'88.enne, assieme ai familiari, sporge denuncia
contro ignoti e l'imputato, anche a causa di alcune inadempienze,
viene licenziato. «Mi sono arreso perché mi andava bene così - ha detto
in aula - Non mi trovavo bene là».
Oggi lavora in Italia, sempre come infermiere. È stato processato in
pretura dopo essersi opposto ad un decreto d'accusa che proponeva nei
suoi confronti una pena pecuniaria sospesa di 1.750 franchi e una
multa da pagare di 1.000.
Dibattimento rapido
Nessuna
disquisizione tecnica sull'origine dei decubiti e le cure per
prevenirli; il processo si è risolto in mezza giornata. La procuratrice
ha spiegato che il paziente aveva scarsa autonomia e necessitava di
particolare attenzione ma che l'imputato, anche se lo sapeva, «se n'è
lavato le mani». Il comportamento del 48.enne, per la pp, ha
accresciuto il rischio che si formassero le piaghe.
Di diverso avviso il difensore dell'uomo,
avvocato Gianluca Ferrara,
secondo cui non ci sono prove sufficienti per affermare che l'imputato
sia stato negligente e che la sua mancanza, se ci fosse, abbia un
nesso causale con i decubiti. «Da quanto ci risulta, il paziente
potrebbe anche non esser stato mobilizzato nelle ore diurne, quando il
mio assistito non era di turno» ha aggiunto il legale.
Argomentazioni accolte dal giudice Damiano Stefani,
che ha assolto l'imputato sulla base del principio
in dubio pro reo.
Stefani
ha voluto comunque lanciare un appello ad agire professionalmente al
48. enne e, di riflesso, a chiunque lavori nel settore ospedaliero:«Se
sbagliamo noi (i giudici, ndr) si può ricorrere, ma se lo fate voi non
c'è spesso nessuna possibilità d'appello
».
giu
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