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Nuovo atto d'accusa, processo rinviato: Giudice Zali propone alla Procura di riformu­lare l'accusa.

Da: La regione 5.2.09 pag 15

Nuovo atto d'accusa, processo rinviato

Ha ravvisato problemi nell'atto d'accusa e, d'accordo le parti, ha chiesto che sia riformulato: è stata questa la ‘sentenza' del giu­dice Claudio Zali ieri al processo alle Assise Correzionali. In aula sono comparsi due fiduciari accusati di amministrazione in­fedele e falsità in documenti.
  I due cittadini svizzeri, 38 e 41 anni, tra il 1998 e il 2000 avrebbe­ro malversato ai danni di propri clienti, in particolare «ometten­do di informarli in merito all'andamento effettivo degli investi­menti da loro effettuati e ingannandoli di continuo sulle importan­ti perdite prodottesi» . Danno complessivo: 1,15 milioni di franchi e 63 mila dollari. Ben un'ottantina sarebbe il totale dei clienti dan­neggiati, secondo la perizia. Di questi, solo 17 si sono costituiti parte civile e figurano nell'atto d'accusa, redatto dalla Procura­trice pubblica Manuela Minotti Perucchi; va detto che la Pp ha rilevato l'incarto dall'allora magistrato Emanuele Stauffer e che lei, come ha spiegato ieri in aula, era vincolata: non poteva ria­prire l'istruttoria dopo il deposito atti.
  Lo ha fatto il presidente della Corte. Il giudice Zali ha posto l'al­ternativa: «O si accetta oggi l'imputazione di appropriazione inde­bita aggravata, o rinviamo tutto e chiedo alla Procura di riformu­lare l'accusa». Le parti hanno optato per il rinvio.
  Il Presidente della Corte ha prospettato quale reato principale amministrazione infedele aggravata/truffa, in relazione al fatto che non tutto il denaro dei clienti veniva investito. Risulta in par­ticolare che i due hanno eseguito ingenti prelievi in contanti di cui non è nota la destinazione.
  Si riapre quindi l'istruttoria, che dovrà estendersi a tutti e 80 i clienti presunti danneggiati, in prevalenza risparmiatori e inve­stitori ticinesi e italiani.
  SPEL

 

 

 

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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