Da: Il mattino dela domenica, 18.1.09, pag 7
Consiglio della Magistratura: vergogna! Multato di fr. 2'000.- il giudice Zali
Il Consiglio della Magistratura si è destato e ha iniziato a lavorare per risolvere i problemi della magistratura ticinese, che proprio in questi giorni ha perso un altro pezzo per strada con le ennesime dimissioni di un procuratore pubblico. Lo aveva promesso al Paese la sua presidente, Giovanna Roggero Will (nota a palazzo anche come ³la Principessa²), in un¹intervista concessa alla ³Regione² per rassicurare il Paese dopo che l¹avvocato e parlamentare ppdog Yasar Ravi era stato blindato dal pp ³Gatto Arturo² Garzoni e clamorosamente scarcerato dal GIAR il giorno seguente. La prima decisione del Consiglio, scritta in un papiro di ben 27 pagine, è stata quella di infliggere una multa disciplinare di fr. 2¹000.- al giudice Claudio Zali, reo di avere arrecato danno con il proprio comportamento all¹immagine della giustizia e della magistratura. Ricordiamo brevemente i fatti. Nel 2006 Zali aveva prestato gratuitamente consiglio ad un¹amica che si trovava in gravi difficoltà, anche economiche, nella conduzione di un esercizio pubblico. Nel gennaio dello scorso anno, a pochi mesi dal rinnovo del mandato dei giudici di appello, il PG Bruno Balestra aveva avviato nei suoi confronti un pretestuoso procedimento penale, promuovendo l¹accusa per una fumosa ipotesi di appropriazione semplice di parte dell¹inventario del locale pubblico che egli avrebbe commesso elargendo consigli (poi seppellita dal PP Perugini come ³contorta ed estranea al diritto penale²), e conducendo slealmente l¹inchiesta sino a quando la Camera dei ricorsi penali gliel¹aveva tolta, decidendo la sua ricusa per parzialità in danno dell¹indagato. Ora, come detto, la decisione del Consiglio della magistratura di multare Zali di fr. 2'000.-, con motivazioni attinte spaziando dai ³Principi di deontologia giudiziaria del Consiglio canadese della magistratura² (uella) fino ai Principi di condotta giudiziaria di Bangalore del gruppo giudiziario per il rafforzamento dell¹integrità dei giudici delle Nazioni Unite² (ri-uella con avvitamento). Noi, da ignoranti in materia, non ci sogniamo nemmeno di mettere in discussione tanta scienza infusa, e sia chiaro che nella misura in cui Zali, aiutando l¹amica, avesse effettivamente mancato ai suoi doveri deontologici, egli meriterebbe di essere sanzionato. Tuttavia, anche se sempre da ignoranti, ci sembra proprio che quello che ha fatto Zali sia molto meno dannoso per l¹immagine della magistratura di quanto non lo sia un Procuratore generale, capo della Magistratura inquirente, che proprio alla vigilia della rielezione si inventa un¹indagine contro un altro magistrato, oltretutto giudice del Tribunale penale cantonale (e quindi preposto alla verifica in aula del lavoro dei procuratori pubblici), e la conduce in modo scorretto, con parzialità, sino a che gli deve essere tolta, con una clamorosa quanto imbarazzante decisione di ricusa, senza precedenti nella storia giudiziaria ticinese. Eppure, per Zali è prontamente arrivata la multa, mentre Balestra non solo non è stato sanzionato, ma addirittura continua ad essere un membro influente del Consiglio della magistratura, come se nulla fosse accaduto. In questa situazione ci sentiamo di dire che detto Consiglio, prima di calare lezioni di etica e distribuire sanzioni invocando i Soloni di mezzo mondo, avrebbe fatto meglio a guardare in casa propria e a domandarsi se i problemi di immagine della magistratura che tanto lo preoccupano non inizino proprio dalla presenza del PG ricusato nel proprio seno. Inoltre, pur se digiuni in tema di deontologia dei magistrati, abbiamo buona memoria, e ricordiamo precedenti decisioni del Consiglio della magistratura (il nostro, non quello del Canada) in cui magistrati condannati penalmente per il reato intenzionale di guida in stato di ebrietà sono stati sanzionati dal profilo disciplinare con un semplice ammonimento, e la medesima misura dell¹ammonimento era stata pronunciata anche nei confronti del magistrato che aveva accettato un quadro regalatogli dall'avvocato Moretti. Zali non ha commesso reati e non ha accettato regali ma si è beccato ugualmente la multa. È quasi inutile sottolineare che nessuno dei magistrati coinvolti in questi casi era stato eletto per la Lega, e soprattutto che a quel tempo il PG Balestra non era membro del Consiglio della magistratura e Giovanna Roggero Will non ne era la presidente. MDD


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