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Famiglia e divorzio: occorre cambiare

Da: CdT 7.12.10 pag 45 Lettere dei lettori

Al congresso cantonale PPD del 20 no­vembre si è discusso serenamente e in ma­niera costruttiva sul programma elettora­le 2011-2015 Dalle nostre radici progetti forti per il Ticino . Anche il sottoscritto è in­tervenuto sul tema della famiglia e il PPD ha fatto proprio il mio emendamento nel capitolo in questione. Ritengo fondamen­tale che un partito moderno come il PPD, che fa della famiglia il fulcro della società e ne mette in giusta evidenza i valori, deb­ba sostenere in modo più deciso e affron­tare anche ad occhi aperti quel 60% dei matrimoni che finisce in divorzio.
Il divorzio è un momento delicato, nel quale i tre elementi che compongono la famiglia - padre, madre e figli - si trovano totalmente in balia di una legge e di un si­stema di applicazione che fa tutto tranne che tutelare il vero interesse dei figli e di entrambi i genitori. Un cambiamento del­la legge sul matrimonio, ma soprattutto del suo sistema di applicazione, evitereb­bero infinite lungaggini giudiziarie, lace­ranti umiliazioni per i genitori non affida­tari (il 95% dei quali sono padri), figli usa­ti quale scudo e mezzo di ricatto.

L'attua­le situazione mette ancora più in difficol­tà finanziaria la famiglia coinvolta e di con­seguenza gonfia spaventosamente le spe­se di assistenza giudiziaria e di gratuito patrocinio. Basta ricordare che, in rispo­sta ad un'interrogazione del 18 novem­bre 2009, il Consiglio di Stato ammette che le spese fino alla fine del 2008 sono pro­gressivamente aumentate arrivando alla cifra di oltre 4,5 milioni, dei quale 3,1 mi­lioni per le Preture che già sono oberate dal lavoro, tanto da emettere sentenze di divorzio dopo 6-8-10 anni.

In realtà quindi questa problematica toc­ca tutti i cittadini ed è nell'interesse di tut­ti che invito i nostri politici, candidati al­le prossime elezioni cantonali e i rappre­sentanti a Berna, a impegnarsi per cam­biare le disposizioni vigenti. Occorre ga­rantire il diritto dei figli, sancito anche dal­la convenzione dell'ONU sui diritti dei fan­ciulli, di avere un rapporto equo con en­trambi i genitori. Occorre inoltre sempli­ficare il contratto di matrimonio e l'even­tuale divorzio con termini molto più ab­breviati. Infine vanno garantiti il dovere di mantenimento, l'affidamento e l'auto­rità parentale congiunta come fondamen­ta imprescindibili per la bigenitorialità e per un rapporto paritario tra i genitori la cui unione non è più in essere. Ringrazio dunque il PPD che ha voluto ancorare nel suo programma questo importante tema e invito tutti i genitori che hanno vissuto un'esperienza di separazione a farsi sen­tire tramite i tanti canali che la democra­zia ci offre, così da poter finalmente cam­biare le cose.
Marco Derighetti,
Acquarossa

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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