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Gruppo di coordinamenteo sulla violenza giovanile: commenti sul coordinatore

Da: Il Mattino della domenica, 17.02.2008

 

Scritto da Lega dei Ticinesi - MDD   
domenica 17 febbraio 2008
Davanti alle doverose richieste di giustizia esemplare per i tre assassini balcanici di Locarno, il PP Perugini, terrore dei canapai e delle donnine allegre, dice che non si può mettere sotto pressione la Magistratura! E invece la Magistratura la mettiamo sotto pressione eccome, dal momento che è politicizzata in maniera vergognosa e ha l’inveterata abitudine di utilizzare il sistema dei due pesi e delle due misure!
E’ ora che la giustizia ticinese si dia una mossa ed emetta condanne meno ridicole nei confronti dei criminali stranieri, che evidentemente vanno espulsi dalla Svizzera! Ed è anche ora che il Peru lasci la sua grotta di Bellinzona e si trasferisca a Lugano! Sono anni che l’unificazione del Ministero pubblico è arenata proprio per colpa dell’opposizione del PP Perugini, che vuole continuare a starsene a Bellinzona per poter fare il bello e il cattivo tempo a proprio piacimento, e senza interferenze di sorta!
Adesso basta! O Perugini scende a Lugano, oppure dà le dimissioni!!
Fermate questo mitomane!

Uella Peru, te la diamo noi la presidenza del Gruppo di coordinamento sulla violenza giovanile! Dopo che hai detto che non si può invocare giustizia esemplare nei confronti dei tre assassini balcanici di Locarno!! A proposito: è vero o non è vero che il progetto di unificazione del Ministero pubblico è arenato da anni perché il PP Perugini non ne vuole sapere di lasciare la grotta di Bellinzona per scendere a Lugano?

Come c’era da aspettarsi, il conclamato mitomane PP Antonio Perugini non ha saputo porre un freno alla sua voglia di apparire! E, da tuttologo quale è, ha pensato bene di dire la sua anche sulla tragedia di Locarno, costata la vita ad un giovane ticinese aggredito senza motivo alcuno da tre coetanei di origine balcanica.
Il PP Perugini – invocando quella separazione dei poteri che lui stesso viola addentrandosi in valutazioni sull’operato della politica – critica la presa di posizione del Consigliere di Stato Luigi Pedrazzini in merito alla tragedia di Locarno. Presa di posizione in cui il direttore del DI dichiarava di aspettarsi “Giustizia esemplare” – e ci mancherebbe altro - nei confronti dei tre criminali autori dell’atroce gesto di Locarno.
Al di là delle riflessioni che possono essere fatte su  una presa di posizione di questo tipo da parte del Consigliere di Stato di un partito, il PPD, che, a sprezzo dell’evidenza, ha sempre negato ad oltranza l’esistenza, anche in Ticino, di un problema di criminalità giovanile straniera (periodo preelettorale?), ribadiamo con forza che la posizione assunta da Luigi Pedrazzini è, di per sé, sacrosanta e va difesa fino in fondo.
 Specialmente in merito alla tragedia di Locarno, la giustizia deve essere celere e si deve giungere ad una condanna esemplare. Le pressioni esterne sulla Magistratura sono non solo giustificate ma doverose. E’ infatti cosa nota a tutti che la Magistratura ticinese è pesantemente condizionata dal potere politico e soprattutto partitico, essendosi dimostrata in più occasioni un comodo strumento dei partiti con in forza il maggior numero di magistrati (desiderosi di mostrare gratitudine nei confronti della formazione politica cui devono la nomina) per colpire gli avversari politici.
Il sistema dei due pesi e delle due misure si è palesato in maniera fin troppo plateale anche negli scorsi mesi, con esponenti leghisti processati per direttissima e con tutto il clamore possibile per delle bagattelle (taglia sui radar, un paio di spari a salve, ecc) mentre le inchieste su reati che hanno comportato la sottrazione di decine di milioni di Fr giacciono tuttora nei cassetti, nell’oblio e nel silenzio, in attesa di non si sa quale “fiat lux” .
E’ più che legittimo dunque pretendere che in circostanze tanto gravi quali sono quelle dell’omicidio di Locarno, la Magistratura ticinese utilizzi la medesima rapidità e severità che applica nel giudicare gli avversari politici, e non adotti invece il metro, vistosamente “di favore” , che utilizza per gli amici.
Le dichiarazioni a mezzo stampa di pretesa “indipendenza” della Magistratura da parte del PP Perugini appaiono pertanto ridicole nel merito, oltre che offensive nei confronti di tutti quei cittadini che giustamente chiedono una punizione esemplare per chi, straniero, nel Paese che lo ha accolto e purtroppo anche naturalizzato, si è macchiato di un reato di tale barbarie.
Il PP Perugini, vera “primadonna” della Magistratura ticinese, invece di rilasciare interviste a raffica, magari durante l’orario di lavoro - interviste che forse soddisfano il suo ego, ma certamente non migliorano l’amministrazione della giustizia in questo Cantone -  farebbe meglio a conformarsi rapidamente alla decisione di unificare il Ministero pubblico a Lugano; unificazione da anni bloccata a causa della strenua opposizione proprio del PP Perugini, che intende rimanere a Bellinzona per poter essere libero di prendere le proprie discutibilissime iniziative senza alcun controllo o interferenza.
Apprendiamo inoltre che il medesimo PP Perugini è pure stato chiamato, dal Consiglio di Stato, alla presidenza del costituendo Gruppo di coordinamento (?) sulla violenza giovanile: la Lega dei Ticinesi attende dal governo chiarimenti esaustivi circa le ragioni e le motivazioni della scelta del PP Perugini quale presidente del citato gruppo; scelta che, va da sé, non condividiamo.

 

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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