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Pari opportunità per i padri separati

Da: Azione, 48 2008 pag 3

BIGENITORIALITÀ
 Pari opportunità per i padri separati
 Le rivendicazioni delle associazioni che difendono i diritti dei genitori non affidatari e dei loro figli.

PROSSIMI INCONTRI
 L'ultimo incontro di AGNA sul tema «Ma i papà a cosa servo­no? Riscopriamo il ruolo genitoriale dell'uomo» si terrà giovedì 27 novembre alle 20.15 all'Aula magna delle Scuole elemen­tari di Coldrerio.
  Il movimento Papageno organizza mercoledì 10 dicembre alle 20.00 al Canvetto luganese, via Simen 14B a Lugano, la con­ferenza dal titolo «Meglio non sposarsi?». Relatore l'avvocato divorzista Daniele Joerg. 

INFORMAZIONI
 www.agna.ch www.miopapageno.ch www.gecobi.ch 

Matilde Fontana

 Forse qualcuno ricorda la storia di Francesco, il giovane padre di cui avevamo seguito alcune tap­pe dell'arduo cammino di sepa­razione. Francesco si era lancia­to nell'avventurosa richiesta di affidamento paterno dei due fi­gli. Un'avventura ardita, contro­corrente, che gli era stata sconsi­gliata dai legali che si erano suc­ceduti al suo fianco.
  Lo avevamo lasciato in attesa della sentenza del pretore. Ora la sentenza è arrivata: entrambi i genitori sono stati giudicati idonei a prendersi cura dei figli, ma l'affidamento è stato confer­mato alla madre, per favorire la stabilità dei bambini. L'organiz­zazione del diritto di visita è la­sciata alla discrezione della cu­ratrice e gli alimenti dovuti ai fi­gli e alla loro madre confermano l'esiguo budget domestico con il quale Francesco si è abituato a vivere da quando la moglie ha chiesto la separazione.
  Eppure il giovane padre ha fatto di tutto perché i bambini potessero averlo vicino il più possibile: ha preso casa a poche centinaia di metri da loro e ha cambiato lavoro, affinché gli orari potessero coincidere con quelli scolastici.
  In questo caso un affidamento congiunto avrebbe potuto essere la soluzione ideale, ma la madre si è opposta, vanificando ogni tentativo di mediazione. « Anche perché sapeva di avere il coltello dalla parte del manico - com­menta Francesco, tutt'altro che rassegnato. Il suo avvocato glie­lo avrà spiegato bene... » .
  È vero, a differenza delle ge­nerazioni precedenti, le mogli del terzo millennio hanno buon gioco a tirare la legge dalla loro parte. E capita anche che ne ap­profittino, infierendo sugli ex mariti con l'arma dei figli. Suc­cede anche l'inverso, naturalmente. Ma il malessere che ha porta­to alla creazione di ben due associazioni ticinesi e un'associazione man­tello a livello nazionale per la difesa dei diritti dei genitori non affida­tari evidenzia un'attua­le emergenza della sof­ferenza maschile. Ad essere in particolare dif­ficoltà, insomma, sono i padri, che denunciano la pratica del mobbing da parte delle ex com­pagne e rivendicano per i figli il diritto alla bige­nitorialità. Una rivendi­cazione singolare, se si pensa che per anni si sono levate le lamentele di madri «monoparen­tali » lasciate sole ad al­levare i figli!
  « È proprio per garant­ire il diritto ma anche il dovere del padre ad oc­cuparsi dei figli che pr­oponiamo l'affidamento congiunto: pari opportunità per padri e madri - afferma Riccar­do Kübler, presidente di AGNA (Associazione Genitori Non Affi­datari) -. Non importa quale sia la modalità di una condivisione dell'educazione dei bambini, ci si può organizzare come meglio conviene... l'importante è che i figli possano contare su una pre­senza costante ed equilibrata di entrambi i genitori ».
  Il diritto dei figli a crescere con il papà e con la mamma an­che se separati è la rivendicazio­ne che ha messo d'accordo ben tredici organizzazioni di tutta la Svizzera (fra cui AGNA), che lo scorso mese di maggio hanno deciso di unire le forze sotto il medesimo tetto, quello dell'As­sociazione svizzera per la bige­nitorialità (GeCoBi). L'obiettivo principale della federazione na­zionale è quello di creare, so­prattutto grazie ad un'azione di lobbing politica a lungo termine, le basi necessarie a garantire pa­ri opportunità ai genitori nella relazione con i figli, correggen­do de iure gli squilibri attuali. Il primo passo dell'Associazione nazionale è quindi stato quello di depositare a Berna un proget­to di modifica della legge a favo­re dell'autorità parentale con­giunta e dell'affido condiviso.
  Di GeCoBi non fa invece par­te per ragioni economiche ( « non vogliamo pesare sui no­stri soci con un'altra tassa! » ) l'altro movimento che a livello ticinese difende gli interessi dei genitori non affidatari e dei lo­ro figli: Papageno punta piutto­sto sulla denuncia e sulla mobi­litazione che sulla mediazione. « Nostro obiettivo- spiega il co­ordinatore Gianfranco Scarda­maglia - è un risultato concreto e a corto termine: la mobilita­zione contro una prassi giuridi­ca ingiusta. Sul nostro sito pre­sentiamo i casi più significativi di ingiustizie subite da genitori non affidatari e denunciamo le lungaggini e i conflitti d'interesse che squalif­icano la macchina buro­cratico-legale della pro­cedura di separazione, quella che noi chiami­amo la " fabbrica dei di­vorzi": legali che aizz­ano gli ex coniugi l'uno contro l'altro, avvocati divorzisti che presiedo­no le commissioni tuto­rie, l'Autorità di vigilan­za che consiglia e istru­isce le commissioni tuto­rie e nel contempo eva­de i ricorsi dei cittadini contro le decisioni delle medesime. A questo si aggiunge la nostra azio­ne preventiva: la sens­ibilizzazione dei poten­ziali mariti e futuri pa­dri sulle insidie giuridi­che del matrimonio».
  Per quanto riguarda la consistenza del ma­lessere dei genitori non affidatari, AGNA ha or­mai accolto una novan­tina di casi in poco più di nove mesi di apertura del suo sportello gratuito, cui si so­no rivolti in gran parte padri esasperati, ma anche qualche madre e persino alcuni nonni. Lo psicologo e la consulente le­gale si sono occupati principal­mente di relazioni interrotte fra padri e figli e di difficoltà economiche di ex mariti tenuti a mantenere la famiglia secon­do parametri calcolati sulla ba­se dei salari zurighesi. « Negli ultimi mesi - racconta il segre­tario di AGNA Paolo Tami - le richieste si sono intensificate: ne riceviamo in media due o tre la settimana! ».
  In linea con la sua politica d'azione a lungo termine, AGNA si propone anche di al­largare il raggio d'azione a li­vello culturale, di sensibilizza­zione, organizzando un ciclo di serate d'informazione e forma­zione dedicate sia ai minori sia alla figura paterna: occasioni di dialogo e di dibattito con alcuni fra gli attori principali che si trovano ad interagire nell'iter della separazione. Come il pre­tore di Lugano Matteo Pedrotti, ad esempio, che era fra il pub­blico della serata in cui si è par­lato di «Audizione dei minori: una traiettoria incerta» con la curatrice e tutrice Anna Marzio­li e Maria Grazia Giorgis, mem­bro permanente della Commis­sione tutoria di Chiasso.
  Per quanto riguarda la riven­dicazione di un affidamento congiunto automatico (con di­scussione solo in casi eccezio­nali), l'avvocato Pedrotti con­corda con le associazioni dei genitori non affidatari e si dice convinto che prima o poi si arri­verà ad ancorarlo nella legge. « Il problema, tuttavia - mette in guardia il pretore - non è tanto quello di cambiare la leg­ge, quanto di farla rispettare. In Italia, ad esempio, dove l'a­ffidamento congiunto è già previ­sto dalla legge, si è dovuti arr­ivare alle multe giornaliere per chi rifiuta di consegnare i figli all'altro genitore. Del resto l'­affidamento congiunto è già pre­visto dalla nostra legge, purché entrambi i genitori siano d'ac­cordo. Da parte mia è una solu­zione che cerco sempre di pro­muovere, proponendo una me­diazione extragiudiziaria. L'a­ccordo dei due genitori è co­munque sempre la soluzione migliore! ».
 




NELLA FOTO: crescere con entrambi i genitori anche se papà e mamma sono separati è un diritto dei fi­gli rivendicato dall'Asso­ciazione svizzera per la bigenitorialità.

Corsia veloce per i figli
 In una società in cui esplode il bisogno di tutela, le curatele educative per i minorenni (l'isti­tuzione di una figura di «media­tore » a difesa dei diritti dei figli in caso di separazioni conflit­tuali) sono addirittura triplicate in meno di un decennio.
  Una vera e propria emergen­za per cui il presidente dell'As­sociazione Genitori non Affi­datari Riccardo Kübler solleci­ta l'istituzione di una specie di corsia veloce a favore dei casi in cui la relazione tra i figli e il genitore non affidatario è sta­ta interrotta. « Non è possibile che si debbano attendere mesi se non anni per avere una de­cisione: preservare il rapporto continuo con entrambi i geni­tori deve essere un compito prioritario delle commissioni tutorie - afferma Kübler -. Ne va dell'equilibrio emotivo e so­ciale di un numero crescente di adulti di domani. Lo so, spesso si tratta di conflitti dif­ficili da appianare, per cui si richiedono magari soluzioni innovative, al passo con i tem­pi di una società in rapido mu­tamento. Proprio per questo le commissioni tutorie ( cui si r­ichiede anche una migliore fo­rmazione professionale) po­trebbero confrontarsi mag­giormente, scambiandosi le lo­ro esperienze».
  Sollecitazioni, quelle del pre­sidente di AGNA, che mirano dritto all'Ufficio cantonale di vi­gilanza sulle tutele, impegnato proprio in queste settimane a valutare le proposte di riorga­nizzazione contenute nel rap­porto peritale sul funzionamen­to delle commissioni tutorie.
  « In realtà- risponde l'avvoca­tessa Alessia Paglia, capo del­l'Ufficio di vigilanza - in genera­le la corsia prioritaria esiste già: fra i 140 nuovi ricorsi che me­diamente entrano ogni anno la priorità viene data a quelli che riguardano i minori. Per quanto riguarda lo scambio di esperien­ze fra le 18 commissioni tutorie, effettivamente non esistono oc­casioni istituzionalizzate, a par­te i seminari annuali organizzati dalla Conferenza delle autorità cantonali di tutela e dell'Asso­ciazione svizzera dei tutori, non­ché i corsi formativi organizzati dal mio ufficio o da altri enti e associazioni ».
KEYSTONE

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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Movimento Papageno examines the legal and social impact of separation and divorce, with particular attention to the well-being of minors and shared parental responsibility.

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