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Movimento Papageno: "Chiediamo l'intervento del Parlamento"

Da: Il Mattino della domenica, 1.2.09 pag 9 (Leggi la versione pdf )

Genitori non affidatari delusi dal governo: "Chiediamo l'intervento del Parlamento"

Il Movimento Papageno, che da tempo pubblica sul suo sito www.miopapageno.ch numerosi esempi di malfunzionamento di Tutorie, Preture, autorità di vigilanza, eccetera, nelle separazioni e nei divorzi difficili, intende prendere contatto con i deputati al Gran Consiglio. Obiettivo: "Cambiare finalmente ciò che da anni non funziona più".

La perizia Affolter, consegnata in estate e resa pubblica qualche settimana fa, indica che il sistema tutorio ticinese, tutto sommato, non funziona poi così male. Certo occorrerebbero, anche secondo l'esperto d'oltralpe, alcuni correttivi: ma la situazione non sarebbe drammatica.

Non così la pensano persone come i membri del Movimento Papageno che hanno potuto sperimentare sulla propria pelle (ne avrebbero fatto volentieri a meno...) le gravi manchevolezze che puntualmente si manifestano quando una separazione o un divorzio diventa litigioso (magari dopo che qualche avvocato con pochi scrupoli ci ha messo lo zampino al fine di allungare i tempi e di incassare più parcelle).

Diritti negati

Da parecchio tempo il Movimento Papageno tramite il suo sito www.miopapageno.ch raccoglie una vasta mole di documentazione: casi reali in cui, nei confronti del genitore non affidatario, servizi sociali, Commissioni tutorie, autorità di vigilanza, Preture, eccetera hanno preso delle decisioni che hanno nuociuto, magari anche gravemente, sia ai minori sia ai genitori non affidatari, cui viene impedito l'esercizio dei propri diritti. Ci vanno così di mezzo genitori e figli, che non di rado restano poi segnati a vita.

Decisioni, denuncia il movimento, spesso prese sulla base di preconcetti, di impressioni soggettive, ma senza basi legali, nascondendosi poi dietro la foglia di fico dell'autorità superiore. In altre parole il regolamento pare essere questo: se qualcuno non è soddisfatto della decisione presa, può sempre fare ricorso, quindi perché scaldarsi tanto?

Il ragionamento in sé fila, non fosse che il ricorso necessita di anni per venire evaso e non di rado comporta ingenti spese che molti non si possono permettere. Intanto il tempo passa e la decisione sbagliata esplica tutti i suoi effetti negativi. Facendo danni che non potranno più essere riparati.

Casi concreti a disposizione

Le situazioni denunciate dal Movimento Papageno nel suo sito, con documenti alla mano, devono far riflettere tutti: a maggior ragione in una società come la nostra in cui il divorzio (o la separazione) tocca un nucleo familiare su due.

Genitori non affidatari trasformati in "working poor" e privati del diritto di vedere i propri figli; avvocati presidenti di Commissioni tutorie che esercitano anche come divorzisti entrando in conflitti d'interesse al limite del grottesco (e le conseguenze le pagano i nuclei familiari coinvolti); autorità di vigilanza e ricorsuali preoccupate dei formalismi giuridici ma dimentiche della sostanza, ossia del benessere dei minori coinvolti, e che sembrano avere soprattutto la preoccupazione di coprirsi a vicenda. Di queste e di molte altre situazioni si può leggere sul sito www.miopapageno.ch.

"Chiediamo di essere ascoltati"

Ma il Movimento Papageno, come spiega Gianfranco Scardamaglia, uno dei coordinatori (tutti coinvolti in situazioni familiari "da brivido" e che dedicano il proprio tempo alla causa a titolo di volontariato) "«non si limita a denunciare situazioni che non funzionano:  intende anche intervenire attivamente per cambiare le cose, ricco di un vasto bagaglio di esperienze raccolte ed accumulate sul campo nonché di casi concreti e documentati, con tanto di nomi e cognomi dei protagonisti».

Si potrà obiettare che quella di Papageno è una visione di parte. Ma per esaminare un problema nella sua totalità occorre per l'appunto raccogliere le visioni di tutte le parti coinvolte. Anche di quelle scomode. Invece, agli esponenti del Movimento viene impedito di portare il contributo, per quanto quest'ultimo sia essenziale alla comprensione della situazione odierna.

Infatti:

  un lungo e circostanziato esposto alla consulente del Consiglio di Stato per le pari opportunità (avv Marilena Fontaine) - coinvolta perché ai genitori non affidatari le pari opportunità vengono spesso crassamente negate - giace da mesi nei cassetti della consulente, che non ha preso alcuna posizione nel merito e con tutta probabilità non intende prenderla né ora né mai. Alla faccia, quindi, delle "pari opportunità";

• il Movimento Papageno, come pure AGNA (Associazione genitori non affidatari) non è stato coinvolto nella stesura della perizia Affolter. Di più, il Consiglio di Stato ha addirittura rifiutato di trasmettere al perito le osservazioni del Movimento, raccolte in un'articolata presa di posizione. Il che non può che far nascere il sospetto che il fine dell'esercizio fosse quello di ottenere una perizia da cui emergesse che "l'è tüt a posct", a scapito della realtà di fatti che dicono tutt'altro;

• il Consiglio di Stato non intende considerare il Movimento Papageno come un interlocutore in quanto quest'ultimo ha la "gravissima colpa" di rendere pubblici, per tramite appunto del suo sito, i casi pratici di disfunzionamento di preture, tutorie e dintorni, con nome e cognome di chi ha preso le decisioni aberranti. Chi denuncia quello che non va, insomma, viene considerato persona non grata e "non collaborante con le istituzioni": l'obiettivo deve essere quello di nascondere i malfunzionamenti, mica di metterli in piazza, che diamine!;

• simili posizioni da parte di Governo ed Amministrazione cantonale sono oltretutto irrispettose dell'enorme lavoro, effettuato a titolo di volontariato la sera e nei fine settimana, dai coordinatori di Papageno, che avrebbero anche altro da fare.

La palla al Parlamento

Davanti a questo muro di gomma, però, i genitori non affidatari non intendono arrendersi, essendo determinati a far valere i propri diritti e a cambiare una situazione che obiettivamente non è più sostenibile. Tanto più se inserita in un quadro giuridico diventato avulso da una realtà in cui il divorzio con figli non è più l'eccezione dell'eccezione, ma il pane quotidiano di metà delle famiglie ticinesi.

Il Movimento Papageno intende quindi prendere contatto con i gruppi parlamentari per sensibilizzare il Legislativo e spingerlo ad intervenire affinché le cose nelle Preture, nelle Tutorie, nell'autorità di vigilanza sulle tutele, ed anche negli studi legali di divorzisti dai denti più o meno affilati, possano finalmente cambiare.

«È nostra intenzione - spiega Scardamaglia - presentarci per tramite di circolare a tutti i deputati e sollecitare degli incontri con i vari gruppi parlamentari, per segnalare sia le problematiche che ci stanno a cuore sia le molteplici disfunzioni accertate e documentate, chiedendo un intervento di alta vigilanza parlamentare, dapprima sull'operato dell'autorità  tutoria cantonale, non reputando i risultati della Perizia Affolter corrispondenti alla realtà. Per disporre di maggiore massa critica intendiamo muoverci di concerto con AGNA che denuncia gli stessi problemi che denunciano noi ma con un taglio più "istituzionale". Il nostro obiettivo è anche quello di allacciare il maggior numero possibile di contatti al fine di mettere in opera un'azione di lobbying a tutela della famiglia, in particolare dei genitori non affidatari nonché dei figli coinvolti loro malgrado in separazioni e divorzi difficili».

Lorenzo Quadri

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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