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Da: La regione: Berna punta all’autorità congiunta

Da: La regione, 18.11.11 pag 5

Berna punta all’autorità congiunta

Presentata la revisione del codice civile affinché i coniugi divorziati possano gestire assieme i figli

di Silvano De Pietro
La ministra Sommaruga KEYSTONE

I genitori divorziati dovranno poter esercitare insieme l’autorità parentale sui figli. E soltanto se lo esige la protezione del figlio tale autorità potrà essere tolta ad uno dei genitori. «In tal modo introduciamo anche in questo campo la parità di diritti», ha affermato la consigliera federale Simonetta Sommaruga nel presentare ieri in conferenza stampa il messaggio sulla relativa revisione del codice civile.

 

 

L’introduzione dell’autorità parentale congiunta è una riforma sulla quale insistono da tempo soprattutto i padri e le organizzazioni maschili che ne rappresentano le rivendicazioni. Quando, il 12 gennaio scorso, la ministra di giustizia e polizia annunciò che il progetto concernente la responsabilità genitoriale condivisa avrebbe regolato anche questioni legate ai contributi di mantenimento, forti proteste si erano levate da parte delle associazioni dei padri per timore che il disciplinamento dell’autorità parentale congiunta potesse ritardare.

Di conseguenza, la commissione degli affari giuridici del Consiglio nazionale invitava il governo a procedere in modo graduale, regolando prima l’autorità parentale congiunta, e in seguito il nuovo diritto in materia di alimenti e di custodia. La ministra di giustizia si è detta favorevole a tale approccio graduale, dal momento che il principio della responsabilità genitoriale condivisa sembra ormai raccogliere un consenso generalizzato. E quella che ne è sortita sembra essere una buona soluzione.

Attualmente, in caso di divorzio l’autorità parentale è assegnata a un solo genitore. Se i genitori non sono coniugati, il diritto vigente prevede l’attribuzione alla madre. I genitori non sposati o divorziati possono ottenere l’autorità parentale condivisa soltanto se presentano una corrispondente richiesta congiunta e si accordano quanto al mantenimento e alla cura dei figli. Ma questa procedura viola il principio di parità tra uomo e donna.

In futuro, in caso di divorzio, l’autorità parentale sarà attribuita a entrambi i genitori. Il giudice dovrà però assicurarsi che siano rispettate le condizioni per il suo esercizio congiunto. E sarà sempre il giudice a decidere se, per tutelare il bene dei figli, attribuire l’autorità parentale a un solo genitore o, nel caso di un figlio nato al di fuori del matrimonio, alla Autorità di protezione dei minori. Possibili motivi che giustificano la revoca dell’autorità parentale sono l’inesperienza, la malattia, l’infermità, la violenza o l’assenza.

Alla domanda sul come si fa a stabilire quale sia il bene del figlio, Sommaruga ha risposto che «il legislatore non dovrebbe più prendere unilateralmente parte a favore di uno dei genitori». Continueranno certo a esserci difficoltà e frizioni. Ma con l’autorità parentale congiunta viene meno un motivo di conflitto. E qui la ministra ha voluto precisare: finora occorreva dimostrare che i genitori fossero capaci di condividere l’autorità parentale. In futuro ci sarà un cambio di paradigma, un’inversione dell’onere della prova: uno dei genitori dovrà dimostrare l’eventuale incapacità dell’altro.

L’introduzione dell’autorità parentale congiunta come regola costituisce dunque un cambiamento radicale per i genitori non sposati o divorziati. Ciò nonostante, se i genitori non riescono a trovare un accordo, nemmeno in futuro sarà loro attribuita “automaticamente” l’autorità parentale congiunta. Questa facoltà condivisa significa in effetti che di regola i genitori prendono di comune accordo qualsiasi decisione che riguarda i figli. Questo principio non deve però essere sfruttato da un genitore per rendere la vita difficile all’altro genitore. Per tale motivo il genitore che accudisce il figlio può prendere autonomamente decisioni riguardanti questioni di ordine quotidiano o urgenti, principalmente riguardo all’alimentazione, al vestiario e al tempo libero.

Le nuove disposizioni entreranno in vigore presumibilmente nel 2014.

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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