Da: CdT 18.11.11 pag 9
Società. L'autorità parentale sarà congiunta
Nella revisione del Codice civile il Consiglio federale ha deciso che costituirà la regola, non più l'eccezione Un genitore potrà esserne privato unicamente se servisse a tutelare gli interessi preponderanti del figlio
■ In futuro l'autorità parentale con giunta sarà la regola, indipendentemen te dallo stato civile dei genitori. Lo ha deciso il Consiglio federale adottando il messaggio sulla revisione del Codice civile.
Al centro della nuova norma vi è il be ne del bambino: un genitore potrà in fatti essere privato dell'autorità paren tale solo se necessario per tutelare il fi glio che, «quando possibile, verrà ascoltato in modo da tener conto della sua opinione», ha dichiarato la consigliera federale Simonetta Sommaruga .
Attualmente in caso di divorzio l'auto rità parentale è assegnata a un solo ge nitore. Se i genitori non sono coniuga ti è prevista l'attribuzione alla madre. I genitori non sposati o divorziati posso no ottenere l'autorità parentale con giunta solo se entrambi presentano una richiesta. Ciò viola il principio di egua glianza tra uomo e donna.
In futuro non sarà più così. Il giudice dovrà però assicurarsi che siano rispet tate le condizioni affinché l'autorità pa rentale possa essere esercitata da en trambi i genitori. Eccezioni saranno inoltre possibili per tutelare gli interes si del bambino. Fra i motivi che posso no portare a questa decisione ci saran no inesperienza, malattia, infermità, violenza o assenza.
Per i genitori non coniugati nel caso in cui non venisse trovato un accordo fra loro l'autorità parentale congiunta non sarà automatica. Sarà tuttavia sufficien te che uno dei due si rivolga all'autori tà di protezione dei minori per ottener la, a meno che questa non pregiudichi gli interessi del figlio.
Il domicilio principale del bambino «verrà deciso insieme dai genitori. Nel caso in cui non si trovasse un accordo, sarà necessario rivolgersi all'autorità di protezione dei minori», ha spiegato la Sommaruga.
L'autorità parentale congiunta signifi ca che i genitori prendono di comune accordo le decisioni che riguardano il figlio. Questo principio non deve però essere sfruttato da uno per rendere la vita difficile all'altro. Per evitare ciò la nuova norma prevede la possibilità che un genitore prenda autonomamente decisioni su questioni quotidiane o ur genti, come alimentazione, vestiario e attività del tempo libero.
Se un genitore intende trasferire la pro pria dimora dovrà prima ottenere il consenso dell'altro, a meno che il tra sferimento avvenga all'interno della Svizzera e non comporti ripercussioni rilevanti sull'esercizio dell'autorità pa rentale.
Per il 2012 è prevista una consultazio ne per una nuova disciplina del diritto al mantenimento. Il Tribunale federa le ha infatti evidenziato delle lacune, in particolare verso le madri nubili.

IL PRINCIPIO Al centro della nuova norma del Codice civile è stato messo il be nessere dei figli.
(Foto Keystone)
L'INTERVISTA ■ I GENITORI NON AFFIDATARII genitori rimangono genitori per sempre
■ «Abbiamo costituito nel 2005 questa associazione - ci ha spiegato il presidente dell'Associazione genitori non affidatari Rodol fo Novena -al di là di tutti i problemi che ci sono principalmen te proprio per riuscire ad ottenere l'autorità parentale congiunta. Non averla infatti significa non essere più niente per i figli, non aver più la possibilità di decidere per le loro cose importanti. Ovvio che siamo molto soddisfatti della decisione del Consiglio federale: siamo giunti proprio a quello che ci eravamo prefissi sei anni fa. L'autorità parentale congiunta rispecchia il principio della bigenitorialità: i genitori rimangono genitori per sempre; si può divorziare, separarsi, partire... ma i figli restano sempre figli. I padri e le madri devono perciò mantenere entrambi le loro responsabilità, altrimenti uno dei due rischia di abdicarvi. Una situazione non ideale proprio per i figli. Simonetta Sommaruga, che avevamo incontrato in una tavola rotonda, ha pure recepito la nostra proposta di scindere il discorso dell'autorità parentale da quello degli alimenti, ciò che ha permesso di accelerare la decisione».R.B.
L'INTERVISTA ■ LE FAMIGLIE MONOPARENTALI
Sarebbe meglio introdurre l'obbligo della mediazione
■ «L'autorità parentale congiun ta - ci ha spiegato la vicepresiden te dell'Associazione ticinese delle famiglie monoparentali e ricosti tuite Serena Giudicetti -in linea di massima ci pare una buona cosa, poiché mette il genitore non af fidatario nelle migliori condizio ni di esercitare la sua autorevolez za nelle decisioni che riguardano i figli. Ci sembra positivo che ven ga affermato giuridicamente e istituzionalmente il principio che «non è un bene per nessuno, so prattutto non lo è per i minori, che i genitori si facciano la guerra». Ma sull'attuazione pratica abbiamodei dubbi: in effetti nel caso in cui uno o entrambi i coniugi manten gano una conflittualità molto al ta non riconosciamo soluzioni pratiche in grado di intervenire in modo sistematico e uniforme. L'autorità parentale congiunta rischia insomma a sua volta di esse re uno strumento di ricatto. Me glio sarebbe a nostro avviso per quei coniugi che non riescono da soli a trovare soluzioni condivise rendere la mediazione obbligatoria, potenziando i centri di media zione e tutte quelle strutture pub bliche o di servizi riconosciuti uti li a risolvere i conflitti».R.B.
L'INTERVISTA ■ IL CONSULENTE
Il principio è sacrosanto, nella pratica tuttavia...
■ «Credo sia importante far pas sare il principio dell'autorità pa rentale congiunta - ci ha detto Simone Banchini, consulente del lo sportello di sostegno che ope ra sia per le famiglie monoparen tali sia per i genitori non affidata ri - perché ambedue sono genito ri, perché ambedue hanno la responsabilità nell'educazione dei figli. La norma dunque va presa in considerazione in modo molto se rio. Bisogna pure ammettere che, dato che la decisione dell'autorità si baserà su un discorso di unità di intenti, questo dovrà obbligare o comunque stimolare i coniugi, i loro avvocati e gli ambiti giudizia ri a promuovere decisioni di ac cordo. Restano tuttavia una serie di punti di domanda, poiché nel la pratica l'autorità parentale con giunta rischia di essere in alcuni casi causa di ulteriori conflitti. Per questo ci stiamo adoperando per proporre un modello utilizzato in Germania (modello Cochem) che propone un tribunale di famiglia specializzato che in primis mette i genitori di fronte alle loro respon sabilità verso i figli e solo dopo che hanno trovato un accordo apre al la procedura legale di divorzio sul le altre tematiche». R.B.
LA SCHEDA
I bambini hanno diritto a dire la loro
■ Circa 14.000 bambini sono confrontati ogni anno con un divorzio o una separa zione. Solo il 10% di loro viene ascoltato in sede giudiziaria, nonostante tutti quelli ca paci di discernimento abbiano questo di ritto. La Commissione federale per l'infan zia e la gioventù ha denunciato una pras si deplorevole ed emesso una serie di rac comandazioni. L'ex presidente del Tribu nale dei minori vallesano Jean Zermatten punta in particolare il dito contro una cat tiva conoscenza delle leggi, una certa ri luttanza delle istanze giudiziarie e le lacu ne di formazione fra le persone incaricate di interrogare gli interessati. Vi è anche la poca accettazione da parte degli adulti del diritto alla parola dei minori. Le dichiara zioni dei bambini e degli adolescenti han no degli effetti positivi, ha rilevato la giu dice supplente del Tribunale di Basilea Cit tà Michelle Cottier. Di fronte a una situa zione difficile, il coinvolgimento li rende più forti. Non si sentono sballottati da una parte all'altra senza difesa, ma hanno la sensazione di poter agire.


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