Da: La regione, 10.6.11 pag 4 (leggi la Mozione al CdS del deputato al GC Lorenzo Quadri, a pag 1246) e il Messaggio nr. 6500 del 31.5.11 del Consiglio di Stato)
Famiglie, spazio alle associazioni
Si allarga l’Osservatorio della politica familiare
Il Consiglio di Stato designerà « due rappresentanti degli enti riconosciuti che promuovono progetti di prevenzione, sensibilizzazione, formazione, ricerca e di aiuto alle famiglie » quali membri dell’Osservatorio cantonale della politica familiare, ma non stanzierà « un importo per poter attribuire un mandato di prestazioni di più anni a un servizio specializzato del settore (Usi o Supsi, ndr) che possa accompagnare l’Osservatorio nell’espletazione dei suoi compiti ». È ciò che si apprende dalla risposta del governo a due atti parlamentari del settembre 2009 presentati dai deputati Lorenzo Quadri (Lega) e Nicoletta Mariolini (Ps).
L’esecutivo ha così accolto la richiesta del granconsigliere leghista di nominare un rappresentante dell’Associazione genitori non affidatari (Agna) e uno del movimento Papageno in seno all’Osservatorio della politica familiare.
Nella risposta si precisa che, « valutata la richiesta e sentito il parere del presidente dell’Osservatorio », il Dipartimento sanità e socialità ha deciso di proporre al Consiglio di Stato una modifica della Legge per le famiglie al fine di creare la base legale per nominare « due rappresentanti degli enti riconosciuti che promuovono progetti di prevenzione, sensibilizzazione, formazione, ricerca e di aiuto alle famiglie. Questi verranno designati dal Consiglio di Stato, ritenuta la volontà di individuare delle persone rappresentative dei diversi ambiti e progetti riconosciuti ».
Bocciata per contro la proposta di Mariolini. Il governo ritiene infatti che l’attuale soluzione mista – che prevede cioè la possibilità di assegnare mandati esterni e la disponibilità di risorse interne –, « caratterizzata da una grande flessibilità », sia da preferire rispetto a quela più vincolante dell’assegnazione di un mandato di prestazione di più anni a un servizio specializzato esterno all’amministrazione cantonale. Sommando infatti l’attuale disponibilità finanziaria per mandati all’importo corrispondente alla percentuale di unità dedicata allo svolgimento dei compiti dell’Osservatorio, « si raggiunge la cifra di almeno 100 mila franchi annui. Un’importante risorsa a sostegno dello sviluppo della politica familiare cantonale », scrive il governo.


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