Da: La regione, 23.7.10 pag 3
Istituire un’ulteriore figura istituzionale «non appare opportuno». Di conseguenza il Consiglio di Stato (CdS) invita il Gran Consiglio a respingere la mozione di Norman Gobbi, Lorenzo Quadri e Donatello Poggi. I tre deputati leghisti chiedevano l’introduzione di un ombudsman che si occupi di tutelare e di garantire i diritti del padre in caso di divorzio. Lo Stato «dispone di diversi strumenti per gestire le conseguenze dei divorzi»: strumenti giuridici (norme specifiche nel Codice civile e nel Codice di procedura civile); strutture forensi (Preture, Commissioni tutorie regionali); istituzioni sociali pubbliche e sostegno a enti privati (Ufficio delle famiglie e dei minorenni, Ufficio del tutore ufficiale, Associazione ticinese famiglie monoparentali e ricostruite, consultori matrimoniali famigliari, eccetera). Dunque, conclude il CdS, esistono già un coordinamento e un’ampia collaborazione fra diversi enti, servizi e figure professionali e istituzionali chiamate in gioco in caso di divorzio.
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Videointervista del 19.3.2010 all'On. deputato Donatello Poggi sulla mozione parlamentare
Di seguito il testo della mozione della Lega dei ticinesi a favore dei padri separati e divorziati.
MOZIONE
Pari opportunità… anche per i padri!
del 17 dicembre 2007
Da anni assistiamo a un processo che ha solidamente migliorato la
condizione femminile in ambito di pari opportunità, ma soprattutto della
tutela femminile nelle normative di diritto di famiglia.
Una tutela che oggi – in taluni casi – si rivela una prevaricazione nei
confronti dei consorti e dei padri. Infatti, il diritto vigente in
materia di famiglia (divorzio, affidamenti, eccetera) ha segnato diversi
punti in cui il diritto degli ex mariti e padri appare messo in
discussione.
Significativo l'importo non escusso per gli alimenti, che ha – ancora di recente – infiammato le discussioni in vista del Preventivo 2008 per l'anticipo da parte dello Stato. Citiamo ad esempio un caso reale dove a fronte di un stipendio mensile netto di 5'200 franchi, sono versati 2'020 franchi per il figlio in affidamento alla madre (dal tredicesimo anno sino alla maggiore età o alla conclusione degli studi) ai quali vanno aggiunti 400 franchi per l'ex moglie. Su 5'200 franchi di stipendio, ben 2'420 se ne vanno in alimenti!
Per motivare le nostre osservazioni citiamo i seguenti punti, dove a nostro modo di vedere la condizione maschile in Ticino è prevaricata:
- Le tabelle per il calcolo degli alimenti per i figli sono basate sugli standard di Zurigo. Ne consegue che gli stessi importi sono del 20% superiori rispetto alla reale capacità finanziaria dei padri, in tendenza con il livello dei salari medi di confronto.
- A livello di cassa pensione, il marito deve tutelarsi (e non automaticamente per legge) durante e alla pronuncia della separazione, altrimenti la ex moglie può beneficiare della quota-parte della cassa pensione del marito, tirando alle lunghe la fase di divorzio.
- Spesso i divorzi – anche per il motivo sopraccitato – durano molti anni. In presenza di figli è auspicabile che l'autorità giudicante pronunci lo stesso entro un anno dalla separazione; spesso succede che nelle lunghe fasi di divorzio chi ottiene l'affidamento dei figli (nella quasi totalità dei casi le mogli) li usa quale "arma coercitiva", senza curarsi delle sofferenze causate loro.
- In merito a quest'ultimo punto, è necessario che chi abusa dell'affidamento quale arma coercitiva contro il coniuge perda il diritto agli alimenti.
- Spesso le mogli beneficiano di una protezione giuridica, e l'avvocato pagato dallo Stato allunga volontariamente le procedure in modo da aumentare il proprio guadagno. In tal caso il coniuge maschile deve rispondere direttamente – con enorme perdita finanziaria – alle fatture del proprio difensore legale. Per questo motivo, nel conteggio del calcolo alimenti si dovrebbe inserire una posta per lo scarico di tali costi, evitando così ai malcapitati di dover incidere sul minimo vitale per pagare il proprio avvocato. In alternativa, le spese legali per motivi di diritto famigliare dovrebbero essere deducibili fiscalmente.
- Con l'abolizione del "motivo di colpa" dal diritto famigliare, i tempi di decisione e gli abusi di diritto sono aumentati. In questa maniera le procedure si allungano e la parte maschile subisce buona parte dei costi e delle iniquità di tali lungaggini ingiustificate.
- A livello di diritto successorio, la moglie dovrebbe perdere ogni diritto di successione dal momento della separazione. Ci sono poi delle domande di fondo che – con dati alla mano – andranno a comprovare ulteriormente questa situazione di disagio maschile:
- Protezione giuridica nei casi di separazione e divorzio: quanto costa al Cantone?
- Quante procedure di divorzio durano più di un anno dalla pronuncia di separazione?
Visto quanto sopra descritto, i sottoscritti deputati propongono
- di smantellare l'attuale Ufficio per la condizione femminile, introducendo la figura di un ombudsman o di una figura istituzionale che si occupi di tutelare e garantire i diritti del padre in caso di divorzio e vigili onde evitare abusi di diritto della controparte, specie se a beneficio del gratuito patrocinio (cioè a spese del contribuente).
Norman Gobbi
Lorenzo Quadri
Donatello Poggi
Ai sensi dell'art. 101 cpv. 3 della legge sul Gran Consiglio e sui rapporti con il Consiglio di Stato, la mozione è trasmessa al Consiglio di Stato.


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