Un padre di 46 anni fugge da Losanna con le sue gemelline, si suicida in Puglia, e delle figlie non se ne sa più nulla.
Un
altro di 50 anni scompare da Neuheim, nel canton Zugo, insieme coi due
figli di 7 e 10 anni: diretti a un centro commerciale non sono più
tornati a casa. La polizia non esclude un rapimento.
Cosa si nasconde
dietro questi padri che non reggono più una situazione famigliare
difficile, un divorzio che li ha lacerati, un rapporto che non riescono
più a gestire? Quali conseguenze ricadono sui figli, vittime
inconsapevoli di queste situazioni?
Ne parlano Pietro Vanetti,
dell’Associazione genitori non affidatari, e Marco Schiavi, psichiatra e
psicoterapeuta dell’infanzia e dell’adolescenza.
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Commento Papageno:
Trasmissione senz'altro costruttiva e positiva. Tuttavia, rimaniamo perplessi dal Dr Schiavi (un esperto nel settore): le sue affermazioni ci appaiono deludenti, rigide, iper-prudenti, iper-diplomatiche, riuscendo lo stesso ad affermare che il sistema DEVE affidare il figlio ad UNO dei due genitori, il che è evidentemente portatore di molti mali presenti e futuri. L'autorità parentale congiunta è di assai limitata importanza pratica, disattesa regolamente dalla madre ma senza alcuna conseguenza pratica per lei, che tranquillamente ed impunemente non informa, non condivide scelte e decisioni importanti che riguardano l'educazione e la cura dei figli che tratta come se fossero di sua proprietà. È invece l'affido paritetico ad essere fondamentale ed essenziale allo sviluppo psico-fisico-sociale e spirituale dei figli ed all'attenuazione delle difficoltà fra ex-partner! Lo dicono molti studi in merito. Ma chi li conosce o vuole consoscere? Chi li legge o vuole leggerli? Chi ne tiene o vuole tenerne conto? A giudicare dagli esiti della nostra giurisprudenza, né i giudici né tantomeno gli esperti in materia: nessuno!
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