Da: RSI Rete Due, lunedì, 14 febbraio 2011 ore 11:35 (ascolta la trasmissione radiofonica)
Albert Anker, Grossvater erzählt eine Geschichte, 1884
All’inizio del XXI secolo sembra che, nella nostra società occidentale, la famiglia stia attraversando una profonda crisi: i matrimoni diminuiscono e diventano più tardivi; aumentano le famiglie di fatto; cala il numero dei figli e aumenta il numero di quelli naturali; cresce il numero delle separazioni e dei divorzi. In breve, la famiglia coniugale ha perso importanza lasciando spazio ad altri tipi di famiglia, come la famiglia allargata o la famiglia di fatto, fondata non su un vincolo religioso- giuridico ma solo sull’amore. Ma davvero la famiglia sta scomparendo?Davvero la crisi è irreversibile? O non sembra più grave di quanto sia effettivamente a chi ha vissuto il modello famigliare borghese composto da una sola unità coniugale con pochi figli che secondo alcuni studiosi sarebbe esistito soltanto nella seconda metà del Novecento? Ne discutono, al microfono di Brigitte Schwarz, Simon Teuscher, ordinario di Storia medievale all’Università di Zurigo; Sandro Guzzi-Heeb, insegna storia moderna nelle Università di Losanna e Berna; Luigi Lorenzetti, responsabile Laboratorio di Storia delle Alpi all’Università della Svizzera italiana.
Commento Papageno
Interessante sociologicamente! La questione è però ben più ampia e profonda di così, specialemnte per le conseguenze psico-fisiche-affettive dei minori, tutelati da nessuno, comunque assai meno che la loro "madre", idolo intoccabile, divintà splendente, perfetta, ineguagliabile perfino in sogno, alla quale tutti, minori compresi, devono inchinarsi.


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