Visto il persistere delle difficoltà e conflitti genitoriali, il Pretore, su sollecitazione della psicologa clinica con mandato di curatrice educativa che doveva occuparsi della tutela dei figli (ma che vedeva nel padre la causa principale dei conflitti, da lei definito come non collaborante, onnipotente e manipolatore) ha ordinato una perizia sulle capacità genitoriali dei due genitori.
Esse hanno confermato però quanto da tempo sostenuto dal padre: madre con disturbi di personalità istrionica, con personalità manipolatrice confabulatrice e infantile, con quoziente intellettuale limitato, mal gerente le proprie pulsioni, egocentrica e rivolta a se stessa senza rendersi conto dei danni psicologici sui figli, definita però collaborante. Il padre risultava nella norma ma descritto come non collaborante dalla curatrice educativa psicologa D. B. I periti hanno definito il padre come non collaborante "non dubitando" delle conclusioni della psicologa curatrice educativa, benché la stessa attribuiva disturbi comportamentali al padre allorché i periti li hanno attribuiti alla madre...
I periti hanno dunque proposto (senza neppure parlare coi figli adolescenti) che i figli andavano tutti (compresa quella di 16 anni che viveva già da due anni col padre) affidati alla madre, la quale doveva però venir monitorata da vicino; il padre, invece, non collaborante, non avrebbe permesso una proficua e cortuttiva collaborazione coi servizi sociali preposti.
Se poi con la madre ci fossero stati problemi di sorta, allora (proponevano i periti medici psichiatri degli adulti) i 3 figli avrebbero dovuto essere internati in istituto.
Osserviamo che i Pretori in genere si basano sulle (leggasi: "si tutelano con le") perizie degli specialisti per sentenziare. I periti propongono ma chi decide è il Pretore; il Pretore comunque difficilmente sentenzierà discostandosi dalla proposta dei periti (e se poi succede qualcosa ai figli già preavvisata o presunta dai periti? Difficilmente un Pretore metterà a rischio la sua persona e la sua carriera, anche davanti ad una evidente eccepibile proposta dei periti...
Facciamo notare che il nostro Papageno, alla domanda posta ai periti "Per quale motivo non avete ascoltato i figli, almeno quelli adolescenti, come chiesto a due riprese dal padre?" ha ricevuto la seguente risposta: "Noi non siamo specializzati nell'ascolto dei minori". Crediamo non servano commenti...
Inoltre, l'assistente sociale Rosetta Teodori-Ambrosini, capoprogetto, ha successivamente deposto dinanzi al Pretore, asserendo che entrambi i due genitori non sono idonei, soprattutto la madre (a cui invece i periti han proposto di affidare i figli!), e che i minori andavano, per il loro bene, internati in istituto. Anche qui crediamo non servano commenti...
I responsabili del PAO di Mendrisio, hanno invece scritto nei loro rapporti che non c'erano differenze tra i due genitori. Bisogna fare commenti? Non crediamo proprio: poveri i nostri figli...


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