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Smembramento famiglia e collocamento dei figli in differenti istituti

Una famiglia ticinese (una coppia convivente con 3 figli) tre giorni prima di Natale 2004 si vede portare via i figli da parte dell’autorità tutoria e smembrare la coppia, segnatamente a seguito della decisione di un'assistente sociale del Mendrisiotto. La commissione tutoria regionale 1 di Chiasso (CTR1) conferma negli anni e nei vari drammatici sviluppi la proposta dell'assistente sociale. Pure l'Autorità di vigilanza sulle tutele di Bellinzona (capoufficio avv. Paglia Alessia) approva le decisioni della CTR1.

Genitori di tre figli, due dei quali da tre anni collocati con la forza presso due diversi istituti in Ticino, uno a Lugano, l’altro a Mendrisio. Il maschietto aveva 22 mesi e la femminuccia 6 anni: per due anni hanno soggiornato nello stesso istituto Casa S. Elisabetta a Lugano. Oltre essere stati allontanati dai genitori, in un secondo tempo i fratellini sono stati divisi, a 20 km di distanza l’uno dall’altra.

I ragazzi ora hanno 5 e 9 anni; il più piccolo pesa solo 15,5 kg e la bambina 25 kg! Psichicamente distrutti e fisicamente estremamente provati dall’inaccettabile incuranza e trascuratezza del personale degli istituti, i quali invece di occuparsene come facevano i due genitori quando i piccoli erano a casa ora appaiono abbandonati a sé stessi e ai maltrattamenti fisici e psicologici del personale che li dovrebbe accudire meglio dei “genitori a cui li hanno tolti”! A comprova ci sono certificati medico-pediatrici, le testimonianze dirette dei bambini e numerose foto e video.

I figli reclamano da anni di poter ritornare dai genitori, ma le autorità sono andate oltre dividendoli l’uno dall’altra: fatto gravissimo che ha leso il loro già fragile equilibrio.

Alla base di questo dramma vi è l’operato sconcertante e incompetente della CTR 1, in particolare del Presidente avv. U.P., dell’assistente sociale R. A.-T. e del curatore cantonale F. M., con il successivo rigetto di tutti i ricorsi dei genitori e le istanze da parte della capo ufficio avv. A.P. dell’Autorità di vigilanza sulle tutele (AVT).

Da febbraio 2007 è pendente l’ennesimo ricorso dei genitori, questa volta al Tribunale d’Appello cantonale. Essi andranno fino al Tribunale Federale e pure fino alla CEDU di Strasburgo, per tutelare i diritti dei propri bambini.

Mentre la lentocrazia della “Giustizia” ticinese impedisce ai due bambini di poter crescere vivendo serenamente la loro infanzia con la propria famiglia naturale, costretti invece a vivere nelle prigioni degli istituti cantonali…per il loro bene e la loro tutela, così ritiene la CTR1 e l'AVT.

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