Da: www.cdt.ch del 24.9.09 pagg 1 e 19
Un’interrogazione parlamentare sollecita il Governo a spiegare come si sia potuto raggiungere un importo così elevato in assistenza giudiziaria soltanto per un incarto
«Come si è potuti arrivare alla cifra di 100.000 franchi» di spese giudiziarie anticipate dallo Stato in favore di una coppia invischiata in un’annosa causa di divorzio davanti alla Pretura di Mendrisio Sud? A porre il quesito al Consiglio di Stato è il deputato in Gran Consiglio Donatello Poggi (Lega dei ticinesi) che prende spunto dalla vicenda svelata dal Corriere del Ticino il 24 agosto scorso. Il caso è quello di un abitante del Basso Mendrisiotto impaludato in una causa di divorzio dalla moglie dalla fine del 2002. La procedura giudiziaria si protrae da allora, vuoi per lungaggini, vuoi per l’impossibilità di raggiungere un accordo sul mantenimento della moglie, oggi quarantatreenne, che chiede per sé alimenti a vita dal giorno della separazione.In questo modo, i due coniugi hanno accumulato, come detto, oltre 100.000 franchi di spese legate alla causa (tra avvocati ed esami peritali) che sono state poste al beneficio del gratuito patrocinio – quindi anticipate dallo Stato – dato che, singolarmente, nessuno dei due è in grado di farvi fronte. Vistosi confrontato con un importo tanto elevato, il marito ha inoltrato al pretore un’istanza con cui chiede di potere vendere l’abitazione, del valore di oltre 600.000 franchi, e di utilizzare il ricavato per estinguere il mutuo bancario e per rifondere i debiti con lo Stato; ha pure suggerito di vincolare le poche decine di migliaia di franchi rimanenti affinché vengano usate per finanziare gli studi dei figli.
Rispetto a questo caso ha pure lanciato un allarme il movimento Papageno (www.miopapageno.ch), associazione di respiro ticinese costituitasi due anni fa con lo scopo di operare «per la tutela dei figli, contro il monoparentalismo e per la bigenitorialità», secondo la quale ci si trova davanti alla punta di un iceberg degli effetti perversi che l’applicazione delle norme elvetiche sulle procedure di divorzio può avere. Donatello Poggi ritiene che la situazione delle assistenze giudiziarie in materia di separazioni e divorzi sia «sfuggita di mano a chi di dovere, ai danni del contribuente che ne paga le inadempienze». Il parlamentare leghista domanda quindi al governo cantonale «come mai è stato concesso questo importo esorbitante nonostante» la coppia protagonista della vicenda giudiziaria «fosse proprietaria di una casa unifamiliare». Alla luce del caso emerso a Mendrisio, vorrebbe inoltre sapere a quanto ammonta il totale degli importi autorizzati dalla Pretura di Mendrisio Sud quale assistenza giudiziaria per cause di separazione e divorzio a partire dal 2000, quando entrò in vigore la nuova legge sul divorzio; e a quante coppie di separandi tali importi sono stati concessi. Poggi ricorda poi che il 1. gennaio 2008 è entrata in vigore la nuova legge sull’assistenza giudiziaria che ammette un massimo di 5.000 franchi per incarto. Il Consiglio di Stato è quindi sollecitato ad accertare quali somme di gratuito patrocinio sono state vidimate da allora dalla Pretura di Mendrisio Sud in relazione a procedure di interruzione del regime coniugale. L’interrogante chiede infine lumi sui ritardi (e su chi ricadono i relativi costi) accumulati dalla Pretura di Mendrisio Sud rispetto ai quali questa Corte è stata bacchettata dal Tribunale federale la primavera scorsa. Il TF, come anticipato dal CdT il 5 maggio, era stato chiamato in causa nell’ambito di una causa di locazione.


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