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Noi, mogli di serie B, ignorate dalla legge

Da: Il Caffe, 29.1.12 pag 12

Le partner dei separati si appellano a Berna: “Viviamo in un inferno non per colpa nostra”
 
PATRIZIA GUENZI
 
“Chi si preoccupa di noi donne innamorate di un uomo separato? Perché, senza averne responsabilità alcuna, ci ritroviamo a condividere un lunghissimo calvario fatto di cattiverie, angherie, soprusi, ripicche, prepotenze e vendette da parte dell’ex moglie?”. Se lo domanda Katherin Säuberli, quarantadue anni, di Stabio. Da sette anni convive con un uomo separato dopo vent’anni di matrimonio. Con lui ha avuto un figlio che oggi ha 5 anni. Dopo aver pubblicato il suo sfogo sul Caffè, raccontando la sua triste vicenda, ha poi condensato tutta la sua amarezza in una lettera aperta indirizzata al consigliere federale Simonetta Sommaruga. “Noi mogli di serie B siamo ignorate dalla legge e viviamo in un inferno non per colpa nostra”, si è sfogata. E ha aggiunto: “Vorrei che finalmente fossimo considerate, rispettate e difese, così come, giustamente, lo sono le ex mogli e i figli dei nostri partner”.  Katherin ha fatto da apripista e le sue rivendicazioni hanno trovato numerose alleate pronte, come lei, ad appellarsi a Berna. “I padri si ritrovano con un fardello di doveri e nessun diritto, a partire da quello di poter avere un rapporto con i figli”, nota Cristina, 46 anni, sei di sofferenze accanto all’attuale compagno, tuttora in “guerra” con l’ex moglie.

“Ci troviamo a condividere cattiverie, angherie, soprusi, ripicche, prepotenze e ricatti delle ex”

Tempi troppo lunghi, sottolinea anche Katherin nella sua lettera a Sommaruga: “Chiediamo che le istituzioni si muovano in tempi accettabili e impediscano che i divorzi diventino un affare per certe donne e una croce per altre - scrive -. Se lei riuscisse a fermare il salasso emozionale e finanziario di cui sono responsabili pretori, avvocati, tutorie e istituzioni di tutti i generi, se lei riuscisse a difendere gli interessi delle donne, tutte, e non solo di quelle di prima categoria, le sarò immensamente grata”. Katherin aspetta da sette lunghi anni di sposarsi, anche per suo figlio. “Perché lui non può portare il nome di suo padre? E perché nei calcoli degli alimenti vi sono discriminazioni tra figli di primo e secondo letto?”. Altre domande, drammatiche, che quotidianamente si pongono migliaia e migliaia di donne in Svizzera. Tutte “colpevoli” di essersi innamorate di un uomo con un matrimonio alle spalle. Vivono nell’ombra, dimenticate dalla legge. “Bersagliate dalle ex mogli, ci dobbiamo far carico di problemi economici perché i nostri compagni sono il più delle volte messi con le spalle al muro con convenzioni capestro”, aggiunge Lilli, 27 anni. E tutte condividono un sentimento di solitudine, di abbandono. “Nessuno, e tanto meno i politici, possono capire le ansie e le pene che affrontiamo. Non ci sentiamo più libere di amare e progettare come vogliamo il nostro futuro”, sottolinea Antonella - 50 anni, cinque di tribolazioni alle spalle - che tocca anche l’aspetto dell’anticipo alimenti. “Sarebbe meglio dimezzare il periodo di versamento da parte del padre e fissare una quota minima, ad esempio 400 franchi per figlio – spiega -. Senza pretendere altri contributi per spese dentistiche o altro ancora per anni e anni. Basta!”. Un “basta” cui si unisce anche la voce di Diana, un’altra “seconda”, 33 anni, sposata da quasi dieci con un uomo divorziato da cui ha avuto tre figli. “Abbiamo vissuto oltre dieci anni di inferno - racconta -. Noi, nuove compagne paghiamo il pregiudizio che ci considera colpevoli di aver traviato l’ex marito. Anche nel caso in cui, come il mio, ci siamo conosciuti un anno dopo la separazione. Mentre le prime mogli sono sempre viste come le vittime, da tutelare a tutti i costi”. “Pure a scapito della nuova famiglia e dei figli”, nota Antonella: “Basta. Rivendichiamo forte il diritto di essere, assieme al nostro attuale compagno e ai nostri figli, donne e uomini di serie A”.

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Le norme



LA LEGGE Dal gennaio 2000 sono entrate in vigore le nuove norme sul divorzio. I divorzi sono pronunciati dal giudice indipendentemente dalla colpa dell'uno o dell'altro coniuge


LA CUSTODIA Il genitore che non ha la custodia dei figli, ha comunque il diritto di ottenere informazioni, anche da terzi,e di essere sentito prima di decisioni importanti


IL MANTENIMENTO Il diritto di ricevere un contributo di mantenimento dopo il divorzio dipende solo da fattori oggettivi e non più anche dalla colpa. Si può chiederne l'aumento


I FIGLI I genitori divorziati possono esercitare l’autorità parentale congiunta sui figli, indipendentemente dal fatto che siano affidati all'uno o all'altro genitore

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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