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“Riesco a sopravvivere al divorzio ma resto un uomo di seconda classe”

Da: il Caffe, 5.2.12 pag 8

La lettera
 
Lettera firmata

Egregio direttore, sono divorziato da circa 4 anni e mezzo, ho un figlio che frequenta le elementari. Ho provato sulla mia pelle tutto quanto c’era scritto nel servizio di domenica scorsa. Recentemente mi sono risposato, con una donna straniera, e ho una figlia piccola. Sono di nuovo vivo, nonostante le immense ingiustizie subite dapprima durante il primo matrimonio, poi col divorzio. Sarebbe stato impossibile risposarmi con una svizzera, la maggior parte fugge a gambe levate quando viene a conoscenza del precedente matrimonio, di un figlio e della convenzione firmata (in realtà imposta). Le donne che hanno espresso le testimonianze riportate nel vostro articolo sono una minoranza e sono la fortuna di quegli sciagurati che le hanno trovate.

Sono triste, oltre che per la mia situazione che andrà avanti ancora per 10 anni almeno, sono triste per le situazioni di tutte le “seconde” mogli. Ma sono soprattutto triste perché se avesse scritto un uomo (o un gruppo di uomini) all’onorevole Sommaruga, non ci sarebbe stata questa importante reazione mediatica. Noi uomini divorziati non siamo tutti dei mostri, eppure tutti siamo tartassati dalla legge vigente. Se poi le exmogli decidono di assaporare maggiore vendetta siamo spacciati (come me).

Sa cosa ci fa più male? Sentirci chiedere: “Lei riesce a vedere regolarmente suo figlio?”. Risposta: “Sì”. Affermazione: “Ha una fortuna che non tutti hanno, si rimbocchi le maniche e si impegni, faccia tutto per il piccolo”. Traduzione: “Tu non conti niente, se la tua ex dovesse deciderlo saresti veramente un uomo morto! Taci e goditi tuo figlio finché potrai”.  Nei momenti peggiori, lo ammetto e me ne vergogno, ho pensato che l’unica salvezza potrebbe venire dal decesso (per motivi naturali, ovviamente) dell’ex moglie, oppure mia, che vivo di stenti per mantenerla. Questi sono altri  tabù, ma sono le uniche vie di salvezza per un uomo divorziato. Non possiamo sperare nella legge o nella capacità di giudizio dei pretori.  In seguito ho scoperto che la nascita di mia figlia è stata la sofferenza più grande della mia ex moglie.

Ecco, il mio sfogo può essere riassunto così: un uomo divorziato, fino a quando ha l’obbligo di pagare gli alimenti, sarà sempre un uomo da serie B”.

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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