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Carfagna: «Io, vittima di maschilismo» «Mi hanno giudicato capricciosa solo perché donna»

Il ministro delle Pari Opportunità, Mara Carfagna: «Io, vittima di maschilismo». Il ministro e la vicenda Bocchino: «Mi hanno giudicato capricciosa solo perché donna»  [Tratto da www.corriere.it del 4.12.10 (link all'articolo)]

Riflessioni di Fabio Nestola, Presidente della Federazione nazionale per la bigenitorialità (www.fenbi.it)

Ecco, ci risiamo. Attenzione quando si esprimono giudizi!!! Con un uomo si può fare (ed infatti viene fatto ogni giorno), anche in maniera aggressiva; con una donna l’unica possibilità è genuflettersi, altrimenti parte in automatico l’accusa più sanguinosa che la propaganda veterofemminista ha saputo costruire: MASCHILISTA.Non è possibile esprimere il disaccordo con una donna senza essere tacciati di maschilismo.Non si viene mai definiti critici, sereni o prevenuti, anche politicamente schierati … si può essere solo maschilisti.
Nel suo innocente qualunquismo la bella Mara dice che, se invece di essere “una donna di gradevole aspetto” fosse stata un uomo,  magari pure bruttino, la reazione generale sarebbe stata “caspita, ha posto dei problemi seri, sediamoci intorno a un tavolo e discutiamo

Ma dove vive?

Quando mai, negli ultimi anni (non giorni o mesi, anni) la politica ha fatto mostra di confronti seri, pacati e costruttivi?

I salotti televisivi sono ormai arene dei gladiatori, gli insulti reciproci sono pane quotidiano, in Aula scoppiano aggressioni sedate a fatica, i commessi di Camera e Senato devono intervenire fisicamente a separare i rissosi manco fossero celerini allo stadio, i ministri rispondono alla stampa mostrando il medio alzato, qualcuno usa la bandiera come carta igienica, a Montecitorio si sono perfino tirati la mortadella …

Questo è il trend di classe che la nostra classe politica ha mostrato ai cittadini negli ultimi tempi. Ecco come, uomo contro uomo, si discute attorno ad un tavolo.

Lo fanno pacatamente Lupi e Bocchino, Fini e Berlusconi, Bossi e Granata, Di Pietro e Casini …

L’insulto, l’aggressione verbale, la battuta piccante e l’insinuazione di basso profilo sono la norma, non certo eccezioni da maschilisti riservate alle donne.

Poi la ciliegina sulla torta: parlando della rivale Mussolini la definisce “una poveraccia in cerca di visibilità, se non insulta non esiste”, oltre all’ormai celebre “vajassa”.

Pure l’attacco dell’on. Mussolini è maschilista, o si possono fare dei distinguo?

E la risposta, “poveraccia” etc., arriva perché la Mussolini è una donna?

E’ più maschilista la Mussolini che insulta la Carfagna, o la Carfagna che insulta la Mussolini?

Oppure non lo è nessuna, si insultano perché sono in rotta, non possiedono strumenti più alti ed il trend generale ormai è basso per tutti?

Esattamente come per gli uomini, le risse verbali nascono da abitudini biasimevoli e spessore politico quantomeno discutibile, non certo da pregiudizi di genere.

In ogni caso la rissa Carfagna-Mussolini cozza terribilmente con la teoria secondo la quale gli uomini dileggiano le donne, ma fra rappresentanti dello stesso sesso le cose si risolvano civilmente sedendosi attorno ad un tavolo. 

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Tratto da http://www.corriere.it/ del 4.12.10 (Link all'articolo)

Carfagna: «Io, vittima di maschilismo»

Il ministro e la vicenda Bocchino: «Mi hanno giudicato capricciosa solo perché donna»

AFFONDO CONTRO LA MUSSOLINI: «UNA POVERACCIA CHE CERCA VISIBILITA'»

MILANO - «Sulla vicenda Bocchino, almeno per come se ne è parlato, direi che c'è stato un atteggiamento molto maschilista», atteggiamento «che è ancora molto presente nella nostra società come ha dimostrato la mia battaglia per la legalità sulla questione rifiuti a Napoli». Lo ha riferito il ministro per le Pari Opportunità Mara Carfagna intervenendo alla trasmissione «Ventura Football club». «Qualcuno in quel caso - ha spiegato il ministro - mi ha giudicato capricciosa e se invece fossi stato un uomo avrebbero detto: "caspita, ha posto dei problemi seri, sediamoci intorno a un tavolo e discutiamo"». L'amicizia con il capogruppo Fli alla Camera, ha detto la Carfagna, «risale a molti anni fa; è stato un rapporto di colleganza molto stretto fino a quando lui non ha deciso di dar vita a un nuovo partito con Gianfranco Fini. Se io e lui fossimo stati due uomini o due donne non ci sarebbe stato nulla di male; e invece ci si è ricamato su anche in virtù del fatto che io sono una donna di gradevole aspetto».

LA ROTTURA DI FINI - «Non dico altro, perché lei poveraccia se non fa così non esiste. Ha bisogno di visibilità e la cerca provocando. Anche lei deve esistere», ha aggiunto la Carfagna a proposito dei suoi rapporti con Alessandra Mussolini. Su Fini Carfagna afferma: «In passato l'ho stimato e apprezzato. Oggi non condivido la tempistica con cui ha provocato questa rottura. I motivi della rottura? Ci sono problemi politici ma forse anche problemi personali. È stato un gesto poco responsabile».

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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