Nelle separazioni e nei divorzi, l'unica legge vigente è quella secondo la quale la madre è favorita, i figli sono una sua proprietà esclusiva, il ruolo educativo spetta a lei mentre il padre deve limitarsi al reperimento di risorse. Il resto è ipocrisia. Evitiamo di creare illusioni, e tanti saluti alla bigenitioralità.
Qualsiasi legale sa perfettamente che ricevendo a studio una donna separanda sa di aver vinto prima ancora di entrare in tribunale, l'unica variabile da definire è "quanto" riesca a farla vincere. Difendendo un padre invece può solo cercare di limitare i danni.
Chi finge di non conoscere questa realtà scomoda, impopolare e politically very incorrect, non può essere che in malafede.
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