Da: La regione, 16.2.11 pag 30, rubrica "Le opinioni"
SILVANO GIANNINI, ORSELINA
Senza nulla togliere o aggiungere alla terribile tragedia che sta colpendo la famiglia Schepp e le due gemelline, mi sono chiesto come mai in questi giorni nessuno (almeno da parte dei Media) si è calato nella parte del padre per almeno comprendere superficialmente il tremendo dolore che doveva attanagliarlo prima di arrivare ad un simile folle gesto premeditato o no.
Solo chi è passato da una separazione forzata (senza o con una minima colpa, ma semplicemente per l’egoismo del partner e la miopia del giudice), dal distacco dai propri figli, dalla propria casa, sa cosa si prova dentro e quanto sia devastante il dolore per la perdita del bene più amato per la Vita. C’è chi riesce a trovar ragione, ad andare avanti incurante del passato, chi invece il dolore lo sente continuo, giorno per giorno; qualsiasi atto giornaliero ti riporta alla tua realtà perduta, famiglia distrutta, figli persi senza i loro padri accanto; e allora, in questo stato di estrema depressione e senza obiettivi futuri alternativi (senza bisogno di essere selezionati subito tra i folli), passa per la testa di tutto (anche se 5 minuti prima si era nel pieno della propria razionalità), pensieri di suicidio, omicidio, ingiustizia, non adeguatezza.
È ora che ci si accorga che la nuova legge sul diritto matrimoniale non è adatta a risolvere i veri problemi familiari (al limite malamente solo quelli monetari); occorre, e in fretta, se non si vuole creare una fascia di società che si ritrovi povera di beni, disperata per i progetti di vita distrutti, con figli a cui manca una vera figura paterna (i partner dei genitori naturali non possono supplire a questo), usciti dalla porta del divorzio, che qualcuno si occupi delle angosce dei padri distrutti, non sempre ci sono gli amici a sostenerli.
Da noi l’Associazione Padri non Affidatari (Agna) fa il possibile per prestare il primo aiuto, ma non basta …


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