Da: www.ticinonews.ch 18.1.13
Bebè abbandonato: Besso è sotto choc
Ugo Cancelli: "Lasciamo in pace la madre, è una persona sola e malata, non ha fatto apposta a compiere questo gesto"
È un quartiere sotto choc, quello di Besso, oggi, dopo la notizia del ritrovamento di un bebè in stato di ipotermia in una busta di plastica in un'auto. Un quartiere che ha vissuto problemi di spaccio e violenza ma che mai si sarebbe aspettato di vedere una situazione così triste.
"Siamo tutti sconvolti" spiega uno che il quartiere lo conosce bene, il presidente di Besso Pulita Ugo Cancelli. "Io personalmente non conoscevo la madre in questione, ma mi hanno spiegato oggi i dettagli ed è una storia davvero triste."
La mamma, che soffriva di depressione post-parto, sembra fosse inoltre affetta da una malattia. "Era una persona un po' abbandonata a sé stessa, senza una famiglia o un giro di amici. Però ci tengo a ribadire che questo gesto non l'ha fatto apposta, è una persona malata."
In una città come Lugano che offre tutta una serie di servizi sociali può sembrare quasi un'assurdità che una donna in difficoltà si ritrovi da sola, senza nessun tipo di aiuto. "Ma è difficile arrivare a lei, se lei non lo vuole" commenta Cancelli. "Besso è un quartiere di 5'500 abitanti, non un paese dove tutti si conoscono. Noi facciamo di tutto perché la gente sia sensibile ai bisogni degli altri e siamo a disposizione se c'è bisogno, come lo sono i servizi sociali. Ma se una persona non si rivolge a loro, o non viene segnalata, diventa difficile fare qualcosa."
Una triste storia di emarginazione che, secondo Cancelli, deve far riflettere su come si concepisce la vita al giorno d'oggi. "Purtroppo c'è sempre più individualismo e spesso ci si rinchiude in casa per la paura dell'altro. Ma per questa vicenda è difficile trovare una spiegazione, si può solo dire che si tratta di un dramma, sia per la madre che per il bebè."
Per concludere Cancelli rivolge un ringraziamento agli abitanti del quartiere che hanno notato il bebè. "Per fortuna non c'è stata indifferenza, perché è più facile girare la testa dall'altra parte di fronte a una situazione del genere. Per cui da parte mia non posso che ringraziare gli abitanti del quartiere, che piano piano stanno ricreando uno spirito comunitario. È un aspetto più che fondamentale per evitare situazioni terribili come questa."
AS
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