Italia, 25 Giugno 2010
ALLA GENTILE REDAZIONE
Egregi Signori,
ricevo ed inoltro firmata da un dipendente delle Forze dell'Ordine la
seguente lettera con preghiera di massima diffusione. Una delle tante
storie quotidiane di separazione (quasi 500 ogni giorno, ISTAT) che
stanno portando il nostro paese al conflitto sociale ed alla
distruzione della figura paterna; padri rovinati da moglie, giudici e
burocrazie oramai diventate evidente discriminazione sessuale a danno
degli uomini e dei loro figli.
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APPARTENENTI ALLE FORZE DELL'ORDINE
VITTIME NELLE SEPARAZIONI MATRIMONIALI
Forse non tutti sanno ma in Italia gli uomini che lavorano nelle Forze
dell'Ordine e si trovano, spesso loro malgrado e senza aver fatto nulla
di male, a dover vivere il dramma della separazione matrimoniale, sono
molto penalizzati.
Sì, perché le Amministrazioni di appartenenza hanno il diritto/dovere di
effettuare periodici rilievi presso i Tribunali allo scopo di
verificare la posizione del proprio dipendente. Nel caso in cui a carico
del malcapitato dovessero emergere provvedimenti, sono guai seri.
L'Amministrazione, infatti, potrà arrivare anche a chiedere la
sospensione cautelativa dal servizio, avviare procedimenti
disciplinari, o trasferire fuori sede ed a notevole distanza, ecc..
Non ha alcuna importanza se i provvedimenti del Tribunale sono frutto di
evidenti falsità e menzogne inventate dalla ex moglie per
conseguire i propri scopi (i soliti scopi), bisogna attenersi ai
Regolamenti, tutto il resto non conta. Eppure, è risaputo che il
90% delle accuse formulate dalle ex a carico degli uomini,
si rivelano poi del tutto infondate. (dati e statistiche
http://paternita.info/false-accuse.html)
Alcuni Avvocati, Magistrati e le ex consorti questo lo sanno molto bene
e, se vogliono, possono davvero portare alla rovina l'uomo, specialmente
se quest'ultimo ha avuto il coraggio di contestare certi assurdi
provvedimenti emessi dai giudici a proprio danno. Le donne furbe e/o in
malafede possono farne un'arma di ricatto per ottenere ciò che
vogliono (casa, figli e gran parte dello stipendio del marito).
La Amministrazione anziché difendere adeguatamente e tutelare il proprio
personale lo penalizza fortemente favorendo le donne. È evidente che
un trasferimento allontana l'uomo dai figli ed offre alla donna la
possibilità di sottrarre e godersi a vita la casa famigliare in modo
indisturbato.
Viene da domandarsi: - ma non si dovrebbe garantire la legalità e
favorire chi è dalla parte del giusto? – Perché non si va a fondo alle
questioni, accettando a priori, senza verificare ed entrare nel merito, i
provvedimenti dei giudici, che come si sa, spesso, sono vistosamente a
favore delle donne e vengono adottati in barba ai Principi Costituzionali
(parità tra i sessi, diritto di proprietà, ecc.) e delle Leggi? - Ma fino
a quando non interviene una sentenza di condanna definitiva, non ci
dovrebbe essere la cosiddetta presunzione di innocenza fondamento
del diritto?
Lo scrivente è del parere che ciò sia profondamente ingiusto. Occorre che
i politici e le Istituzioni intervengano al più presto, anche per
evitare che ciò possa costituire alibi per ben altri fini.
Firmato, Pino FALVELLI.
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si autorizza la divulgazione
F.BARZAGLI
Responsabile nazionale
www.infanzia-adolescenza.info
www.paternita.info


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