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Verbali accusano Yasar Ravi. Vendita taroccata della Villa per non dare 1/3 del ricavato al marito.

Va: www.caffe.ch 12.9.19

Ecco i verbali
che accusano Yasar Ravi
 
LIBERO D'AGOSTINO

"Nel corso dei miei precedenti interrogatori ho mentito, visto che mi è stato consigliato di fare così, sia da Sandro Guggiari, sia dall'avvocato Yasar Ravi (...) Mi dicevano che non bisognava raccontare la verità sul vero prezzo pagato per la vendita di villa Violetta, e quindi del falso contratto di compravendita immobiliare, poiché altrimenti c'era il rischio che finissi in prigione oppure che avrei dovuto pagare una multa molto elevata, almeno 1,5 milioni di franchi. Mi sentivo terrorizzata da quello che Guggiari e Ravi mi dicevano". 28 novembre 2008, Cornelia Bird al suo terzo interrogatorio confessa al procuratore pubblico Arturo Garzoni la sua verità sulla vendita taroccata di Villa Violetta per non dare un terzo del ricavato al suo ex marito. Prezzo ufficiale, da rogito,6,5 milioni. Prezzo vero nove milioni. Bird, assistita dal suo nuovo avvocato, Monica Marazzi, punta il dito contro Guggiari, fiduciario e suo consulente finanziario, e contro Ravi, il deputato ppd che sino a qualche mese prima era stato il suo legale.
Yasar Ravi nega di aver indotto la sua cliente a mentire. Nega di aver scritto la bozza del rogito per la vendita della villa che sarà poi firmata davanti al notaio Mattia Guerra. Interrogato da Garzoni, alla presenza di John Noseda allora suo avvocato, Ravi ammette solo di averne curato la traduzione in inglese, che gli inquirenti hanno trovato assieme al testo italiano tra i files del suo computer. In inglese, poiché l'acquirente della villa, Anthony Buckingham, non masticava una parola d'italiano. Ammette di aver preparato anche il contratto separato per la fasulla vendita dei mobili, pomposamente definiti: " delux forniture", mobilio di lusso, per 2,5 milioni. In realtà, preciserà Bird, valevano sì e no 100 mila franchi ed erano pure rimasti a lei. Nega, ammette e spesso non ricorda Ravi. Ma negli interrogatori più volte lascia intendere che il regista dell'operazione Villa Violetta è stato Guggiari. Tesi, però, contestata dall'avvocato Fulvio Pelli che difende il fiduciario. Quel Guggiari che in Mister Buckingham fiuta l'odore dei soldi e lo porterà come prestigioso cliente a Banca Stato, intascando, specifica l'atto di accusa, 100 mila franchi di provvigione dall'istituto di credito. Buckingham, difeso dall'avvocato Tutto Rossi, da questo affare ci guadagnerà l'accusa di falsità in documenti e conseguimento fraudolento di falsa attestazione, mentre a Bird, Ravi e Guggiari , Garzoni appiopperà anche quella di frode fiscale. " Io mi sono occupato di eseguire la traduzione del progetto di rogito, cosi come di una separata convenzione di vendita di mobilio" dichiara Ravi nel suo interrogatorio del 4 dicembre 2008. Successivamente, ammetterà, di non aver verificato se quel mobilio valeva davvero 2,5 milioni, di non aver allestito una lista né di essersi fatto mostrare una polizza assicurativa: " Mi sono fidato di Bird e Guggiari. Ho fatto quello che mi hanno chiesto di fare".
A Garzoni, Ravi dirà di di aver fatto la traduzione in inglese " sulla scorta del progetto di rogito che gli aveva trasmesso il notaio Mattia Guerra". Ma il notaio nega di avergli mai trasmesso la bozza in italiano del rogito, per cui nell' interrogatorio del 20 febbraio 2009, Ravi ritratta: "Può darsi che me l'abbia trasmessa qualcun altro. Può darsi Guggiari. Ribadisco le istruzioni per le traduzioni me le ha date lui". Certo è che Ravi non ha assistito alla firma del rogito dal notaio perché quel giorno era in Svezia con la famiglia.

 

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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