Da: Mattino, 23.11.2014 pag 28, Rubrica "Papagenop: in nome dei figli e dei futuri padri"
Drammi familiari, il diritto e le regole del gioco. Divorzi e separazioni: vincenti e perdernti
Da anni pubblichiamo articoli comprovanti che le separazioni e i divorzi, generalmente, vedono come perdenti i padri. La prospettiva di un divorzio per un uomo è devastante: sistematica la perdita di figli, casa, stipendio, automobile, ecc. Il divorzio e la separazione possono di conseguenza rappresentare per l’uomo un’esperienza soggettiva annientante dal punto di vista fisico e psichico.
Drammi familiari
Da anni i drammi familiari sono all’ordine del giorno, spesso tra coppie separate o all’inizio di una procedura di separazione e divorzio. Basta navigare in internet inserendo “ dramma familiare marito moglie” nel motore di ricerca, oppure visitare il link http://www.papagenonews. ch/index.php/male-del-minore/ stampa-e-media/papageno-legge/80drammi-familiari.html nel nostro sito per accertarsi di questa triste realtà, che miete vittime tra i mariti, i figli e le mogli. Di recente pure in Svizzera simili drammi a ripetizione: compagne o mogli che accoltellano il compagno o il marito, e viceversa.
Riflessioni del Tribunale di Appello ticinese
Nel rendiconto del 2002 delle attività della prima Camera civile del Tribunale di Appello di Lugano, i giudici già a quel tempo accertavano che “… non si deve dimenticare che dietro gli incarti ci sono le persone” e che “I giudici devono anche affrontare il fenomeno delle aumentate dimensioni fisiche degli incarti, in particolare quelli di divorzio. (…) Una causa giudiziaria, infatti, può avere conseguenze incalcolabili sulle persone coinvolte, anche a livello di salute fisica e psichica; talvolta purtroppo, uccide. Non si possono prevedere le reazioni delle persone esasperate da anni di guerra giudiziaria.”
Vi sono delle soluzioni?
La Camera affermava inoltre che “al riguardo è preoccupante constatare l’aggressività e l’intolleranza che si manifesta nelle aule dei tribunali e negli scritti giudiziari, per vertenze che potrebbero essere risolte con un minimo di buon senso e di negoziazione. Per sgravare i tribunali, lo Stato dovrebbe incoraggiare l’estensione dei modi alternativi di risoluzione delle vertenze (conciliazione o mediazione), a vantaggio della civile convivenza e di una maggiore responsabilità del cittadino”. Proposte illusorie che in concreto non raggiungeranno mai lo scopo. Infatti il diritto di famiglia e del divorzio, come pure le prassi giuridiche di giudici cantonali e federali, contengono norme e regole sbilanciate a favore di una delle parti. Esse fomentano la lite e non permettono la risoluzione delle vertenze. Queste norme e regole continueranno a creare vincenti/ perdenti, a prescindere. Se non muteranno significativamente per acconsentire ad un trattamento paritario tra i due genitori separandi/divorziandi, i problemi suesposti non si risolveranno mai. Tutto continuerà come ora. Anzi, le vittime delle separazioni e dei divorzi aumenteranno esponenzialmente. È un problema politico e sociale che va affrontato con urgenza. Esso non è delegabile al libero apprezzamento di pochi giudici che decidono le regole da applicare nei cantoni risp. in Svizzera. I cittadini e la politica devono riprendere in mano “ le regole del gioco”, per evitare altri inutili spargimenti di sangue.
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