Svizzera This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.

Membri dell'ARP2, perché non volete garantire il bene della bambina? (parte 7) Lettera inviata al Consiglio di Stato e al Gran Consiglio

teobimbaspallaprotezioneminorich

 Lettera inviata al CdS e al GC : Pagina 1  Pagina 2  Pagina 3 

Da: Mattino della Domenica, rubrica "Papageno: in nome dei figli e dei futuri padri", 24.7.16 pag 25

Membri dell'ARP2, perché non volete garantire il bene della bambina? (parte 7) Lettera inviata al Consiglio di Stato e al Gran Consiglio

 

Questo caso dimostra come nel nostro Cantone sia facile per una madre escludere il padre dalla vita dei figli e come rimanga inattiva la sola autorità competente per impedirlo: l’autorità regionale di protezione dei minori (ARP). Anzi, invece di tutelare la re­lazione della bambina con il papà, dopo che l’ha accudita per 4 anni mentre la madre studiava, l’ARP2 da due anni e mezzo le sta impedendo d’incontrare liberamente il proprio papà. Un intervento incisivo si im­pone con urgenza. Ecco perché.

Necessità dell’ascolto del minore

L’ARP 2 sembra voler ignorare la Sentenza TF 5A_354/2015 del Tribu­nale Federale (TF) che prevede che la minore deve essere sentita e devono esserle poste tutte le domande rile­vanti per il procedimento in corso. Se­condo le linee direttive del TF l’audizione avviene dai 6 anni di età e non necessita la capacità di discer­nimento della minore. Nel caso con­creto non emerge da nessuna parte che la minore sia stata ascoltata in merito al suo effettivo luogo di vita, in parti­colare sui trasferimenti che la madre le sta imponendo in un solo anno, prima a Cadenazzo e ora a Dietikon, nonostante ciò rappresenti per la bam­bina un cambiamento essenziale della sua vita. Il TF, in caso di trasferimento di domicilio, ritiene infatti che il mi­nore debba essere ascoltato su tutti gli elementi pertinenti relativi alla proce­dura, in particolare sulla relazione con i suoi genitori e la questione del suo luogo di vita.

L’ARP deve agire d’ufficio per proteggere la figlia

Allorquando il genitore detentore dell’autorità parentale esclusiva (soli­tamente attribuita alla madre) con il proprio comportamento non salva­guarda il bene del minore, la Sentenza 5A_465/2012 del TF stabilisce che il giudice o l’ARP deve ascoltare il mi­nore e valutare l’agire della madre. Deve di conseguenza prendere d’uf­ficio, indipendentemente dalle richie­ste delle parti, le misure che tutelino gli interessi della bambina rispetto alle azioni intraprese dalla madre che hanno importanti ripercussioni sulla vita della minore.

La madre sta sradicando la bambina nell’indifferenza dell’ARP2

Dopo già due trasferimenti in due di­versi comuni del Cantone (da Melano a Maroggia e poi a Cadenazzo), allon­tanando vieppiù la figlia dal padre, è emerso casualmente, un ulteriore tra­sferimento che la madre sta mettendo in atto unilateralmente, in barba al di­ritto di informazione e in violazione degli art. 274, 275 e 301a del Codice civile svizzero che prevedono che “Padre e madre devono astenersi da tutto ciò che alteri i rapporti del figlio con l'altro genitore”, “I genitori senza autorità parentale devono essere in­formati sugli avvenimenti particolari sopraggiunti nella vita del figlio e de­vono essere sentiti prima di decisioni importanti per lo sviluppo del figlio” e che “Il genitore che detiene l'auto­rità parentale esclusiva informa tem­pestivamente l'altro genitore se intende modificare il luogo di dimora del figlio.” È stato infatti il Punto d’Incontro ad aver informato per iscritto l’ARP2 che in occasione di un incontro col papà “ la bambina ha an­nunciato al padre che si sarebbe tra­sferita a Dietikon (…) la bambina ha vissuto un momento di disagio, ha verbalizzato che non vuole essere lontana da lui, l'ha abbracciato ed è stato difficile il distacco. Uscendo dal centro d’incontro la bambina ha detto alla madre che non vuole più andare a Dietikon perché non potrà vedere il padre.” Ciò non bastasse, questa settimana il padre e l’operatrice del Punto d’incontro hanno atteso come consuetudine la madre con la bambina per il diritto di visita, invano in quanto lei non si è presentata.

L’ARP2 chiede alla madre di esprimersi…ma ignora la bambina in pena!

Dopo 24 giorni dall’istanza urgente del padre, l’ARP2 l’ha informato con uno scritto datato 4 luglio 2016 (il no­stro ultimo articolo Parte 6 è stato pubblicato il 3 luglio) che trasmette l’istanza del padre alla madre affinché lei possa esprimersi a riguardo. Ma come, l’ARP2 ascolta la madre e non la figlia, indifesa, che verrà trasferita contro la sua volontà in un altro Can­tone, oltre le Alpi, con una lingua e in un ambiente sociale a lei sconosciuti? Ad oggi non risulta che l’ARP2 abbia deciso di sentire la bambina.

Il bene dei figli e l’applicazione del diritto in Ticino

Quanto precede dimostra che l’ARP2 sta violando i Diritti fondamentali sanciti dagli art. 9 e 11 della Costitu­zione svizzera e dall’art. 133 del CCS che prevedono che “Ognuno ha diritto d'essere trattato senza arbitrio e se­condo il principio della buona fede da parte degli organi dello Stato”, “I fan­ciulli e gli adolescenti hanno diritto a particolare protezione della loro inco­lumità e del loro sviluppo” e che “Il giudice tiene conto di tutte le circo­stanze importanti per il bene del fi­glio”.

Dimostra altresì quanto il diritto di famiglia e di protezione dei minori sia carente nel nostro Cantone, gestito di frequente in modo arbitrario e a danno dei minori, prevalentemente nell’interesse dei genitori affidatari, ancor di più se detengono l’autorità parentale esclusiva sui figli. Recente­mente, i giudici federali hanno senten­ziato che “non è nell'interesse della bambina trasferirla bruscamente in un ambiente che non conosce e iscriverla in una scuola di cui non parla la lingua” (Sentenza TF 5A_945/2015 del 7.7.2016). ARP2 e Ispettorato di vigilanza della camera di protezione, non è ora d’iniziare ad applicare il diritto nell’interesse del minore? Per il bene dei bambini, bi­sogna reagire alla mancata applica­zione e “all’abuso dell’uso” del diritto da parte di alcune ARP ticinesi! Il no­stro Movimento ha inviato a tal fine una lettera al Consiglio di Stato e al Gran Consiglio affinché intervengano con urgenza a tutela del bene dei no­stri figli, i cui diritti fondamentali non sempre vengono rispettati dall’Auto­rità di protezione ticinese. (Per leg­gere i 6 precedenti articoli e la lettera al CdS e al GC inserire il codice xyz24 nella rubrica “cerca” del sito papagenonews.ch)

 Lettera inviata al CdS e al GC : Pagina 1  Pagina 2  Pagina 3 

CONTATTO: ; MOVIMENTO PAPAGENO, CP 1827, 6830 CHIASSO, CCP 65-103037-1

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

Comments

Newspaper

Movimento Papageno examines the legal and social impact of separation and divorce, with particular attention to the well-being of minors and shared parental responsibility.

We provide documentation and analysis to support informed decisions and balanced public discussion in Ticino and Switzerland.

Subscribe to receive updates.

A warned man is half saved

Best interests of minors

Harm to minors

Latest Posts