Da: Il Mattino della Domenica, 27.2.11 pag 8, rubrica "Papageno: in nome dei padri" (pagina Mattino in pdf)
Ci stiamo lasciando trasformare in puri spettatori del mondo,testimoni passivi degli accadimenti, sempre più indifferenti,rassegnati, con qualche sussulto quando la cosa tocca proprio a noi. Èquesto che vogliamo?
Di recente, la sentenza d’un giudice romando che aveva impostoad una madre del Canton Vaud di restare in prossimità del padre per ilbene dei figli, è stata annullata da un giudice ticinese e la madre si ètrasferita coi figli in Ticino. A conti fatti, nessun giudice puòimporre una simile limitazione alla libertà della madre, nemmeno sequesta comporta il radicale allontanamento dei figli dal padre, losradicamento dalla terra natia, da amici e parenti, sofferenze immediatee future. La madre rimane libera di fare la madre dove, come e con chipiù le piace. Al padre capita tutt’altro. A lui viene invece imposto unben preciso e determinato modo di fare il padre. Vale a dire, occuparsidei figli versando alimenti per loro (ma in mano alla madre), esercitaredue “diritti di visita” al mese, e perché separato dalla madre,diventare un padre manchevole, un “genitore trascurante”.
Vi sono padri che assumono di buon grado questo destino, altriche si “rassegnano” scontrandosi contro il muro di gomma della Legge;ma ve ne sono altri, e sono sempre di più, che ne soffrono, molto, eanche se la lotta è impari combattono. Pure crescente ci risulta ilnumero dei padri che, impossibilitati a vivere il proprio ruoloeducativo e genitoriale, per la distanza geografica e/o la personalesituazione di indigenza, volendo fare il padre con un minimo di dignità,si vedono costretti a porre al giudice ed alla madre un autaut: “O midate modo di fare il padre-genitore per davvero, con dignità, oppureniente, non assumerò questo caricaturale ruolo che mi prescriveted’assumere!”. Come non comprenderli? Chiedono di poter essere altro che“padre trascurante”, “padre bancomat”, “padre ad ore”; chiedono di poteressere trattati e considerati quali genitori non meno importanti dellemadri: è condannabile questa richiesta? Incomprensibile? Malgradoevidenze scientifiche inoppugnabili che evidenziano la fondamentalità e ivantaggi di una concreta bigenitorialità, in Svizzera il tempo che -annualmente - il genitore escluso trascorre con la prole non supera lamedia del 20%, con valori medi assai inferiori per i bambini sotto i 12anni, fino a casi limite sotto l’1%. Ma chi, fra i professionisticoinvolti, ha letto questi studi (Gradner, G.Gullotta, I.Buzzi,A.Sarkadi, R.Kristiansson, F.Oberklaid, Solint, J.Rembard, W.Fabricius,J. Hall) e ne ha tratto le dovute conclusioni? Pochi, possiamoaffermare, dato che l’impostazione prevalente è ancora oggi quelladell’affido ad un genitore (la madre) accompagnata dalla esclusione“standard” dell’altro (il padre). Al di là di frasi fatte e luoghicomuni del tipo “è bello avere due genitori” oppure “i piccoli nomadi”,esiste un’evidenza scientifica dei benefici apportati ai figli dallabigenitorialità ed è dimostrato il danno della monogenitorialità, lanocività della prassi “standard” del tempo di coabitazione con ungenitore escluso.
Ci vengono in aiuto numerosi studi al riguardo, in manieraspecifica un articolo fondamentale pubblicato su una delle rivistepediatriche mondiali più importanti: Acta pediatrica 2008; 97 (2):153-8. In questo articolo, pediatri ed epidemiologi, hanno verificatol’importanza del coinvolgimento paterno, concettualizzato come tempo dicoabitazione, impegno e responsabilità, evidenziando le molteplicipositive influenze sullo sviluppo della prole del coinvolgimento diambedue i genitori. Infatti, pare che il danno della monogenitorialitàcolpisca in analoga maniera la prole privata della madre. La conclusionedi questi ed altri studiosi è stato un appello alle autorità competentiaffinché ampliino i diritti di visita del genitore escluso. Diversistudiosi francesi hanno potuto dimostrare i benefici del cosiddettoaffido paritetico: l’esperienza secolare della Francia, non lasciadubbi, l’affido paritetico è assolutamente positivo, consente dieliminare i contenziosi di mantenimento, diritti di visita, alienazionegenitoriale, coinvolgendo ambedue i genitori equamente (Solint, Jacuin,Fabre). Lo stesso hanno potuto verificare studi svolti successivamentenei paesi anglosassoni (M.K.Pruett, R.Ebling, G.M.Insabella): lastabilità degli affetti e dei sentimenti è più importante dellastabilità del domicilio, in modo particolare in situazioni a rischio.Presso l’Università dell’Arizona, il prof. W.Fabricius, a 800 studentifigli di separati, ha sottoposto un questionario: scopo quello diappurare a posteriori quale fosse ritenuto dovessero essere i tempi dicoabitazione presso i genitori. Come risposta di gran lunga prevalente, risultò “Tempiparitetici” (Family and Conciliation Courts Review 2000, 38(4), 446-61).
Vorrei concludere citando lo psicologo Henry Biller, che da oltretrent'anni si occupa di paternità: "… è sempre maggiore ilnumero dei bambini che crescono con la metà di ciò di cui hanno bisogno.E' probabile che essi saranno solo la metà di ciò che dovrebberoessere".
Roberto Flamminii, Educatore SUPSI, Ospite della rubrica "Papageno: in nome dei padri"


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