Da: CdT, 12.2.13 pag 7
LPP
La revisione non soddisfa
Alla destra ed all'economia non piace la tutela più estesa dei divorziati
■ La revisione della legge sulla previdenza professionale (LPP) proposta dal Consiglio federale non soddisfa la destra e le associazioni economiche.
La revisione vuole tutelare meglio ex coniugi e figli dopo un divorzio: le autorità di riscossione in futuro potranno segnalare alle casse pensioni e agli istituti di libero passaggio le persone che non rispettano l'obbligo di versare gli alimenti. A loro volta casse e istituti saranno tenuti ad avvertire le autorità nel momento in cui le persone dovessero chiedere di ritirare il loro capitale. Ciò renderebbe possibile decurtare la parte spettante ai figli. Attualmente l'autorità di riscossione non riesce quasi mai a recuperare le somme dovute.
Per l'Associazione svizzera delle istituzioni di previdenza la revisione è inappropriata: le casse sarebbero investite di compiti che non spettano loro; inoltre le misure proposte comporterebbero costi amministrativi supplementari. Sorgerebbero poi anche problemi di carattere giuridico in caso di non corretta trasmissione delle informazioni.
Queste critiche sono condivise anche dall'Unione svizzera degli imprenditori e dall'UDC. Inoltre rilevano che si crea una disparità di trattamento verso i liberi professionisti, non toccati dalla misura poiché versano i loro contributi nel fondo del terzo pilastro.
Il progetto viene invece ben accolto da PPD, PS, sindacati e Conferenza svizzera delle istituzioni dell'azione sociale, che ritengono la misura un mezzo per aiutare le famiglie monoparentali, le più toccate dalla povertà. La Federazione svizzera delle famiglie monoparentali vorrebbe una regolamentazione simile per il terzo pilastro.
La revisione riguarda anche il sistema di libero passaggio: in futuro la cassa pensione non dovrà più versare la prestazione di uscita minima all'assicurato qualora questo abbia scelto una strategia di investimento individuale per la parte sovra-obbligatoria. Si vuole così evitare che qualora vi sia stata una perdita a causa di investimenti troppo rischiosi sia la cassa, e quindi tutti gli assicurati, a farne le spese.


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