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Se non riavrò il mio Alex mi incatenerò!”

Da: Il Caffé, 22.07.2007, pagina 7

 

Il dramma della mamma nipote di Giovanni Guareschi
“Se non riavrò il mio Alex mi incatenerò!”


LUGANO -
Nella sua casa di Cademario, la villa dove soggiornò anche suo nonno, lo scrittore Giovannino Guareschi, famoso per la saga di don Camillo e Peppone, gira e rigira in mano una foto di Alessandro (3 anni), la sua voce è rotta dalla stanchezza, da mesi di accuse infamanti, incontri sorvegliati, battaglie legali tra una madre svizzera e un padre italiano: “Questo incubo va avanti da un anno. Ora il tribunale di Bologna ha deciso che mio figlio non lo vedo più. Mi accusano di maltrattamenti, senza produrre prove e negano al mio avvocato l’accesso alle carte. Anche Berna fa pressioni su Roma, ma non si muove nulla”.
È disperata Giovanna Guareschi. Docente di inglese a Lugano, da un anno si batte per riavere suo figlio, affidatole dalle autorità svizzere: “Sono pronta a tutto. Anche incatenarmi davanti al tribunale”.

Una storia di sofferenza, di una coppia non sposata, un
padre , una madre e il loro figlio Alex, affidato alla madre e cresciuto denunce incrociate: tutto inizia l’11 giugno dello scorso anno con un colpo di scena. Approfittando di un diritto di visita in Italia, il padre trattiene Alex a Parma, accusa la madre di maltrattamento, e il Tribunale dei minori di Bologna apre un’inchiesta. Graffi ed ematomi sul bimbo erano già stati vagliati e archiviati sia dal magistrato ticinese Luca Maghetti, sia dall’Ufficio federale di giustizia, sia dalla commissione tutoria di Agno. Tutta documentazione fornita ai giudici di Bologna che stanno indagando di nuovo sulle stesse accuse. Una vicenda che peggiora di mese in mese. Dopo un anno di visite sorvegliate, vengono sospese del tutto da metà giugno. “Nell’ultimo anno ho visto mio figlio per circa 22 ore”, dice Guareschi che si sente trattata peggio di una criminale: “Nemmeno la Franzoni, nemmeno le madri drogate sono private del legame con i figli” conclude la madre, che promette battaglia.

s.c.





Da un mese l’Italia le impedisce di incontrare il figlio

 

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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