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Arrestato l'avv e granconsigliere Yasar Ravi. Giar non convalida arresti ordinati dal pp Garzoni.

Da: La regione, 6.12.08 pag 3

<>Scarcerati Yasar Ravi e il commercialista
 Il Giar non convalida gli arresti ordinati dal pp Garzoni. Le indagini continuano ma diverse accuse sono cadute

  Yasar Ravi è stato scarcera­to. Ieri il Giar Edy Meli non ha confermato l'arresto dell'avvo­cato luganese nonché grancon­sigliere Ppd ordinato dal procu­ratore pubblico Arturo Garzo­ni che al 39enne contesta alcu­ni reati, tra cui la falsità in do­cumenti, in relazione alla com­pravendita di una villa di Ca­stagnola. Reati che avrebbe commesso in veste di legale e in correità con una sua cliente e un commercialista luganese, fi­nito pure lui in un primo tempo dietro le sbarre.
  Il provvedimento per Ravi era stato disposto da Garzoni giovedì al termine dell'inter­rogatorio dell'avvocato e de­putato negli uffici di Bellinzo­na del Ministero pubblico. Il giorno dopo nel pomeriggio l'udienza - una lunga e accesa udienza - davanti al Giudice dell'istruzione e dell'arresto che come detto non ha convali­dato la misura restrittiva. Di­feso dall'avvocato John Nose­da, Ravi, che si era detto e si dice estraneo ai fatti, ha così potuto lasciare in serata, in­torno alle 21, il carcere giudi- ziario della Farera dove si è svolta l'udienza. Durante la quale il procuratore pubblico ha rivisto le accuse prospetta­te giovedì al granconsigliere: sono saltate quelle di istiga­zione alla falsa testimonianza, di sviamento della giustizia e di favoreggiamento mentre sono state mantenute quelle di falsità in documenti e di con­seguimento fraudolento di una falsa attestazione. Ma ieri il Giar non ha confermato nep­pure l'arresto che Garzoni ave­va ordinato per il commerciali­sta. Anch'egli - patrocinato dall'avvocato Filippo Ferrari - si era dichiarato e si dichiara estraneo ai fatti. Fra i reati che gli erano stati addebitati la truffa: nel corso dell'udienza il pp ha però riconosciuto che questa ipotesi di reato non è so­stenibile così come quella di fa­voreggiamento.
  Ravi e commercialista resta­no indagati ma la loro posizio­ne si è ridimensionata. Soprat­tutto sono stati scarcerati. « La decisione del Giar corrisponde completamente alle mie aspetta­tive » , commenta soddisfatto il
 difensore di Ravi, l'avvocato Noseda.
  La villa di Castagnola

  L'inchiesta sarebbe stata in­nescata qualche anno fa da un esposto dell'ex marito, cittadino britannico, della donna già pro­prietaria dell'immobile di Ca­stagnola. A carico della quale, una 45enne originaria del can­ton Zurigo professionalmente attiva nel commercio con l'este­ro, la Procura, eseguiti i primi accertamenti, aveva aperto un procedimento per truffa, ammi­nistrazione infedele e consegui­mento fraudolento di una falsa attestazione. Difensore dell'in­dagata l'avvocato Ravi.
  Al centro della storia c'è la vil­la di Castagnola, che la 45enne aveva ceduto a un facoltoso in­glese, il quale nei mesi scorsi l'ha venduta a terzi. Il prezzo in­dicato nel rogito, allestito nel maggio 2005 da un notaio luga­nese (non era Ravi), era di 6,5 milioni di franchi. Stando alle indagini il vero prezzo pattuito dalle parti sarebbe stato però di almeno 9 milioni, dei quali 2,5 versati separatamente per l'ac­quisto dei mobili. All'ex marito la donna avrebbe sottaciuto il fatto di aver intascato i 2 milioni e mezzo: ciò per non ripartire la somma con il coniuge come in­vece tra loro precedentemente concordato nella convenzione di divorzio riguardo a un'eventua­le eccedenza sul prezzo di vendi­ta della casa. La donna avrebbe quindi incassato sia l'importo dichiarato nel rogito (6,5 milio­ni), inferiore tuttavia a quello ef­fettivamente stabilito con l'ac­quirente dell'immobile, sia, se­paratamente, i 2,5 milioni. Som­ma quest'ultima pagatale in base a un contratto per la cessio­ne dei mobili, operazione che non necessita di un atto pubbli­co come è il rogito. Due milioni e mezzo: un importo ritenuto da­gli inquirenti spropositato ri­spetto al valore reale del mobi­lio. Un contratto falso, insom­ma. Il sovrapprezzo dei mobili avrebbe costituito il nero della compravendita della villa. Per l'accusa, Ravi avrebbe parteci­pato a tutta l'operazione. Circo­stanza che l'avvocato e deputato nega. A.MA./L.B.
 




TI- PRESS
 Yasar Ravi
 

Da: La Regione, 5.12.2008 pag 3

Arrestato l'avvocato e granconsigliere Yasar Ravi
 A monte la vendita in nero di una villa. Fermato anche un commercialista luganese


  Gli inquirenti gli contestano reati in ambito immobiliare: reati che sarebbe­ro stati da lui commessi, in veste di av­vocato, in correità con una sua cliente e un commercialista. In ballo ci sarebbe la compravendita di una villa nel Luga­nese, che era di proprietà della sua cliente, e una falsa indicazione di prez­zo nel rogito. Lui è l'avvocato e deputa­to Ppd al Gran Consiglio Yasar Ravi: è stato fermato ieri in serata. Lo ha reso noto "il Quotidiano" della Tsi. Il fermo è stato disposto dal procuratore pubbli­co Arturo Garzoni al termine dell'in­terrogatorio condotto negli uffici bel­linzonesi del Ministero pubblico. Sul provvedimento si pronuncerà oggi il Giar. alla fine dell'udienza deciderà se convalidare la misura restrittiva tra­mutandola quindi in arresto oppure se rimettere in libertà il legale luganese. Ma il 39enne granconsigliere non è l'unica persona ad essere stata ferma­ta. Il medesimo provvedimento è scat­tato nei confronti del commercialista, un professionista di Lugano.
  Sullo sfondo dell'inchiesta ci sareb­be una vendita in nero di una villa. Sul rogito sarebbe stato indicato un prezzo inferiore a quello reale. Stando a "Tici­nonews", a innescare l'inchiesta è stata la denuncia sporta dall'ex marito della proprietaria della villa e cliente di Ravi: l'uomo non avrebbe ottenuto il tornaconto pattuito dalla vendita del­l'immobile da parte della moglie.
  Difeso dall'avvocato John Noseda, Ravi si dice estraneo ai fatti. All'allesti­mento del rogito, afferma da noi inter­pellato Noseda, « il mio assistito non ha minimamente partecipato. Sono convin­to che le accuse contro l'avvocato Ravi sono prive di qualsiasi fondamento ». Di origine aramaica, Yasar Ravi, 39 anni, abita nel Luganese. Dal 2003 siede in Gran Consiglio tra le fila, prima, di Generazione giovani, poi del Ppd. Nel 1994 la laurea in diritto all'Università di Friborgo. Due anni dopo il "Master of law" a Tübingen, in Germania. Nel 2000 si mette in proprio. Diversi i casi di cui si è occupato come avvocato. Di recente ha assunto la difesa di uno de­gli aggressori di Damiano Tamagni. « Aspettate a dare giudizi, non si può mettere in croce una persona », sostiene la sorella di Ravi, da noi raggiunta ieri sera telefonicamente: « Per noi è stata una vera e propria doccia fredda: no­stro fratello è innocente e lo dimostrerà subito. Ci hanno chiamato tantissime persone per manifestarci solidarietà e indignazione per quanto è successo. Ya­sar è una brava persona e non merita di subire questa gogna mediatica ». La sorella incalza: « È una vergogna: il Mi­nistero pubblico con questo arresto as­surdo vuole soltanto farsi pubblicità. Presto tutto sarà finito e allora faremo una conferenza stampa nella quale stigmatizzeremo il comportamento del­la magistratura ». La Procura dovreb­be tuttavia avere in mano elementi piuttosto solidi se ha ordinato l'arre­sto, o meglio gli arresti.
  Sbigottimento. È il sentimento che prevale a caldo nel mondo politico subi­to dopo la notizia del fermo del deputa­to cantonale Yasar Ravi. « È un momen­to molto delicato e difficile per le istitu­zioni »: Norman Gobbi, presidente del Gran Consiglio, commenta così quella che certo, comunque vada, non può es­sere considerata una bella notizia. Gob­bi ovviamente non intende entrare nel merito della vicenda, anche perché uffi­cialmente non se ne sa molto. « Se le im­putazioni riferite dai media dovessero trovare conferma, saremmo di fronte a un fatto molto grave », aggiunge il presi­dente del legislativo cantonale. RED.
 




TI- PRESS ARCHIVIO
 Il deputato in quota Ppd

 

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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