Da: www.caffe.ch, 21.12.2008
di Mauro Giacometti
Centomila franchi per spese legali sostenute e danni patrimoniali subiti, più un franco, simbolico, per torto morale. La dottoressa Laura Tiziana Armani, il medico luganese che nella primavera del 2005 cambiò sesso e fu sospesa dall'esercizio della sua professione, presenta il conto al governo. Dopo quasi tre anni di sospensione, decisa dal Consiglio di Stato, ma revocata nel dicembre del 2007 dal Tribunale cantonale amministrativo (Tram), ora pretende un risarcimento: "La mia è stata una battaglia personale, ma anche di principio, contro la discriminazione e l'illegalità di una decisione presa nei miei confronti in buona parte solo per aver seguito la mia natura, essere donna - spiega la dottoressa -. Ho dovuto cedere uno studio medico ben avviato, lavorare fuori cantone e all'estero, sostenere spese legali per difendermi. Il minimo che possa fare adesso è farmi ripagare da chi ha sbagliato", dice.
Nella richiesta di risarcimento inviata al governo si fa riferimento alla sentenza del Tribunale amministrativo. Nel caso Armani, parla di "esercizio abusivo del potere d'apprezzamento e violazione del diritto" da parte dello Stato. Il dottor Dominique Striebel nell'aprile del 2005 fu sospeso, su indicazione dell'allora medico cantonale, Ignazio Cassis. Dominque Striebel, basilese d'origine ma in Ticino da una decina d'anni, decise di uscire allo scoperto e ‘rivivere' come donna, affrontando anche operazioni chirurgiche e terapie ormonali. Ma questo cambiamento, secondo il medico cantonale e il consiglio di Stato, non si conciliava con il libero esercizio della professione medica. Nel marzo e nel settembre del 2007, dopo una serie di perizie affidate a psichiatri e controperizie di parte, il consiglio di Stato ribadisce la sospensione del dottor Striebel, diventato nel frattempo a tutti gli effetti Laura Armani. Ma il 13 dicembre dello stesso anno il Tram sconfessa il governo, restituendo la possibilità di esercitare alla dottoressa Laura Armani.
Dallo scorso gennaio, cresciuta in giudicato la sentenza del Tram, la dottoressa Armani ha aperto il suo nuovo studio medico a Caslano. E presentando il conto per i tre anni in cui non ha potuto lavorare, si dimostra comunque conciliante. Tramite il suo legale propone infatti al governo un incontro per una possibile quanto auspicata soluzione di natura extragiudiziaria.


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