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‘Il coprifuoco? Una misura del passato'

Da: La regione 14.11.08 pag 3


Il presidente della Conferenza cantonale dei genitori: bene ha fatto il governo a respingere quella proposta L'associazione festeggia i dieci anni. Patrizia Pesenti: non demonizziamo i giovani, puntiamo sul dialogo


« Non mi stupisce affatto che il governo si sia espresso negativa­mente sulla proposta di introdur­re in Ticino il coprifuoco per i mi­norenni ». Il presidente della Conferenza cantonale dei geni­tori (ieri in assemblea) Matteo Ferrari non è sorpreso dalla re­cente decisione del Consiglio di Stato di silurare una delle misu­re, tra quelle più radicali, sugge­rite dal ‘Gruppo operativo giova­ni, violenza e educazione' coor­dinato dal procuratore pubblico Antonio Perugini. « Una propo­sta provocatoria, una misura re­strittiva - riprende Ferrari - che appartiene al nostro passato e ol­tretutto di difficile attuazione per gli organi di polizia. Se applica­ta, una norma di questo tipo avrebbe creato soltanto tensioni fra le famiglie e le istituzioni. Il no del governo è dunque più che giustificato ».
E proprio in questo contesto si inserisce il ruolo dei genitori. « Il loro compito è quello di prepa­rare il figlio a vivere fuori dalla casa e quindi confrontarsi con le cosiddette ‘zone di conflitto': per acquisire capacità di parlarne e naturalmente esperienza », os­serva il presidente della Confe­renza. Aggiunge Ferrari: « Si tratta di una misura, il coprifuo­co, che toglie agli adulti la re­sponsabilità di comportamento di fronte agli atteggiamenti dei minorenni ».
Quanto al giro di vite caldeg­giato dal gruppo Perugini nella lotta all'abuso di alcool, Ferrari non ha dubbi: « Oggi la situazio­ne è abbastanza critica, anche se mi sembra ci sia maggior sensi­bilizzazione rispetto al passato, quando il fenomeno era stato mi­nimizzato. È fondamentale che i ragazzi imparino a confrontarsi con gli altri e con i prodotti di consumo ».
Essere genitori: il mestiere più difficile del mondo, si dice e si ripete. Lo è sempre stato e for­se oggi lo è di più, visto il cre­scente e preoccupante disagio che affligge la gioventù.
Le notizie di risse, di ragazzi e/o ragazze in preda ai fumi del­l'alcool o dipendenti dalla droga non si contano e anche nella Svizzera italiana il fenomeno ha già lasciato sul campo alcune vittime. E allora diventa fonda­mentale il ruolo degli adulti - un concetto peraltro vecchio ma sempre d'attualità - ai quali vanno forniti gli strumenti mi­gliori per far fronte all'emer­genza. In questo senso la Confe­renza cantonale dei genitori (Ccg) - che con l'assemblea di ieri ha pure celebrato i suoi die­ci anni di vita - vuol tenere alta la guardia perché la formazione di adulti-genitori, ha osservato Ferrari, « garantisce a chi la se­gue di essere accompagnato e so­stenuto da un docente con compe­tenze specifiche ».
Pesenti: ‘Nessuno abdichi'

Intervenendo all'assemblea della Ccg, la consigliera di Stato
Patrizia Pesenti
ha posto l'ac­cento sui ruoli: « La famiglia e la scuola non possono abdicare al proprio status educativo, cosa che la società moderna spinge forse a fare. Un esempio: i telefo­nini ai ragazzi li comperiamo noi. Quando poi ne fanno usi im­propri, la responsabilità cade an­che su di noi che non siamo stati capaci di trasmettere un concetto, un comportamento, un valore».
Genitori, insomma, nel miri­no.
«Con i giovani va affrontato un lavoro di dialogo, di comuni­cazione e di promozione della re­ciproca fiducia ». La direttrice del Dipartimento sanità e socia­lità chiede di non demonizzarli: «Mi dà fastidio che guardi a loro con sospetto se non con paura. Giovane uguale violento. Non è così e ci sono studi che lo dimo­strano ». M.A.







Non lasciamoli soli
TI- PRESS
Matteo Ferrari

 Progetti e idee della Ccg
Educazione rende forti
- Questa è l'azione lanciata dalla Con­ferenza Cantonale dei genitori, riunitasi ieri in assemblea nel­l'Aula Magna della scuola di Commercio di Bellinzona. Com­prende una serie di serate informative e formative. Nel prossi­mo anno ne sono previste 14.
Modulo Fsfg- Ffa1 - Si tratta di un Modulo di formazione al quale partecipano formatori che operano in contesti genito­riali. Lo scopo è quello di formare persone interessate a colla­borare, nella Svizzera italiana, con associazioni, assemblee genitori e gruppi di interesse educativo e sociale, per intensi­ficare il panorama della formazione. È a cura di Labor Tran­sfer e diretto da Giorgio Comi. Che spiega: « Parlare e scrivere oggi di famiglia significa confrontarci in primis con il signifi­cato culturale e sociale di questo termine » . Il modulo Fsfg- Ffa 1 prende avvio in dicembre e si sviluppa su tutto l'arco del pros­simo anno.
L'appoggio ‘centrale'- Nel suo intervento il presidente della Federazione svizzera per la formazione dei genitori, alla quale è affiliata la Ccg, Andy Tschümperlin, ha affermato che «la for­mazione dei genitori si confronta pure con le condizioni quadro politiche e sociali che condizionano l'essere genitori. Il nostro pae­se ha bisogno della Fsfg affinché questo ruolo, quello dei genitori, continui ad essere svolto da persone preparate».
Nuovo filone - La formazione dei genitori, ha detto dal canto suo Margherita Fraschini Pecorari (responsabile per la forma­zione continua ‘Fsea'), ‘ è un nuovo filone perché gli adulti hanno da una parte percorsi personali e professionali diversi ma hanno bisogni e interessi simili legati appunto al ruolo di genitore».

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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