«Si vogliono creare dei casi sociali»
LORENZO QUADRI
Per il segretario AGNA, l’ “ampliamento” che la
ministra della Giustizia vuole apportare al progetto di riforma
sull’autorità parentale congiunta contraddice la Costituzione e la
Convenzione europea dei diritti dell’uomo
$imonetta sommaruga
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L'ultima mossa della Consigliera federale Simonetta Sommaruga non
è piaciuta per nulla all'Associazione genitori non affidatari (AGNA).
Accade infatti che la neo Ministra della Giustizia intenda "ampliare" il
progetto di riforma del Codice civile svizzero sull'autorità parentale
congiunta.
Il progetto prevede che quest'ultima sia la regola, anche se i genitori sono separati. Tuttavia, quando sembrava che la meta fosse vicina, ecco che Sommaruga scombina le carte in tavola. Il Dipartimento federale di Giustizia e polizia vuole infatti inserire nel messaggio sulla revisione del Codice civile, oltre all'autorità parentale congiunta, anche un'altra novità, che ha mandato su tutte le furie i genitori non affidatari. La novità riguarda l'obbligo di mantenimento. Semplificando la situazione: attualmente l'ex coniuge che lavora (in genere il padre) e deve versare gli alimenti all'altro, lo deve fare nella misura in cui il suo minimo vitale non ne viene intaccato. In sostanza, dopo il pagamento degli alimenti, l'ex marito non può ritrovarsi con meno del minimo vitale. Se questo non basta a coprire il fabbisogno anche dell'ex moglie che non lavora, è quest'ultima a dover fare capo a prestazioni assistenziali. Adesso, invece, il Dipartimento federale di giustizia e polizia propone che il debitore degli alimenti, qualora i suoi mezzi non bastassero a finanziare due economie domestiche, possa essere lasciato anche con meno del minimo vitale. Risultato: in assistenza rischiano di andare entrambi gli ex coniugi. Quindi due persone in assistenza invece di una.
– commenta l’avv.
, segretario AGNA -.
Una cosa è certa: l’ “ampliamento” del progetto sull’autorità
parentale congiunta, invece di avvicinare la soluzione, la allontana.
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