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Lui accudisce da 11 anni le 3 figlie. Madre chiede separazione -> Pretore Pedrotti: padre in strada!

Ad inizio maggio un nostro socio, del luganese, di 51 anni, padre di 3 figlie di 15, 11 e 8 anni che accudisce amorevolmente da 11 anni nelle vesti di "mammo casalingo", nel contempo commerciando part time in prodotti alimentari di propria produzione dall'estero (con un reddito di alcune centinaia di fr al mese), ha ricevuto la sentenza del Pretore di Lugano avv Matteo Pedrotti che gli intima di lasciare l'abitazione coniugale e le 3 figlie entro il 31 maggio 2009.

Il Pretore, lascia al padre 3 settimane e mezzo per trovarsi un'abitazione e poi 3 mesi per trovare un lavoro, dopo di cui, dal 1 settembre 2009, gli attribuisce un reddito ipotetico di 3'800 fr mensili, di cui circa 1'200 fr da versare alla madre come alimenti (senza assegni di famiglia che percepisce integralmente già direttamente la madre lavorando al 60%). Il fabbisogno minimo del padre è stato calcolato dal Pretore avv Matteo Pedrotti in 2'635.- fr mensili, così composto:

 1'100.- fr  minimo vitale
   333.- fr  cassa malati
 1'000.- fr  locazione
   100.- fr  spese accessorie
   100.- fr  trasporti
------------
2633.- fr

 Totale mensile

Al padre non vengono pertanto conteggiate le seguenti spese, a cui dovrà far fronte attingendo dal suo "minimo vitale" di 1'100.- fr:

- le tasse (cantonali, comunali, federali)

- le spese mediche (franchigia e partecipazione del 10%) e dentarie

- le assicurazioni obbligatorie (responsabilità civile, economia domestica)

- conguagli annuali spese accessorie

- le spese per accudire e mantenere le 3 figlie durante i diritti di visita e i periodi di vacanza assieme a loro

- le assicurazioni per una vettura, da utilizzare per le 3 figlie e la sua attività parziale di commerciante

ed altre spese ancora, non contemplate nel minimo vitale previsto della Legge sulle esecuzioni e fallimenti

Insomma, questo padre, dopo 20 anni di matrimonio, casalingo da 11 anni (ripartizione dei ruoli tra marito e moglie e tra padre e mamma, all'interno della famiglia), viene "buttato" in mezzo alla strada dal Giudice del divorzio avv Matteo Pedrotti, che scrive tra l'altro nella sentenza:

"questo giudice è cosciente della gravità di questa decisione. Al padre, che risulta oggi poco inserito nel tessuto sociale, senza lavoro e costrettoa trovarsi una nuova sistemazione, viene comunque ancora lasciato un termine di adattamento ragionevole sia per trovarsi un appartamento (ndr: 3 settimane e mezza), sia per organizzare il suo futuro (ndr: 3 mesi, giugno-luglio-agosto). È chiaro che, in questo progetto, andrà aiutato e sostenuto, non senza ribadire comunque che, agli interessi dei genitori,vanno comunque e sempre anteposti gli interessi delle minori che con questa decisione si intendono tutelare."

Questo padre, avendo già beneficiato delle indennità di disoccupazione, potrà unicamente annunciarsi allo sportello comunale per richiedere l'assistenza, contrariamente a quanto scritto nella sentenza dal pretore Pedrotti: "Quest'ultimo (ndr: il padre) potrà iscriversi in cerca d'impiego e beneficiare delle indennità di disoccupazione (art. 14 LADI). Con il consiglio e la consulenza dell'URC (ndr: Ufficio regionale di Collocamento) dovrà inoltre attivarsi per trovare un'attività lavorativa".

Facciamo ancora rilevare quanto scritto nell'ambito dell'ascolto delle figlie richiesto dal Pretore alla psicoterapeuta Maria Grazia Forni, la quale così si esprime:

- "Il marito non vorrebbe procedere in questa direzione (ndr: separazione della coppia), asserendo che la stessa è soprattutto un desiderio della moglie, che lui fatica a capire e condividere";

- "Permettendomi un commento, è ben possibile che la concretizzazione della separazione con modalità tradizionali, cioè con l'uscita di casa del marito, costituisca un passaggio delicato per il medesimo, il quale, non così inserito socialmente in quanto la sua attività lavorativa è altrove, potrebbe confrontarsi con una dimensione di solitudine relativamente nuova, come pure con la necessità di riorentarsi a più livelli. Questo passaggio può però anche costituire un'occasione, una sfida che gli porta nuovi stimoli."

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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