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La Giustizia in Ticino funziona. Lo sostiene il Consiglio della Magistratura nel rapporto annuale

Da: CdT 13.09.08 pag 9

La Giustizia in Ticino funziona
 Lo sostiene il Consiglio della Magistratura nel rapporto annuale


 Consultando i rendiconti annuali l'immagine che tali da­ti delineano - sostiene l' Organo - è sempre quella di una magistratura che riesce a fronteggiare, anche se talvol­ta con alcune difficoltà, il carico di lavoro che le incombe

 Più incarti per tutti i settori della Giustizia.
  Il Consiglio della Magi­stratura suggerisce prudenza nella lettura dei rendiconti: le cifre non sono in asso­luto indicative dell'impegno dei magistrati.
  (foto Nicola Demaldi)
  La Magistratura in Ticino fun­ziona e con lei anche la giustizia, nonostante i problemi quotidiani che incontra, con i carichi di lavo­ro in aumento, con le partenze che registra in alcuni settori. Certo, ci sono incarti, grossi incarti, che da anni aspettano una risposta, una chiusura con le relative decisioni del caso. Non di rado, però alcuni ritardi sono il frutto di un comples­so gioco delle parti, costellato di ri­corsi e di tutti quegli atti che la leg­ge consente di attuare alle parti coinvolte in un procedimento.
  Il bilancio complessivo, comun­que, resta positivo. Lo sostiene, nel rapporto annuale 2007, il Consi­glio della Magistratura del Canton Ticino (presidente:giudice Gio­vanna Roggero- Will), quell'orga­no cioè, cui è riservato il potere di­sci­plinare e di sorveglianza sui ma­gistrati e sulle altre persone che svolgono funzioni giudiziarie a tempo parziale. Tra i suoi compiti vi è quello di controllare il funzio­namento della giustizia.
  L'esame del funzionamento rela­tivo all'esercizio 2007 sulla base dei rendiconti annuali mostra, si legge, un risultato confortante. «L'immagine che tali dati delinea­no è sempre quella di una magi­­stratura che, nei suoi diversi ordi­ni, riesce a far fronte - anche se tal­volta con difficoltà - al carico che le incombe». Il Consiglio della Ma­gistratura suggerisce però pru­denza nella lettura dei rendicon­ti: le sole cifre, prese a sé stanti, non sono in assoluto indicative del­l'impegno e del lavoro dei magi­­strati, sottolinea.
  Il Consiglio della Magistratura passa in rassegna l'attività del Tri­bunale d' Appello, della sezione ci­vile e di diritti pubblico, del Tribu­nale penale cantonale, della Pre­tura penale, del GIAR (giudice del­­l'istruzione e dell'arresto), del Mi­nistero pubblico, del GIAP (giu­dice dell'applicazione della pena), del Tribunale delle espropriazio­ni, delle Preture e delle Giudica­ture di pace. L'organo di disciplina, al quale spet­ta pure l'adozione di sanzioni nei confronti di magistrati, spiega che nello scorso anno nessuna delle si­tuazioni verificate dal Consiglio della Magistratura ha evidenziato la necessità di adottare dei provve­dimenti. «Tuttavia - precisa - va os­servato che, se fino al 2006 la stra­grande maggioranza delle segna­lazioni si riduceva, nella loro so­stanza, a contestazioni del merito di sentenze emanate da magistra­ti dei diversi ordini, nell'anno ap­pena trascorso si è assistito ad una sensibile modifica nel senso che alcune fattispecie portate all'atten­zione del Consiglio riguardavano situazioni che si possono definire al limite dell'intervento disciplina­re e che, perciò, hanno richiesto una disamina estremamente at­tenta e sensibile alle sfumature. Va pure osservato che, rispetto al pas­sato, si è notato un aumento - an­c­he se timido e non ancora valuta­bile come tendenza - di segnala­zioni introdotte da avvocati ( in lo­ro nome o per conto di clienti).
  Il Consiglio, comunque, lo scorso anno ha aperto 43 incarti, una trentina dei quali trattavano que­stioni di natura disciplinare. Per quanto concerne la i07 sono stati aperti 1.213 incarti (a fronte dei 971 aperti nel 2006 ed ai 1.021 nel 2005)e ne ha evasi 1.541 (1.145 nel 2006 e 1.001 nel 2005). Nonostan­te il sensibile aumento delle en­trate (gli episodi di violenza o di microcriminalità non sono man­cati) , la Magistratura dei mino­renni è­riuscita a ridurre drastica­mente il numero degli incarti pen­denti, che è passato dai 799 di fine 2006 ai 466 di fine 2007. Rimane, rammenta però il Consiglio della Magistratura, la necessità di met­tere a disposizione dell'ufficio adeguati strumenti informatici per un miglior controllo degli aspetti relativi all'esecuzione del­le pene e delle misure come pure quello degli oneri legati alla ge­stione amministrativa dell'ufficio.
  Per quanto concerne il Ministero pubblico si è registrato un aumen­to delle entrate, tuttavia più con­tenuto rispetto a quello dell'anno precedente (+1% nel 2006, +5% nel 2005):le pratiche evase sono di­minuite del 3% rispetto al 2006 (nel 2006 vi era stato invece, nei confronti dell'anno precedente, un aumento del 3,6%) e gli arre­trati sono aumentati del 6%.
  La diminuzione degli incarti eva­si per il Consiglio della Magistra­tura, sembra doversi attribuire, ol­t­re alla necessità di istituire un nu­mero maggiore di incarti, soprat- tutto all'entrata in vigore della nuo­va parte generale del Codice pe­nale, in particolare alle necessità istruttorie per l'applicazione del­le pene pecuniarie. Il Consiglio va­luta poi positivamente il progetto di organizzazione del Ministero attualmente all'esame e confida che la sua attuazione possa coin­cidere con la soluzione dei proble­mi logistici, di personale e infor­mati­ci più volte denunciati dal Pro­curatore generale Bruno Balestra.
  Un problema sul tavolo da anni, troppi. Emanuele Gagliardi




AUMENTI
 

 

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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