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Divorzi: quanti ci vivono sopra?

Da: Mattino della domenica, 30.11.08 pag 22
Di Aldo Pedroni Aurigeno
Sabato sera, 22 novembre, mi sono recato in un locale pubblico per assistere a una discussione in merito al divorzio. Con piacere ho notato la presenza del  consigliere di Stato Luigi Pedrazzini. Dopo una sua breve presa di posizione ha dato alcuni lumi, che solo in parte sono serviti a chiarire la strada giusta da prendere per essere difesi con corretta onestà.
Durante la serata ho avuto modo di confrontarmi con situazioni a dir poco da far rabbrividire anche un morto.

In fase di divorzio le due parti cercano di succhiare sangue più che possono dalla controparte, ma qui inizia la danza degli avvocati, e son sicuro che la maggioranza non sappia il significato della parola "deontologia professionale" o cosa vuol dire l'espressione "buon senso". A questo punto anche il più ignorante comprende che il conto bancario dell'avvocato divorzista di turno si gonfia per bene. Il solo modo per divorziare alla svelta è quello di essere nullatenente, in quanto soldi da succhiare non ce ne sono se non allo Stato, con la solita storia del Patrocinio. E lì sanno benissimo come sguazzarci!

Ho udito persone parlare di legali che, oltre a dichiarare il falso, denigrano la controparte; le tutorie hanno un comportamento assai discutibile: si proibisce addirittura a uno o all'altro genitore di vedere suo/a figlio; si obbligano a mandare il figlio da uno "strizza cervelli" anche contro la loro volontà, anche se sedicenni e oltre. Ci sono pretori che prendono decisioni da pazzi, tanto a disgregarsi non è la loro famiglia!

Orbene, tutti questi personaggi che vivono grazie alle disgrazie di queste famiglie, non sarebbe ora che usassero le loro competenze per riunificare se possibile la famiglia che vuole divorziare, pensando maggiormente ai figli che, signori, saranno il nostro futuro?

Giovani che mi leggete, prima di sposarvi ascoltatemi bene: andate da una persona, un  genitore , che ha passato queste vicissitudini, vedrete che un pensiero lo farete prima di intraprendere la formazione di una famiglia. La festa è bella sì, ma poi? C'è da sperare che tutto vada bene, altrimenti saranno guai seri.

A questo punto, inviterei lo Stato a mettere a disposizione alcuni legali divorzisti onesti e coerenti, spiegando ai giovani in procinto di sposarsi il pro e il contro del matrimonio.

Personalmente ritengo che tutto questo malandazzo sia dovuto agli anni settanta, anni in cui i giovani di allora volevano molte più libertà e ora raccolgono quanto hanno seminato. Pensandoci si capisce come gli attuali genitori sono figli dei genitori che hanno aperto le porte a tutti quegli intellettuali o pseudo intellettuali che sapevano vendere lucciole per lanterne. Il popolino era ignorante e voleva dimostrarsi emancipato, ma dove? Signori i nostri vecchi avevano molto ma molto più rispetto verso il matrimonio, la famiglia, i figli, il sociale; certo esisteva una maggior serietà e non una superficialità come oggigiorno esiste in tutte le cose.

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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