Da: Mattino della domenica, 8.3.09 (per leggere la versione in pdf clicca QUI )
Associazione contro l'indebitamento delle famiglie. buona cosa, ma...
Gestione trasparente?
" Se vuole presentarsi in modo credibile come associazione che si impegna a combattere l'indebitamento delle famiglie, l'Acif deve mettere un bel po' di ordine nella nestione delle casse "
Cercare di combattere contro l'indebitamento delle famiglie è
senz'altro buona cosa. Tuttavia il modo in cui viene gestita l'ACIF,
Associazione contro l'indebitamento delle famiglie con sede a Chiasso,
patrocinata dai superfunzionari cantonali del DSS kompagni Martino
Rossi e Roberto Sandrinelli, è lungi dall'essere trasparente. E questo
è un problema poiché l'associazione in questione, come detto
patrocinata da kompagni superfunzionari cantonali, in virtù del suo
scopo benemerito, riceve 42'000 franchi di soldi pubblici l'anno.
Poiché l'associazione tratterebbe annualmente una sessantina di casi,
ne consegue un introito di circa 700 franchi per caso. Questa però non
è l'unica fonte di entrate dell'associazione. Infatti le spese minime
fatturate all'utente ammontano a 500 franchi ; per i debiti inferiori a
50'000 franchi le spese ammontano al 10% del debito; per quelli
superiori a 50mila Fr, al 7%. Se l'associazione tratta 60 casi
all'anno, ammettiamo anche solo del valore medio di 20'000 franchi le
entrate dovrebbero ammontare a 120'000 franchi più i 42'000 franchi
elargiti dal Cantone, che fanno 162 mila Fr all'anno. Senza contare le
quote di iscrizione. A questo punto è lecito chiedersi dove transitano
questi soldi, dal momento che nei conti dell'associazione, almeno per
il periodo che va da febbraio 2007 a febbraio 2008, non se ne trova
traccia (se non di una tranche di 21'000 franchi versati dal Cantone).
Oppure l'Associazione dispone di due o tre casse diverse? In ogni caso:
è un "rebelott"!!
Intendiamoci: lungi da noi l'idea di voler accusare chicchessia di
essersi intascato indebitamente dei soldi, ma è chiaro che, se le cose
stanno come indicato sopra, la gestione della cassa societaria avviene
in modo quanto meno poco professionale. Il che non è certo un buon
esempio da parte di chi dovrebbe aiutare le persone indebitate a
gestire meglio le proprie entrate...
Ma le domandine non sono finite. Ad esempio, gli è che il marito della
presidente ACIF lavora all'Ufficio esecuzioni e come tale fornisce
clienti (paganti) e indicazioni su detti clienti all'Associazione
presieduta dalla moglie.
Ammettiamo pure che lo faccia fuori dall'orario di lavoro, ma è chiaro
che le informazioni di cui dispone provengono dalla sua attività
professionale. Sarà anche tutto a fin di bene, ma qualche problemino in
questa situazione noi lo vediamo. Il datore di lavoro del diretto
interessato no?
Inoltre, nel comitato ACIF siede anche una cognata della presidente.
Come pure una persona membro della commissione tutoria cui, da quanto
emerge da un'e-mail, venivano ceduti alcuni incarti in quanto aveva
bisogno di "clienti per il suo lavoro di tutrice".
Deplorevole è poi l'abitudine da parte di persone vicine
all'associazione di mettere per iscritto indicazioni compromettenti che
gettano una luce molto cruda sul modo in cui all'interno del DSS della
Fatina Pesenti i kompagni superfunzionari amministrano i soldi
pubblici. Che cosa pensare infatti davanti alla frase, che riportiamo
testualmente: "Il sig. Galli, quando era operatore sociale a Chiasso
(attualmente è funzionario dirigente del DSS, ndr), mi ha dichiarato
nel 2005 che con un "fischio" a Sandrinelli (funzionario dirigente del
DSS, ndr) si pigliavano al volo almeno 30-40mila Fr dal fondo
intercantonale senza tante cerimonie. Tanto questi non sono soldi del
Cantone!". Dal momento che i soldi del fondo intercantonale citato non
sono del Cantone, li si danno allegramente a cani e porci! È questa la
mentalità dei kompagni funzionari del D$$? Siamo sicuri che sia tutto
in regola??
Considerando poi che il citato Sandrinelli, già (o tuttora? Boh)
vicepresidente P$, è un papabile aspirante alla poltrona da 180mila e
più franchi all'anno di Kapo della Divisione dell'Azione sociale che
verrà presto lasciata libera per pensionamento dal Kompagno Martino
Rossi (il Kapogruppo P$ a Lugano che mette gli asilanti a Besso e in
via Nassa) c'è davvero poco da dormire sonni tranquilli.
Dovrebbe poi far sorgere altri interrogativi sull'ACIF le dimissioni di
membri del comitato, che se ne sono andati perché, nonostante le
reiterate richieste, non hanno mai potuto avere accesso ai conti e non
sono nemmeno mai riusciti a farsi dire quanti casi sono stati trattati
e quanti sono stati risolti.
Come mai simili basilari informazioni non vengono fornite a membri del
comitato? E con quale frequenza veniva e viene convocato detto comitato?
Morale: se l'ACIF vuole presentarsi in modo credibile come associazione
che si impegna nel lodevole scopo di combattere l'indebitamento delle
famiglie, visto che beneficia di soldi pubblici, ossia del
contribuente, deve mettere un bel po' di ordine al proprio interno, ed
in particolare nella gestione delle casse.
Ma a preoccuparci è soprattutto un'altra cosa: ma il Cantone, prima di
dare soldi ad una qualsiasi associazione, non chiede di vedere i conti?
Non chiede precise ed incontrovertibili garanzie che i soldi pubblici
elargiti vengano poi davvero utilizzati per gli scopi per cui vengono
chiesti? Oppure, come diceva il mail riportato sopra, "basta fare un
fischio a Sandrinelli e si pigliano al volo almeno 30-40mila Franchi??
Bene, allora consigliamo a tutti i ticinesi di comprarsi un set di
fischietti da arbitro!
MDD


Comments