Informiamo che Maziyar Kamkar, papà di 3 bambine ticinesi, che non vuole lasciare la Svizzera, dal carcere di Zurigo-Flughafen è stato di nuovo riportato in quello di Sursee...
Chi volesse scrivergli (in inglese o in italiano) per sostenerlo, può indirizzare il suo scritto o pacchetto al nuovo indirizzo:
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Da: www.tio.ch del 22/06/2010 - 08:55 (link all'articolo) Letto 3372 volte
TICINO
Padre di 3 figlie espulso dalla Svizzera. Arrestato perché non lascia il paese
È finito in carcere a Sursee. Non vuole lasciare
la Svizzera per non abbandonare le sue tre figlie che abitano nel
Luganese. L'uomo ha iniziato uno sciopero della fame
LUGANO - Un cittadino iraniano, padre di tre bambine che abitano nel Luganese, è stato arrestato e messo in carcere, in quanto non ha intenzione di lasciare la Svizzera per non abbandonare le sue bambine. La storia di K, è simile a quella di tanti padri in lotta contro la propria ex moglie o ex compagna per la custodia dei figli. Della sua sua storia - che ha preso ora un risvolto drammatico, poichè l'uomo si trova in un carcere di Sursee - ne parla Papageno, il movimento per la tutela dei figli, contro il monoparentalismo e per la bigenitorialità.
Stando al racconto di Papageno, che sul proprio sito presenta l'intera storia di K., l'uomo è padre di 3 figlie (una di 8 anni e 2 gemelline di 6 anni, di nazionalità svizzera e italiana) che vivono con la madre nel luganese. Secondo il movimento l'uomo è stato arrestato lo scorso 9 giugno in quanto privo di permesso di soggiorno e non vuole lasciare il paese per non abbandonare le sue 3 figlie. Ora si trova nella prigione di Sursee in regime di carcere amministrativo. È stato incarcerato perché sprovvisto di permesso di soggiorno e perchè si ostina a non lasciare il paese.
Secondo le informazioni raccolte da Papageno sembrerebbe che le autorità giudiziarie sostengano che lui non abbia uno stretto rapporto con le figlie e quindi la sua permanenza in Svizzera non si giustifica. Il Movimento fa pure notare che la commissione tutoria di Pregassona da un paio di mesi gli ha ampliato il diritto di visita da una a due volte al mese e che è tuttora pendente un ricorso alla Corte europea dei diritti umani di Strasburgo contro la decisione di espulsione per non rispetto dei diritti umani. L'uomo ha iniziato uno sciopero della fame lo scorso lunedì 14 giugno.
La storia di K.
K è iraniano di nascita e a seguito della conversione al Crisianesimo e
fuggito in India dove è rimasto per numerosi anni: è in India che
conosce la donna che diventerà la madre delle sue 3 figlie. Prima della
nascita della prima figlia, la coppia viene in Svizzera, paese della
compagna. Non si sono mai sposati. Per 6 anni lui ha lavorato e vissuto a
Lugano. Con la sua compagna e madre delle sue 3 figlie ha convissuto
per 3 anni. È stato autorizzato a restare in Svizzera a condizione di
provvedere al suo mantenimento e a quello delle sue 3 figlie. Essendosi
successivamente la coppia separata definitivamente nel 2004 e non
riuscendo egli ha trovare un impiego fisso e sufficientemente retribuito
per versare l'intero contributo alimentare, le autorità cantonali gli
hanno rifiutato il rinnovo del permesso B. Dopo aver fatto ricorso
presso tutte le istanze preposte con esito negativo, la Sezione dei
permessi e dell'immigrazione del Canton Ticino gli ha intimato di
lasciare la Svizzera entro il 31.1.2007. Egli ha richiesto dunque asilo
politico in virtù dei problemi avuti in Iran 16 anni prima e per poter
rimanere vicino alle sue figlie: gli è stato concesso allora un permesso
N di asilante. Ora a distanza di 2 anni dalla prima espulsione è
arrivata la risposta negativa anche alla richiesta di asilo e la
conseguente nuova intimazione di espulsione, effettiva per il mese di
febbraio 2009.
(da www.papageno.ch)
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