Svizzera This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.

Dal carcere di Sursee a Zurigo. Da Zurigo di nuovo a Sursee, ma lui non lascia la CH e le 3 figlie!

Informiamo che Maziyar Kamkar, papà di 3 bambine ticinesi, che non vuole lasciare la Svizzera, dal carcere di Zurigo-Flughafen è stato di nuovo riportato in quello di Sursee...

Chi volesse scrivergli (in inglese o in italiano) per sostenerlo, può indirizzare il suo scritto o pacchetto al nuovo indirizzo:

Grosshof Aussenstelle Sursee
Herr. Maziyar KAMKAR
Centralstr. 24, 6210 Sursee
tel: 041 - 921 28 37 
visite di 1 ora su annuncio con 2 giorni d'anticipo dal lunedì al venerdì 9-11/14-16; il sabato: 9-10/14-16; la domenica: 9-10/14-15.

*******

Da: www.tio.ch del 22/06/2010 - 08:55 (link all'articolo)    Letto  3372  volte

TICINO
Padre di 3 figlie espulso dalla Svizzera. Arrestato perché non lascia il paese

È finito in carcere a Sursee. Non vuole lasciare la Svizzera per non abbandonare le sue tre figlie che abitano nel Luganese. L'uomo ha iniziato uno sciopero della fame

LUGANO - Un cittadino iraniano, padre di tre bambine che abitano nel Luganese, è stato arrestato e messo in carcere, in quanto non ha intenzione di lasciare la Svizzera per non abbandonare le sue bambine. La storia di K, è simile a quella di tanti padri in lotta contro la propria ex moglie o ex compagna per la custodia dei figli. Della sua sua storia  - che ha preso ora un risvolto drammatico, poichè l'uomo si trova in un carcere di Sursee - ne parla Papageno, il movimento per la tutela dei figli, contro il monoparentalismo e per la bigenitorialità.

Stando al racconto di Papageno, che sul proprio sito presenta l'intera storia di K., l'uomo è padre di 3 figlie (una di 8 anni e 2 gemelline di 6 anni, di nazionalità svizzera e italiana) che vivono con la madre nel luganese. Secondo il movimento l'uomo è stato arrestato lo scorso 9 giugno in quanto privo di permesso di soggiorno e non vuole lasciare il paese per non abbandonare le sue 3 figlie. Ora si trova nella prigione di Sursee in regime di carcere amministrativo. È stato incarcerato perché sprovvisto di permesso di soggiorno e perchè si ostina a non lasciare il paese.

Secondo le informazioni raccolte da Papageno sembrerebbe che le autorità giudiziarie sostengano che lui non abbia uno stretto rapporto con le figlie e quindi la sua permanenza in Svizzera non si giustifica. Il Movimento fa pure notare che la commissione tutoria di Pregassona da un paio di mesi gli ha ampliato il diritto di visita da una a due volte al mese e che è tuttora pendente un ricorso alla Corte europea dei diritti umani di Strasburgo contro la decisione di espulsione per non rispetto dei diritti umani. L'uomo ha iniziato uno sciopero della fame lo scorso lunedì 14 giugno. 

La storia di K.
K è iraniano di nascita e a seguito della conversione al Crisianesimo e fuggito in India dove è rimasto per numerosi anni: è in India che conosce la donna che diventerà la madre delle sue 3 figlie. Prima della nascita della prima figlia, la coppia viene in Svizzera, paese della compagna. Non si sono mai sposati. Per 6 anni lui ha lavorato e vissuto a Lugano. Con la sua compagna e madre delle sue 3 figlie ha convissuto per 3 anni. È stato autorizzato a restare in Svizzera a condizione di provvedere al suo mantenimento e a quello delle sue 3 figlie. Essendosi successivamente la coppia separata definitivamente nel 2004 e non riuscendo egli ha trovare un impiego fisso e sufficientemente retribuito per versare l'intero contributo alimentare, le autorità cantonali gli hanno rifiutato il rinnovo del permesso B. Dopo aver fatto ricorso presso tutte le istanze preposte con esito negativo, la Sezione dei permessi e dell'immigrazione del Canton Ticino gli ha intimato di lasciare la Svizzera entro il 31.1.2007. Egli ha richiesto dunque asilo politico in virtù dei problemi avuti in Iran 16 anni prima e per poter rimanere vicino alle sue figlie: gli è stato concesso allora un permesso N di asilante. Ora a distanza di 2 anni dalla prima espulsione è arrivata la risposta negativa anche alla richiesta di asilo e la conseguente nuova intimazione di espulsione, effettiva per il mese di febbraio 2009.
(da www.papageno.ch) 

Cantone

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

Comments

Newspaper

Movimento Papageno examines the legal and social impact of separation and divorce, with particular attention to the well-being of minors and shared parental responsibility.

We provide documentation and analysis to support informed decisions and balanced public discussion in Ticino and Switzerland.

Subscribe to receive updates.

A warned man is half saved

Best interests of minors

Harm to minors

Latest Posts