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RSI - Il Quotidiano - 6.7.09 - ore 19.30.

Per visionare il filmato "Padri discriminati?" clicca QUI (dal minuto 6 e 12 secondi del filmato in avanti)

Presa di posizione sulle dichiarazioni rilasciate nell'intervista del filmato dall'avv. Alessia Paglia capoufficio dell'Ufficio di vigilanza sulle tutele.

Il messaggio basilare della manifestazione spontanea del padre e degli altri partecipanti è che nella maggioranza dei casi l'autorità tutoria ticinese non tutela i nostri figli né opera per salvaguardare la famiglia biologica. (continua)

Da: La Regione, 7.7.09 pag 11

Sciopero della fame per i figli
Protesta contro provvedimenti della Tutoria

Sciopero della fame e protesta davanti alla sede del governo cantonale per reclamare i propri diritti di genitori ritenuti usurpati dai provvedimenti adottati dalle Commissioni tutorie di Agno e Breganzona. Ieri due genitori residenti a Caslano, che formano una coppia ricostituita e una famiglia allargata, hanno inscenato la protesta a Bellinzona di fronte a Palazzo delle Orsoline per reclamare l'attenzione del Consiglio di Stato sulla loro vicenda.

In due hanno otto figli: cinque lui, due lei frutto di precedenti legami e un piccolo di sette mesi nato dalla loro relazione. La coppia - 45 anni lui, 34 lei - ha però difficoltà a vivere la loro genitorialità: la donna non ha l'affidamento delle sue ragazze e l'uomo può invece vedere i suoi figli, nati da tre matrimoni, solo ogni 15 giorni in presenza di un'assistente sociale e secondo le regole definite dalle Commissioni tutorie di Breganzona e Agno. Per protesta - contro un provvedimento che ritiene ingiusto e lesivo del suo ruolo di padre - l'uomo ha iniziato ieri uno sciopero della fame e con la compagna si è diretto nella capitale per reclamare i suoi diritti che ritiene negati. La protesta è stata sostenuta dal Movimento Papageno «in quanto non resta altro da fare davanti all'abuso istituzionale e alla totale arbitrarietà delle decisioni messe in atto da autorità tutorie cantonali oramai alla deriva».

Al di là del caso specifico, nel merito del quale non entriamo, questa azione conferma il disagio vissuto da molti genitori nei confronti dell'agire di alcune tutorie. «Il moltiplicarsi di queste proteste mi insinua il dubbio che non tutto funzioni come si deve» scrive il deputato Udc Eros Mellini che «con tutte le riserve del caso» ha indirizzato al governo un'interrogazione in cui chiede fra l'altro: «Quante sono state negli ultimi tre anni le limitazioni dell'esercizio delle relazioni con i figli, quante di queste sono state contestate con un ricorso e quanti ricorsi sono stati accettati». Infine, se il governo è «soddisfatto dell'attività svolta dalle Commissioni tutorie?».

Da: CdT, 7.7.09 pag 11

A BELLINZONA
Digiuna per protesta contro le tutorie «Rivoglio mia figlia» (visiona la foto)
(foto Nicola Demaldi)

Ammanettato davanti al palazzo governativo. Così un padre di famiglia ha voluto protestare ieri contro l'operato dell'autorità tutoria cantonale (in particolare delle commissioni regionali di Breganzona e Agno) in tema di affidamento, manifestando anche l'intenzione di avviare uno sciopero della fame. L'uomo è appoggiato dal Movimento Papageno (per la parità di diritti tra ex coniugi). Il tema dell'operato delle tutorie è pure al centro di un'interrogazione al Governo dell'UDC Eros Mellini.

Constatiamo che internet non ha frontiere: la vicenda del nostro socio di Lugano ha già varcato i confini ticinesi...

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Tratto dal sito www.mannschafft.ch (link all'articolo)

Sonntag, 07 Juni 2009 

Im Tessin hat ein Richter ein weiteres Skandalurteil gefällt, das die gesamte Argumentation der links-feministischen Seilschaften und des Bundesgerichts Lügen straft. Für diese Leute sind bei einer Scheidung die Kinder die Trophäe desjenigen Elternteils, der sich hauptsächlich um die Kinder kümmert. Natürlich nur, wenn es sich bei diesem Elternteil um die Mutter handelt.

Dies bestätigt das Urteils des Luganeser Richters Matteo Pedrotti von Anfang Mai: 11 Jahre lang hatte ein heute 51-jähriger Vater seine Kinder im Alter von 15, 11 und 8 Jahren zuhause betreut. Zuständig für das Familieneinkommen war die Mutter. Nun hat diese die Scheidung verlangt und erhalten und die Kinder gleich dazu. Richter Pedrotti gibt dem Vater gerade einmal dreieinhalb Wochen, um den Wohnort seiner Familie zu verlassen.

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