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Tutorie troppo autoritarie. Movimento Papageno protesta in piazza Governo

Da: CdT 10.4.09 pag 16

S.Db

La goccia che ha fatto traboccare il vaso è il trasferimento forzato al PAO di Mendrisio di una 15.enne tornata a vivere con la madre dopo due anni di separazione

«Torna a casa Gaia». «Deportazione legalizzata di minori». Sono solo due delle scritte che campeggiavano sugli striscioni esposti ieri mattina davanti al palazzo del Governo a Bellinzona. Ad inscenare la manifestazione di protesta un gruppo di aderenti a Papageno, il movimento che si batte per la tutela dei figli, contro il monoparentalismo e per la bigenitorialità. In concreto la protesta trae origine da un episodio che i manifestanti non esitano a definire «un rapimento legale» con susseguente «deportazione» al Centro di pronta accoglienza e osservazione (PAO) di Mendrisio di una ragazzina di 15 anni, Gaia, che negli ultimi tempi è tornata volontariamente a vivere con la madre, dopo essere stata prima collocata in una famiglia affidataria e poi in un istituto. «Rapimento» e «deportazione» avvenuti martedì pomeriggio su decisione della Commissione tutoria regionale 6 di Agno, a seguito di un rapporto steso dal Servizio di sostegno pedagogico attivo nella scuola media frequentata dalla 15.enne. Rapporto che evidenzia un profondo malessere della ragazzina e le sue ripetute assenze da scuola che si sommano alla mancanza di puntualità nel presentare i compiti. E questo da quando ha lasciato l'istituto per ritornare a vivere con la madre. Da qui la decisione di privare la madre della custodia della figlia e limitandone il diritto di visita ad un'ora alla settimana sotto sorveglianzao. «Una decisione alla quale si oppongono sia la madre, sia la figlia» hanno rilevato all'unisono il segretario-coordinatore di Papageno Gianfranco Scardamaglia ed il membro di comitato Adriano Heitmann che con la manifestazione di protesta hanno voluto attirare l'attenzione dell'opinione pubblica su quello che ritengono un potere spropositato detenuto dalle Commissioni tutorie regionali e sugli abusi che queste istituzioni compirebbero ripetutamente. «Quello nei confronti di Gaia e di sua madre - aggiungono - non è che l'ultimo in ordine di tempo. Martedì pomeriggio l'hanno trattenuta a scuola al termine delle lezioni e poi l'hanno portata al PAO Mendrisio senza avvisare nessuno. La madre l'ha saputo solo a trasferimento avvenuto. Non ci si dica che questo è un comportamento corretto». Con un raccomandata a mano consegnata ieri, chiedono pertanto alla Commissione tutoria regionale di Agno di annullare la decisione adottata martedì, consentendo l'immediato rientro a casa di Gaia.

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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