Da: Mattino, 29.06.2014 pag 26, rubrica "Papageno: in nome dei figli e dei futuri padri"
Politici svizzeri fuorviati dalla demagogia della CF Sommaruga
Tutte le madri riceveranno alimenti dai padri!
Negato il diritto dei figli alla paternità!
Il 19 giugno la maggioranza del Consiglio Nazionale ha votato a favore del sistema matriarcale in vigore rafforzando il mantenimento delle madri non sposate; ignorato invece il diritto dei figli alla paternità. “I genitori separati o divorziati dovranno entrambi contribuire al mantenimento dei figli, ma ognuno in proporzione alle proprie disponibilità. Lo ha deciso il Consiglio Nazionale durante il dibattito sulla revisione delle norme per le pensioni alimentari, respingendo (134 voti a 54), una proposta dell’UDC affinché madre e padre contribuissero in parti uguali al sostegno della prole. (…). Le pensioni alimentari continueranno ad essere fissate in modo da assicurare il minimo vitale al genitore debitore.” (fonte ATS) Considerando che l’affidamento alternato o condiviso, in caso di disaccordo tra i genitori, andrà deciso da tribunali sovente di cultura matriarcale e che per giurisprudenza federale la madre può accudire il figlio rimanendo a casa nella misura del 100% fino al suo 10° anno di età e del 50% fino al 16°, immancabilmente il figlio sarà sempre privato del padre che sarà sempre il solo a pagare.Le spese di accudimento del figlio assicurate dalla madre saranno a carico del padre.
Il business della maternità va a gonfie vele: tutte le madri saranno mantenute dai padri
Il vero scopo della revisione in discussione, l’abbiamo ripetuto più volte, è di rafforzare il diritto delle madri al mantenimento a prescindere dal loro stato civile. Grazie alle nuove norme, le madri compagne di padri separati che non sono mai state sposate non saranno sfavorite rispetto a quelle divorziate. Il rafforzamento del mantenimento dei figli? Solo un messaggio demagogico per far accettare la revisione. E sta funzionando visto l’esito della recente votazione. Quindi i maschi che diverranno padri in una notte o in un attimo fuggente, passeranno alla cassa, non solo per i figli ma pure per le madri! Da tempo la donna decide se abortire o tenere il figlio, indipendentemente dal volere del padre: ora, se lei decide di tenere il figlio, il padre pagherà, per entrambi.
Retroattività per 5 anni se risorse del padre sono insufficienti
Se il genitore debitore (al 97% il padre) ha risorse insufficienti, l’importo normalmente dovuto per assicurare il debito mantenimento del figlio (comprendente i suoi costi di accudimento presso la madre o terzi)
figurerà nella convenzione o decisione del giudice. Il pagamento integrale potrà essere preteso retroattivamente per 5 (cinque) anni se il genitore (al 97% il padre) beneficia di un guadagno eccezionale come un’eredità, una vincita al lotto, un bonus o un cospicuo aumento dello stipendio, ecc. I padri avranno per legge il dovere di pagare per l’accudimento del figlio ma non il diritto/dovere di accudirlo personalmente: dipenderà solo dal volere della madre o del giudice.
Spalancata la porta agli abusi. Costi sociali esorbitanti e minor entrate fiscali.
È ovvio che questo apre la porte agli abusi. Non ci stupirebbe se fiorissero “tour operator” che organizzeranno fine settimana “di fuoco” con donne provenienti dai paesi più poveri dell’est, membri della Comunità Europea, per rubare più paternità possibili ai maschi svizzeri e residenti, per poi trasferirsi in Svizzera facendosi mantenere dai padri e dallo Stato. Infatti, questa proposta permetterà a tante donne (residenti ed estere) di poter lucrare sulla maternità, mettendosi a carico dei padri e/o dello Stato sociale svizzero. Questo progetto di legge, dunque, apre le porte a diverse possibilità di abusi del nostro sistema sociale, in materia di anticipo alimenti, assistenza, legge sulla dimora ed il domicilio degli stranieri, oltre che a creare sicuramente minori entrate fiscali a tutti i livelli (federale e cantonale).
“I genitori separati o divorziati dovranno entrambi contribuire al mantenimento dei figli, ma ognuno in proporzione alle proprie disponibilità.(…). I genitori potranno accordarsi sulla ripartizione, ha sottolineato la consigliere federale Simonetta Sommaruga. In caso di mancata intesa, sarà un tribunale a decidere e dovrà tener conto delle possibilità di ognuno dei genitori.”
Fantastica prospettiva: gli avvocati saranno felici, i pretori annegheranno in una marea di nuovi incarti e l’assistenza giudiziaria che lo Stato verserà alle madri per spennare i padri lieviterà esponenzialmente. I costi di implemetazione di questa riforma demagogica, inutile e dannosa, non sono stati presi in considerazione né dal Consiglio Federale né dai politici.
Le madri sposate separate/divorziate verranno discriminate
Le disparità di trattamento tra le madri sposate e quelle conviventi aventi figli dallo stesso uomo sposato e successivamente separato/divorziato aumenteranno. Infatti, le mogli verranno svantaggiate economicamente e favore delle “amanti con figli” (una o più amanti, e magari di una sola notte feconda) le quali avranno diritto ad alimenti a discapito delle mogli e dei loro figli. Il matrimonio perderà di significato ed importanza: un progetto di vita comune, sebbene naufragato, sarà equiparato ad un unico congiungimento carnale (o peggio ad una paternità rubata in malafede…e non stiamo a spiegare come…). Di conseguenza pure i figli delle ex mogli verranno discriminati rispetto agli altri: il contrario di quanto pretende essere il fine della revisione della CF Sommaruga.
Ignorato il diritto dei figli alla paternità
“ Il progetto prevede pure che le spese che un genitore deve accollarsi per far custodire i figli a terzi saranno inoltre incluse nel calcolo dei contributi di mantenimento.” I padri dovranno mantenere le madri, sposate o non sposate, a prescindere. Se queste madri impediranno ai figli di frequentare il padre, incasseranno lo stesso l’assegno per se stesse e per i figli. Anzi, il padre dovrà pure pagar alle madri i costi dell’asilo o della tata, ma non potrà accudirli lui stesso: dovrà rivolgersi ad un tribunale per farlo, che beffa! Viene tutelato il diritto del figlio ad essere accudito dalla vicina di casa ma non dal proprio padre! Bel progresso! Il nuovo diritto di famiglia svizzero: moderno e nell’interesse dei figli? Ma per favore! Nessun strumento giuridico efficace è previsto per garantire ai figli la presenza del padre. Un fallimento su tutta la linea.
Ma dove sta il bene dei figli in tutto questo?
Un appello ai politici: per il bene dei nostri figli, fate iscrivere nel codice civile un articolo di legge che preveda che, a semplice richiesta del padre di avere l’affidamento alternato o condiviso, ossia accudire il figlio al 50% o in altra percentuale, il giudice deve concederlo, indipendentemente dal volere della madre e dall’opinione del magistrato stesso. A riguardo vi invitiamo a firmare la petizione in tre lingue nata con la marcia di Giuseppe Cutroneo, ennesimo padre negato in Svizzera, da Zurigo a Berna ( inserire codice xyz20 nella rubrica cerca del nostro sito: www.papagenonews.ch).
Un appello ai futuri padri: PADRI, MASCHI, MA DOVE VI SIETE RINTANATI? VI STANNO FACENDO LA PELLE E STATE A GUARDARE? Chi è, e sarà stato, causa del suo male, non potrà che piangere se stesso. Chi volesse unirsi e far sentire la sua voce, ci contatti.
Contatto:


Comments