Da: CdT 4.9.10 pag 11
Pena con la condizionale per un 50.enne senegalese riconosciuto colpevole alle Correzionali di 57 episodi di coazione ai danni della moglie e dei figli
■ «Lei stasera torna a casa, ma se al di fuori dei diritti di visita concessi dalle autorità dovesse avvicinarsi a meno di 300 metri dall'abitazione dei suoi figli e di sua moglie o entrare in relazione con loro in qualunque altra circostanza, se dovesse importunarli, scrivere o telefonare loro, finirà di nuovo in carcere». Così ieri pomeriggio il presidente della Corte delle assise Correzionali di Lugano, giudice Claudio Zali , nel condannare a due anni di carcere con la condizionale per un periodo di prova di 5 anni un 50.enne senegalese riconosciuto colpevole di stalking (molestie assillanti e persecutorie) ai danni dei congiunti.
«Da padre assente a padre molesto»
«Sappi che io ti controllo. Che io ci sono. Che sarò presente in qualunque momento». Questo a dire della rappresentante dell'accusa l'alone d'ombra che attraverso ripetuti atti persecutori il senegalese avrebbe creato intorno alla moglie e ai figli, attraverso l'invio di lettere, SMS, regali imposti appostamenti e pedinamenti. Comportamenti intrusivi che, come emerso dalle dichiarazioni dei congiunti, per il magistrato, avrebbero creato ansia e angoscia nelle vittime. «Da padre assente prima della separazione dalla moglie, è diventato un padre molesto». «Non basta accampare un presunto diritto di genitore per ottenere la prevalenza sulla legge», ha sottolineato la sostituta procuratrice Alfier nel chiedere una pena di trenta mesi da espiare. «Quanto riferito nell'atto d'accusa - ha fatto eco la rappresentante di parte civile, avvocato Patrizia Casoni Delcò - potrebbe apparire, superficialmente, come effetto di una combattuta causa di separazione, ma non è così. L'accusato ha messo in atto una serie impressionante di reati. Il suo agire delirante ha costretto i congiunti a rinunciare ai contatti sociali, a cambiare le proprie abitudini di vita, un vero e proprio dramma famigliare».
«Assillante ma non delinquente»
«Un padre preoccupato, forse in maniera eccessiva, ma non uno stalker. Una persona assillante, ma non un delinquente». Questo il profilo tracciato dal difensore del 50.enne, avvocato Costantino Delogu , che ieri in sede di arringa ha chiesto il proscioglimento del proprio assistito da tutti gli episodi di coazione, ad esclusione di uno, ritenendo inoltre dati soltanto i presupposti del reato di disobbedienza agli ordini dell'autorità.
«Il lungo e pletorico elenco di episodi riportati sull'atto d'accusa, non rappresenta in realtà che una serie di gesti di un padre che vuol essere presente, che non riteneva che l'educazione dei figli fosse corretta e che si è sentito in dovere di tutelarli». «Nel suo operato - ha aggiunto l'avvocato Delogu, che si è battuto per una pena pecuniaria da porre al beneficio della condizionale - non vi è stata alcuna intenzione di limitare la libertà altrui, né di creare angoscia o di creare danni». GI.M


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