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Italia, 23 Giugno 2010
ALLA EGREGIA REDAZIONE
Egregi Signori,

vorrei subito specificare che non ho intenzione di fare inutile allarmismo e neppure di porre una domanda retorica. Non sono mosso da parte politica o ideologica ne tanto meno da qualunque forma di antagonismo, ma semplicemente vorrei sensibilizzare i cittadini ed i politici a valutare la seguente situazione e rispondere alla domanda posta nel titolo.
 
Partiamo dall'inizio. Uno dei fondamenti del nostro Stato è la DIVISIONE DEI POTERI: legislativo, esecutivo, giudiziario. Il primo fa le leggi, il Parlamento eletto dal popolo, in rappresentanza del popolo che detiene naturalmente e legittimamente la proprietà e la conduzione dello Stato (la sovranità appartiene al popolo, dice l'articolo 1 della Costituzione). L'ultimo invece, attraverso i giudici, controlla che le leggi vengano applicate e punisce chi non le rispetta nella società e nel vivere quotidiano.
 
I giudici al contrario dei politici non sono eletti dal popolo per questo motivo non hanno titolo di sovranità popolare, di fare o stabilire loro stessi se una legge è giusta o no, ma semplicemente di riconoscerla ed applicarla nei tribunali.
 
Con COLPO DI STATO invece si intende un atto illegale (non necessariamente violento) col quale una parte dello Stato, ad esempio uno dei tre poteri, soverchia tutto il resto e stabilisce una sorta di Regime autoritario.
 
Partiamo dunque dalla UGUAGLIANZA dei cittadini, fondamento della convivenza pacifica, e dalla FAMIGLIA, uno dei nostri diritti naturali e civili più importanti, dice la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani (ONU, 1948): La famiglia è il nucleo naturale e fondamentale di ogni società e ha diritto ad essere protetta dallo Stato. [..] Uomini e donne hanno il diritto di sposarsi e di fondare una famiglia, senza alcuna limitazione di razza, cittadinanza o religione. Essi hanno eguali diritti riguardo al matrimonio, durante il matrimonio e all'atto del suo scioglimento. 
E se vi dicessi che per 20.000.000 di padri e 10.000.000 di minorenni italiani questi due semplici diritti oramai non sono più garantiti? E se vi dicessi che l'abrogazione (cancellazione) dei diritti di uguaglianza e famiglia è avvenuta proprio per mano del POTERE GIUDIZIARIO?
 
Eppure è così: annualmente nelle separazioni e nei divorzi 170.000 genitori (soprattutto padri) e 100.000 figli (sia maschi che femmine) vengono annichiliti e deprivati di quanto più importante hanno nella loro vita: famiglia, affetti, immobili, soldi, diritti.
 
Figli espropriati alla propria famiglia, denuncie e ricatti, sparizione della proprietà privata, discriminazione sessuale: dov'è scritto che un figlio separato non può più avere due genitori allo stesso pari? dov'è scritto che 30.000 false denuncie compiute ogni anno per ottenere profitto dalla separazione devono restare impunite? dov'è scritto che la falsa testimonianza in tribunale non è più reato? dov'è scritto che pochi mesi di matrimonio o convivenza determinano la perdita della propria casa a favore della persona con cui avevi convissuto? dov'è scritto che padre o maschio vale 20% e madre o femmina vale 80%?
 
Non è scritto da nessuna parte, in nessuna legge.
 
Ecco perché ritengo che in Italia sia in atto una TIRANNIA verso FAMIGLIA e UGUAGLIANZA da parte del potere giudiziario, che senza ragione e titolo ogni giorno espropria persone ad altre persone, averi ai rispettivi proprietari, proprio come nell'antica Roma dove i figli potevano essere sequestrati e le famiglie precettate per decreto giudiziario.
 
In fede, FABIO BARZAGLI
www.infanzia-adolescenza.info
responsabile etico nazionale
candidato alla Camera dei Deputati nel 2008

- - si autorizza la pubblicazione
Italia il, 31 Agosto 2010;
destinatario: LETTERA ALLA EGREGIA REDAZIONE
OGGETTO: SE LA VITA SI FERMA A 29 ANNI

Gentili Signori, questi gli ultimi fatti:

- Giugno 2008, inoltro domanda di revisione dell'Affido Condiviso. Ho un solo pernotto infrasettimanale ed uno festivo ogni 15 giorni. Mia figlia ha 6 anni e mezzo ed io abito a 7 minuti dalla ex. Chiedo 15 pernotti al mese come da legge, la ex invece di rimanere così.

- Gennaio 2009, il primo giudice senza richiesta di nessuno mi aggiunge un pernotto festivo quindicinale ma toglie quello infrasettimanale. Incredibilmente passo da 6 a 4 pernotti/mese. Non rispetto la sentenza per due mesi fino a che non riesco a farla annullare, ma intanto vengo denunciato per 2 reati penali. (inottemperanza, reiterazione)

Da: www.paternitaoggi.it del 3.7.09

Povero col posto fisso: separato con 41 euro al mese

Il caso limite di un operaio Fiat che dallo stipendio ridotto per la cassa integrazione deve togliere 700 euro di alimenti da versare alla ex moglie e alle due bambine. “A me restano 41 euro e non arrivo al terzo giorno. Mangio alla mensa Caritas, dove ci sono altre persone nella mia stessa condizione, e tra poco lascerò casa e dormirò in auto”. La denuncia e l’appello alle forze politiche: “Noi siamo completamente dimenticati, nessuno ci aiuta”.

Da: www.paternitaoggi.it 4.7.10 (link all'articolo)

ROMA - «Non sapevo dove sbattere la testa, per mesi ho dormito in macchina, passavo la notte sui sedili, la mattina mi svegliavo infreddolito e con le ossa rotte, andavo a lavorare in condizioni pietose. Sono un padre separato, costretto a chiedere asilo ai genitori, a mio fratello, agli amici... Una povertà senza dignità, questa, che non ti permette più di fare il padre. Con la tua ex litighi, perchè è finita, ma con i figli... se non puoi neppure comprargli un gelato, portarli al cinema o fargli il regalo di Natale... ti senti uno schifo». Andrea C., 40 anni, romano, sposato per sette anni, colleziona querele. «Lei vuole distruggermi, tra noi - la voce di Andrea si spezza - è una guerra continua. Mi denuncia perchè non riesco a versare l’assegno per intero. Il giudice ha stabilito che io paghi 1.200 euro al mese, più 500 per la rata del mutuo, ma ad averceli quei 1.700 euro! Ti separi e dovresti reggere due case, impossibile, diventi un barbone...».

Andrea è impiegato in una emittente privata, ha una bambina che oggi ha nove anni, si è separato quattro anni fa: «C’è una sproporzione pazzesca tra il mio reddito e l’assegno di mantenimento, al giudice e a lei non importa, posso finire per stracci... Sì, la casa va a loro, ed è giusto che io dia soldi. Ma come vivo se, dopo avere dato l’assegno, non posso permettermi un tetto?».

Matteo L., 36 anni, due figli, ha una storia analoga: «Ho portato in tribunale la mia busta paga, facevo il corriere a 1.200 euro al mese, il negozio che avevo prima è fallito e i 2000 euro chiesti dal giudice sono impossibili. Mi è crollato il mondo addosso quando ho bussato alla porta dei miei. E non basta. La tragedia vera è che “se non-paghi-non-vedi i figli”, ufficialmente lei ti dice che hanno la febbre, che quel week-end non è il tuo. Ti tagliano fuori. Loro, i bambini, in questo clima avvelenato si allontanano da te».

Da: www.genitorisottratti.it (Trasmissione RAI2 del 7 Novembre 2009)

"Purtroppo poi sono sempre i padri i perdenti in queste situazioni, le madri diventano i possessori dei figli. Ho verificato nel mio lavoro che quando mi si presentano delle coppie la mamma vedendo che io sono un giudice donna spera che otterrà di più. (
Parole di una Giudice - tratto dal filmato, dal minuto 4.30) Visiona il filmato

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