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Da: CdT 1.12.08 pag 44

 CANTON ZURIGO
 Uccide la moglie a coltellate

 Un uomo di 34 anni ha ucciso la moglie di 39 a coltellate nel loro appartamento di Zurigo-Wiedikon e siin seguito costituito senza opporre resistenza. Il dramma­ stato preceduto da una violenta lite. L'uomo ha telefonato alla polizia ieri verso le 7, confessando il delitto. Le forze dell'ordine e i soccorritori sono subito giunti sul posto, rinvenendo il cadavere della donna. 

Da: La regione 22.11.08 pag 10

Strage in famiglia, cinque morti a Verona
 Un uomo uccide moglie e figli e si suicida


  Verona - Ha ucciso la moglie, i tre figli poi si è sparato un colpo alla testa. E ancora non si sa per­ché. Si sa solo che in Italia si uccide più in casa di quanto faccia la mafia per strada.
  Un commercialista di Verona, Alessandro Ma­riacci, ha sterminato la famiglia, sparando giovedì sera alla moglie Maria Riccarda e ai suoi figli Jaco­po, Nicolò e Filippo di 3, 6 e 9 anni.
  La tragedia è avvenuta in una casa di San Felice Extra, alle porte di Verona. I cinque corpi sono stati trovati dalla donna delle pulizie: la donna ed il bam­bino più piccolo erano riversi sul pavimento della taverna della casa, nella camera matrimoniale c'e­rano i cadaveri di altri due bambini e sul letto il cor­po dell'uomo, che si è ucciso con un colpo di pistola alla tempia.
  Accanto al cadavere c'erano due pistole semiauto­matiche, una delle quali con il cane alzato. Per la po­lizia, che sta conducendo le indagini, non è escluso che l'omicida-suicida le abbia usate entrambe.
  La famiglia viveva in una porzione di una casa colonica, ristrutturata, con una corte privata. Un bella abitazione, perfettamente ordinata. Nella casa non è stato trovato finora alcun biglietto che possa aiutare a comprendere le ragioni della strage. Se­condo le prime ipotesi della polizia, la tragedia po­trebbe essere avvenuta le 22.30 e le 23 di giovedì. Al­cuni vicini avrebbero detto di aver sentito intorno a quell'ora dei colpi secchi, ma non di averci fatto par­ticolarmente caso.
  Il dramma di Verona conferma lo spaventoso tas­so di violenza che si consuma tra le mura domesti­che in Italia: un morto ogni due giorni, oltre 1.300 vittime in sei anni. La famiglia italiana uccide più della mafia, della criminalità organizzata straniera e di quella comune.
  Quello che dovrebbe essere il luogo più sicuro, la casa, si trasforma invece nel posto a più elevato ri­schio: sette delitti su dieci avvenuti nella sfera fami­liare nel 2006, sono stati compiuti tra le mura dome­stiche. Dai dati degli ultimi due rapporti Eures­Ansa sull'omicidio volontario in Italia - relativi agli anni 2005 e 2006 - emerge una realtà inequivocabile: un omicidio su tre avviene in ambito familiare.
  Nel 2006 le vittime di omicidi in famiglia sono sta­te 195, pari al 31,7% di quelle complessive, con una crescita del 12% rispetto all'anno precedente, quan­do le vittime furono 176 (il 29,1% del totale). Le vitti­me di mafia sono state, nel 2006, il 25,2% del totale, e solo il 12,7% del totale degli omicidi quelle della tan­to temuta microcriminalità. ANSA/RED

 

Da: La regione 3.10.08 pag 6

Ammazzò la moglie, condannato a quindici anni
Ginevra - Un uomo di 51 anni è stato condannato ieri a 15 anni di reclusione dalla Corte d'assise di Ginevra per aver ucciso la moglie nel 2007, sparandole due colpi di pistola alla testa. L'uomo è stato ri­conosciuto colpevole di assassinio e anche di violenza carnale. Ori­ginario del Portogallo, l'uxoricida non ha sopportato che la moglie chiedesse il divorzio dopo 28 anni di matrimonio, indica l'avvocato di parte civile. Una mattina del febbraio 2007 l'ha aspettata nelle vi­cinanze della fabbrica in cui lavorava e l'ha uccisa a sangue freddo, spiega l'avvocato. L'uomo si considerava come il "proprietario" del­la donna che, poco tempo prima di essere uccisa, si era rifugiata da amici in Francia e aveva denunciato il marito per violenza carnale. Durante il processo l'imputato non ha espresso alcun rimorso né emozione. I due figli della coppia hanno testimoniato contro il pa­dre, accusandolo di aver brutalizzato la madre per anni. 

Da: La regione 3.10.08 pag 6

Tre giovani alla sbarra per il dramma famigliare di Muotathal

Svitto - Tre adolescenti dovranno rispondere in tribunale per il dramma famigliare avvenuto lo scorso aprile a Muotathal, nel canton Svitto. Lo ha indicato ieri la polizia, confermando una notizia del giornale locale Boten der Urschweiz.
Nella notte tra l'11 e il 12 aprile, secondo quan­to annunciato dopo il dramma dalla polizia, un ragazzo di 15 anni aveva accoltellato nel sonno la matrigna di 39 anni e il fratellastro di 13, ucci­dendoli. Ferito, ma solo leggermente, anche il padre 41enne. L'inchiesta è ora quasi conclusa: si aspetta ancora il rapporto sul profilo psicolo­gico del giovane. Il processo potrebbe tenersi pri­ma della fine dell'anno, ha detto all'Ats Florian Grossmann, portavoce della polizia svittese.
A giudizio saranno chiamati tre ragazzi sui 15 anni (l'età precisa non è stata resa nota): il ragaz­zo accusato dell'omicidio con un coltello da cuci­na, un presunto complice e un presunto sobilla­tore.
Il procuratore dei minorenni Paul Schmi­dig non vuole esprimersi sui motivi degli adole­scenti. Precisa tuttavia che droga o alcol non c'entrano. Gli inquirenti hanno per contro trova­to videogiochi violenti a casa dei tre. Il presunto assassino è stato rilasciato dal carcere preventi­vo e posto in un centro dove riceve assistenza psicologica. I suoi due compagni sono invece in libertà.
Il dramma ha colpito una famiglia svizzera composita: il padre aveva portato nel nuovo ma­trimonio tre figli di una precedente relazione, la madre a sua volta due. Tutti insieme vivevano da alcuni anni in una casa bifamiliare immersa nel verde a Ried, una frazione di Muotathal, comune dell'omonima valle. Al momento del fatto di san­gue l'intera famiglia era in casa: è stato uno dei suoi componenti a chiamare la polizia, poco dopo mezzanotte.
ATS

 

Da: La regione 24.09.08 pag 10

Massacro a scuola
Finlandia, dieci studenti uccisi da un giovane che poi si spara

Helsinki - Nuovo massacro in una scuo­la finlandese: questa volta è toccato ad un istituto professionale di Kauhajoki, nella parte sud- occidentale del paese. Dieci gli studenti uccisi, diversi i feriti, per la spara­toria di un ragazzo di 22 anni, Matti Juhani Saari, anch'egli morto dopo essersi sparato alla testa.
Solo lunedì, il giovane era stato interro­gato dalla polizia per i video che aveva pub­blicato su Youtube. Nei filmati, messi onli­ne giorni fa, il ragazzo esplode diversi colpi con una pistola: "Il prossimo a morire sa­rai tu", dice in una delle clip prima di fare fuoco contro la telecamera.
Le autorità non avevano rilevato nessu­na infrazione della legge, lasciandolo anda­re senza prendere provvedimenti nei suoi confronti. Lo studente aveva un regolare porto d'armi per una pistola calibro 22 ac­quistata in agosto. Matti aveva fornito un profilo di sé su Youtube: il nickname era Wumpscut86, dal gruppo musicale tedesco Wumpscut, fon­dato dal dj Rudy Ratzinger il cui brano War
accompagnava il profilo di Saari. Il giova­ne si diceva amante dei " computer, delle armi da fuoco, del sesso, delle birre" e di al­cuni gruppi di dark metal.
Allievo dell'istituto professionale, iscrit­to al secondo anno del corso alberghiero, Saari, secondo la ricostruzione dell'edizio­ne on-line del quotidiano serale Helsingin Sanomat, è entrato nella scuola vestito di nero, con un passamontagna e una grande borsa, poi ha fatto fuoco sui suoi compagni, uccidendone direttamente nove, mentre la decima vittima accertata potrebbe aver re­spirato il monossido di carbonio liberatosi nell'aria per un incendio sviluppatosi nel­l'edificio durante la sparatoria per cause ancora da accertare.
Dopo il massacro, almeno una dozzina i colpi esplosi, si è sparato alla testa, rima­nendo però in vita. È deceduto dopo qual­che ora nell'ospedale di Tampere dove era stato ricoverato.
La strage ricorda molto da vicino quella avvenuta nel novembre dello scorso anno sempre in Finlandia, in un liceo di Tuusu­la, quando un ragazzo di 18 anni uccise otto persone, sette studenti e la preside. Anche in quel caso, il killer aveva utilizzato inter­net come manifesto della strage, portata a termine con una pistola calibro 22.
Dopo la nuova strage, il governo finlan­dese potrebbe rivedere la propria legge sul possesso di armi: il ministro della Giusti­zia, Tuija Brax, ha annunciato in un inter­vento televisivo una revisione del testo «"il più presto possibile". Il primo ministro Matti Vanhanen ha promesso nuove misu­re, senza tuttavia precisare quali.
La Finlandia è il terzo Paese al mondo per numero di possessori di armi da fuoco pro- capite. Lo stima il rapporto Small Arms Survey del 2007. Secondo lo studio, in Finlandia c'è un rapporto di 56 armi civili ogni 100 persone, dato che piazza il Paese al terzo posto nel mondo dopo Stati Uniti (90 su 100) e Yemen (61 su 100). Segue la Sviz­zera, 46 su cento. ANSA/RED




La scuola della strage KEYSTONE

 

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